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Cos Taranto riavr il museo archeologico
MARIO DILIBERTO
VENERD, 04 MAGGIO 2007 la Repubblica - Bari





Aprir il 20 dicembre dopo sette anni di restauri



Il soprintendente Andreassi anticipa le innovazioni del contenitore museale
La sede del San Pasquale ospiter anche iniziative e mostre temporanee
le tappe Entro la fine del 2007 linaugurazione degli spazi del primo piano: a lavori ultimati la superficie espositiva a disposizione sar di oltre quattromila metri quadrati
le novit Lallestimento sar interamente rinnovato. Via le sale monotematiche sui reperti, il percorso di visita si svilupper secondo criteri a carattere tematico



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Il museo archeologico di Taranto riaprir i battenti a dicembre. Almeno in parte, in attesa di tornare a splendere completamente con limmenso valore dei tesori che da troppo tempo sono rinchiusi nei suoi magazzini.
Il prossimo 20 dicembre sar riaperto il primo piano della sede storica del museo nazionale, a sette anni dallavvio dei lavori che lo avevano ridimensionato sino alla chiusura per consentire la ristrutturazione ormai irrimandabile, alla luce dei problemi di staticit della storica sede del San Pasquale, nella centralissima corso Umberto. Una decisione sofferta anche se per salvaguardare il prestigio e i turisti, una esposizione ridotta dei reperti era stata allestita nel palazzo Pantaleo della citt vecchia.
Allappuntamento con la riapertura, il museo si presenter con un nuovo allestimento e un percorso ispirato da principi di maggiore modernit e consequenzialit. Non ci saranno pi le collezioni e le sale monotematiche sui reperti, ma il percorso espositivo si snoder seguendo alcuni temi. In questa maniera, lo sviluppo dellurbanistica, delleconomia, della religione guideranno i visitatori nellaffascinante percorso scandito dai reperti collocati nelle sale a tema seguendo la cronologia. A Taranto potranno essere ammirati nuovamente, quindi, i pezzi che risalgono allepoca del popolamento, allincirca il Quarto millennio a. C., sino al periodo tardo antico. Collezioni che richiamano in citt appassionati di tutto il mondo, incuriositi dal fascino dellantica cultura della Magna Grecia, ma indubbiamente attirati dal fulgore degli ori di Taranto. Ma la visione moderna con la quale si imposter il nuovo allestimento, esclude la riproposizione di una sala dedicata esclusivamente agli ori. Quei tesori, invece, saranno distribuiti lungo il percorso seguendo i temi che saranno individuati per guidare i visitatori.
Abbiamo inteso storicizzare lesposizione spiega il dottor Giuseppe Andreassi, soprintendente ai Beni culturali di Taranto per evitare, come avveniva in passato, di estrapolare i reperti dal loro contesto per entrare a far parte di collezioni. Con questa logica siamo sicuri di interessare maggiormente il visitatore senza stancarlo. Anzi siamo certi di affascinarlo e di convincerlo a tornare pi volte a visitare il nostro museo. Quando a dicembre riaprir il primo piano, comunque, buona parte degli ori di Taranto torneranno fruibili. Gli appassionati potranno certamente riammirare lutensile in bronzo ed oro (risalente al IV secolo a.C.). Un pezzo unico al mondo di "schiaccianocciole" risalente a quellepoca. Stesso discorso per la "Ceramica Laconica", che testimonia linfluenza di Sparta e della colonizzazione, e per le collezioni di enormi vasi attici a figure nere su fondo rosso.
Ancora da decidere, invece, la sala da dedicare allo Zeus portato alla luce nel 1961 dalle acque di Ugento, forse il reperto pi famoso del museo ionico. Probabilmente sar collocato nella hall, come un emblema da consegnare ai visitatori. Larcheologico, comunque, da dicembre, si proporr come un polo museale dinamico con ampi spazi dedicati alle mostre temporanee a cui sar riservata unala del pianterreno. Al secondo piano, invece, quando sar riaperto, stata inserita una sala che ospiter attivit didattiche. Sono questi i dettagli del progetto di ristrutturazione partito prima del 2000 e costato circa venti milioni di euro. Un investimento miliardario nel quale va compreso anche quanto speso per il recupero dellattuale sede della Soprintendenza ai beni culturali in citt vecchia. Proprio lo spostamento di quegli uffici ha consentito di recuperare spazi nella sede del museo che, una volta terminato, potr contare su una superficie espositiva di oltre quattromila metri quadrati.



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