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NAPOLI. Transenne ai portici del Plebiscito : LE CAUSE
Enrico Guglielmo *
01/04/200, IL MATTINO





Ebbene, la causa delle infiltrazioni al soffitto del porticato, con la conseguente caduta di tratti di intonaco, da ricercarsi nellocclusione degli imbocchi pluviali del terrazzo soprastante, ostruiti da vegetazione, materiali di risulta e carcasse di colombi che nessuno rimuove da anni. Lo stesso avviene per tante chiese ed edifici storici, che dopo complessi e costosi restauri, vengono abbandonati al degrado semplicemente per la mancanza pur minima di elementari lavori di pulizia ed ordinaria manutenzione da parte dei proprietari, con la grave conseguenza del danneggiamento - spesso irreversibile - di affreschi e stucchi. Cos pure, le strade che scendono dalle colline del Vomero, dei Camaldoli e di Posillipo si trasformano dopo un acquazzone di breve durata in torrenti - con gli effetti nefasti che tutti conosciamo - semplicemente perch pozzetti e fognoli non vengono puliti neanche una volta allanno e quindi non raccolgono lacqua; cos saltano i cubetti della pavimentazione semplicemente perch nessuna squadra di manutenzione incaricata di rinnovare i giunti di bitume. Tornando al problema delle strade, le pavimentazioni lapidee, di vario formato e dimensione, costituiscono un innegabile valore culturale ed un elemento di qualit architettonica particolarmente importante in prossimit degli edifici storici in una citt che vanta il primato di essere Patrimonio mondiale dellumanit protetto - non so per quanto tempo ancora - dallUnesco. Le pavimentazioni che rientrano nel perimetro del centro storico sono ampiamente consolidate nellimmagine che tradizionalmente si ha della citt ed incidono in maniera essenziale nella qualit degli spazi architettonici, costituendo un elemento complementare alle facciate degli edifici storici. Generazioni di architetti si sono formate studiando il disegno delle tessiture architettoniche, quali pavimentazioni, arredi urbani, intonaci e rivestimenti in pietra, che venivano progettate e realizzate attingendo alle tradizioni storico-architettoniche del passato, sia pure apportando quei contributi innovativi e adattandole alle diverse situazioni ambientali. Luso di un manto indifferenziato di asfalto finisce per cancellare ogni traccia delle pavimentazione preesistenti e delle caratteristiche originarie dei luoghi storici, annullando ogni rapporto con gli edifici antichi. Tra i motivi che suggerirebbero limpiego dei tappetini di asfalto in sostituzione delle superfici lapidee sono stati indicati leliminazione del rumore e laumento della sicurezza; tuttavia, in una citt come Napoli dove, anche nelle pi importanti strade cittadine, la velocit degli autoveicoli tra le pi basse dEuropa (circa 15 km orari) il tipo di pavimentazione, a mio avviso, da considerarsi poco rilevante ai fini della rumorosit e della sicurezza. Gli inconvenienti attribuiti alle pavimentazioni in basoli e cubetti di pietra vesuviana sono in realt da individuarsi in altre cause, ad esempio lesecuzione non a regola darte del sottofondo e lerrata posa degli elementi lapidei, il mancato allineamento dei chiusini, lassenza dei giunti di bitume, i maldestri ripristini dopo riparazioni e modifiche ai sottoservizi da parte delle societ erogatrici dei servizi e i tardivi ripristini nei casi di fuoriuscita di cubetti: in una sola parola, lassenza di ogni manutenzione. Per tutte le considerazioni fin qui esposte e considerato che le vie, le piazze e le aree scoperte di interesse storico sono tutelate dallarticolo 10, comma 4, lettera g del decreto legislativo del 22 gennaio 2004 numero 42 (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio), la Soprintendenza per i Beni architettonici ritiene poco proponibile la sostituzione indiscriminata con manti di asfalto nelle strade ricadenti nellambito del centro storico dei materiali lapidei quali basoli e cubetti di pietra lavica, e non di porfido che materiale estraneo al nostro territorio. Lesigenza della sicurezza, che nessuno vuol sottovalutare, e lo stato di emergenza creato da inadempienze e da trascuratezze non possono costituire un alibi ed un pretesto per stravolgere i valori culturali della nostra citt, che molti a parole dicono di voler difendere; non un problema di asfalto, ma di sensibilit culturale e di consapevolezza dellimportanza del nostro patrimonio storico. Daltra parte, come tutti ogni giorno possono constatare, anche le strade asfaltate continuano ad essere piene di buche pericolose se non si esegue alcuna manutenzione.


* Soprintendente per i Beni architettonici di Napoli e provincia




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