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Quanto rende investire nel bello
Il Giornale Lombardia 23/3/2007

Un giro d'affari annuo che si aggira intorno ai trenta milioni di euro. quello generato dagli scambi pubblici e privati nell'affascinante mercato dell'arte, dove per non facile orientarsi. Ne discutiamo con due esperti: Casmiro Porro della Porro & C. Art Consulting e con Gimmi Stefani della Galleria d'Arte Pace di Milano


Oggi si conosce il prezzo di tutto e il valore di niente". La celebre dichiarazione di Oscar Wilde ben si adatta ad un settore come quello dell'arte in cui i prezzi sono in costante aumento cos come l'interesse dei collezionisti. Un mercato sempre pi globalizzato, in cui non semplice districarsi. Le avanguardie del Novecento o l'arte tribale? Mobili antichi o sculture contemporanee? I disegni di Guttuso o le opere di Roberto Grippa? Non facile decidere su quali opere investire. L'unica cosa certa che si tratta di un investimento proficuo, sempre che si capisca che cos' il sistema dell'arte. Il sistema si compone di mercato, collezionismo, musei, storici dell'arte, artisti - spiega Casimiro Porro, della Porro & C. Art Consulting - e si muove a una velocit superiore a quella del passato. Una tendenza dimostrata dal proliferare di mostre e pubblicazioni, dall'aumento vorticoso di aste e prezzi: tutto questo frutto di una concorrenza che prima non esisteva. Infatti, a differenza del passato, oggi sono aumentati gli acquirenti: se prima ce n'erano dieci oggi ce ne sono cinquanta. E sono loro a spingere in alto i prezzi in un sistema che dominato a livello mondiale dalle grandi case d'asta, come Sotheby's e Christie's, le grandi regolataci del mercato. Investire nell'arte oggi da i suoi frutti - spiega Gimmi Stefanini, della Galleria d'Arte Pace di Milano - sempre che si rispettino alcuni parametri: scegliere determinati autori e aspettare che si affermino nel tempo. Ma quanto si pu arrivare a spendere per un'opera d'arte? I maestri del '900, De Chirico, Morandi, Sironi, Carri, ma anche Soffici e Ca-sorati possono arrivare fino a un milione di euro - spiega ancora Stefanini - mentre per quanto riguarda Parte internazionale non ci sono limiti. Qui si va da Picasso a Braque, a Re-noir e i valori sono ovviamente molto pi alti. E i giovani? Il problema che i giovani costano cari. Possono arrivare anche fino a 20mla euro: hanno fatto strada troppo in fretta e arrivano a costare quasi quanto i maestri - sottolinea Stefanini - Il collezionista si trova davanti al dilemma se acquistare un'opera con un mercato gi consolidato o investire pi o meno la stessa cifra su un giovane. Ma quali sono i criteri che determinano il prezzo di un'opera d'arte? Da una parte c' ovviamente il mercato: l'arte segue le stesse regole dell'economia normale. Il prezzo viene determinato dalla domanda e dall'offerta. Dato che c' molta domanda per questi autori giovani, ma poca offerta perch dipingono con il contagocce - afferma Stefanini - vengono venduti passando di mano in mano fra galleria e mercante, con un accumulo del 20-30 per cento a ogni passaggio. In cinque o sei passaggi hai gi triplicato il prezzo. Se prima alla base di tutto c'era l'esperienza personale, ovvero l'aver seguito personalmente certi fenomeni del mercato, oggi tutto viene demandato a un'informazione di tipo informatico in cui tutti sono a conoscenza dei risultati delle aste. Il valore di un'opera non pi legato ali opera stessa, ma a tutta una serie di fattori legati al mercato spiega Casimiro Porro e tutto ci determinato da un appiattimento della cultura. Una volta il collezionista era una persona colta e le informazioni prevalenti erano quelle sulla qualit dell'opera continua oggi, invece, abbiamo esclusivamente dati finanziari. E per questo motivo che oggi per fare questo mestiere ci vuole anche un occhio imprenditoriale. Il nostro lavoro ha poco a che vedere con l'arte sostiene Stefanini per quello ci sono i critici e gli esperti d'arte. Noi siamo gente che "manipola", una brutta parola, ma cos, il mercato. Imprenditori, professionisti, notai, industriali: nelle loro case o nei loro uffici che finiscono le opere d'arte. Ma non sempre chi acquista un quadro lo fa per il gusto di possederla Oggi prevale senz'altro l'investimento ci spiega Casimiro Porro rispetto a quello che era il gusto di collezionare che ancora rimane in alcuni collezionisti. Insomma chi ci sa fare unisce l'utile al dilettevole. Il collezionista vero acquista per possedere un'opera e godersela - afferma Gimmi Stefanini ma dato che nel mondo dell'arte girano molti soldi, lo fanno anche come investimento. Certo ci sono delle insidie. I punti deboli di questa professione sono rappresentati soprattutto dalla presenza sul mercato di opere truffate, rubate e false: pericoli e insidie che entrano in questo ambiente non per colpa del gallerista, ma per colpa dei passaggi precedenti subiti dall'opera. L'unico modo per difendersi rivolgersi a gallerie serie che sono sul mercato da 30/40 anni - spiega Gimmi Stefanini - come la nostra, che ne ha pi di 50, e che garantiscano l'autenticit del quadro e la mancanza di passaggi illegali. Il consiglio comunque sempre quello di comprare quello che piace. Perch, come ci ricorda Gimmi Stefanini: Un quadro uno se lo mette in casa, se lo guarda e se lo gode tutte le sere, ma se lo ha comprato solo perch stato consigliato ma non gli piace o gli piace poco, finir per buttarlo fuori dalla finestra. Il mercato italiano rimane comunque marginale rispetto al centro rappresentato oggi da Maastricht per l'arte antica e da Basilea per l'arte moderna. L'Italia, straordinario serbatoio di opere d'arte, in particolare per ci che riguarda l'arte antica, stato un territorio di conquista per gli operatori stranieri conclude Casimiro Porro -. E noi non abbiamo saputo organizzare una difesa intelligente



CASIMIRO PORRO
Porro & Co. Art Consulting una societ operante nel segmento pi alto del mercato dell'arte e nel settore dei servizi culturali, nata nel febbraio del 2002 per volont di Casimiro Porro, fondatore ed ex-Presidente di Finarte, che ha per anni rivestito la carica di Presidente dell'Associazione delle Case d'Asta Italiane (A.N.C.A.) e della Federazione Europea delle Case d'Asta (E.F.A.) che vanta un'esperienza quarantennale nel settore.

GIMMI STEFANINI (GALLERIA PACE)
Gimmi Stefanini guida la Galleria d'Arte Pace di Milano dal 1986, l'anno della svolta: la Galleria, fondata nel 1955 dal nonno Romano Stefanini, si trasferisce nella prestigiosa sede di Piazza San Marco, nel cuore di Brera, Stefanini ha sempre fatto il banditore nelle aste, la cui esecuzione, iniziata negli anni 70, ha permesso la partecipazione alle pi importanti vetrine nazionali



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