Milano. Il Museo d'arte contemporanea nasce tra i grattacieli del Portello Maurizio Giannattasio Corriere della Sera 30/3/2007
Milano avrà il suo Museo di arte contemporanea. Sorgerà negli spazi dell'ex Fiera al posto del Museo del Design. Il progetto porta la firma del grande architetto Daniel Libeskind, lo stesso che ha progettato uno dei tre grandi grattacieli di CityLife. E il museo del Design? Alla Triennale, come è naturale. Qui, c'è anche la data dell'inaugurazione: il 25 novembre. L'annuncio a sorpresa arriva dall'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi. A margine della consegna dell'Ambrogino d'oro a Ernst Beyeler, grande collezionista e mercante d'arte, l'assessore ha svelato il piccolo arcano. All'interno del processo di rivisitazione del progetto dell'ex Fiera, Comune, CityLife e Triennale hanno deciso di modificare la parte che riguarda il Museo del Design. Anche perché la sede più naturale per ospitare il Museo del Design esiste già. È la Triennale. Se ne parlava da anni, tra alti e bassi (moltissimi bassi) ma adesso il progetto è arrivato alla sua conclusione. L'inaugurazione del Museo del Design alla Triennale è previsto per il 25 novembre. A questo punto, l'interesse si è rivolto verso una struttura che a Milano manca. Il Museo dell'Arte contemporanea. Il sindaco Letizia Moratti si è subito detta entusiasta. Il presidente della Triennale, Davide Rampello si è messo in contatto con Libeskind e l'architetto si è messo all'opera per modificare il progetto. L'esterno non cambierà molto, le varianti più importanti riguardano l'interno. Il museo avrà una superficie di circa 10 mila metri quadrati. A gestire il Museo sarà una Fondazione, dove la Triennale giocherà un ruolo determinante mentre CityLife darà un contributo triennale. L'unico non contento è proprio Sgarbi. «Avrei preferito fare il museo in un edificio già esistente. Come l'Ex garage Traversi in piazza San Babila e recuperando alcuni delle palazzine dì via Molise. Mi chiedo. Perché c'è bisogno di creare nuovi spazi quando con pochi soldi si potrebbe recuperare il patrimonio esistente. Quello dei musei d'arte contemporanea è un vezzo delle grandi città?». Ma l'assessore fa anche capire che ormai la decisione è presa. E che difficilmente si tornerà indietro. Anche perché il sindaco Moratti è molto determinata. Ci vorrà chiaramente del tempo. Anche se il tavolo di lavoro tra Comune e CityLife sta procedendo spedito, ci sono i tempi tecnici da rispettare perché la variante diventi operativa (variante che chiaramente non riguarderà solo la trasformazione del museo del Design in Museo dell'Arte contemporanea). Senza contare la reazioni dei comitati dei cittadini pronti sul piede di guerra. Naturalmente, l'uscita di Sgarbi ha spiazzato tutti. Nessuno vuole parlare o commentare. Tranne l'opposizione con il consigliere ulivista Pierfrancesco Majorino: «È già la quarta destinazione diversa che si individua per il museo d'arte contemporanea. L'amministrazione naviga a vista, di questo passo l'unica certezza è che quel museo non si farà mai».
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