ROMA: la battaglia dei sampietrini di Via Nazionale Martedì 06 Marzo 2007, il MESSAGGERO, ROMA
Cosa ne sarà dei sampietrini che, come annunciato da tempo, saranno rimossi da via Nazionale per fare posto all’asfalto e, al centro, alle corsie per i bus? Spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Giancarlo D’Alessandro: «Li riutilizzeremo nelle piazze storiche e nelle isole pedonali. Il progetto per via Nazionale sarà pronto fra due mesi». Sull’addio ai sampietrini, per nulla amati dagli scooteristi, ieri si è scatenata la polemica. All’attacco alcuni rappresentanti della Cdl, che hanno parlato di «oltraggio ai nostri beni monumentali», «ferita all’identità storica». Chi sono i difensori dei sampietrini? Fabio Rampelli, parlamentare di An, ha presentato un’interrogazione al ministro Rutelli: «C’è anche il mistero sulla conservazione dei sampietrini e sul loro utilizzo. Chiediamo che i sampietrini che saranno rimossi siano censiti e registrati, affinché sia certificata la loro provenienza e la loro destinazione». Rampelli ha proposto una legge perché «la Sovrintendenza ponga un vincolo su questo simbolo di Roma e sia istituita una scuola nazionale degli antichi mestieri, fra cui quella del serciarolo». Altri difensori dei sampietrini in via Nazionale sono il capogruppo in consiglio comunale di An, Marco Marsilio, e quello del I Municipio, Federico Mollicone: «Vogliamo fermare il partito dell’asfalto. Trasformeremo il caso di via Nazionale in una battaglia urbanistica internazionale dimostrando che in tutto il mondo, da Parigi a Tokio, i sampietrini vengono utilizzati e sottoposti a quella corretta manutenzione che da noi manca da almeno un decennio». In difesa dei sampietrini anche un esponete di Forza Italia. Sandro Sequi, consigliere del I Municipio: «La voglia di riempire il centro di asfalto è una contraddizione della sinistra capitolina». Infine, il presidente dell’Istituto Italia, Giuseppe Sorrenti: «A questo punto perché non smontiamo anche il Colosseo?». C’è poi il problema del tram. Osserva il Cesmot (centro studi sulla mobilità e i trasporti): «Nel progetto manca l'elemento fondamentale. Il tram da largo Argentina fino a Termini». Replica l’assessore alla Mobilità, Mauro Calamante: «La scelta di mettere la corsia preferenziale al centro di via Nazionale non mette affatto fine al progetto di prolungamento del tram 8 a Termini. Il Campidoglio ha dovuto accantonare momentaneamente l'idea a causa dei vincoli posti dalla Soprintendenza sulla rete aerea d'alimentazione; la preferenziale al centro mantiene intatte le possibilità di farci passare il tram in futuro, anzi di questa eventualità ne è presupposto fondamentale. Infatti, oltre ad avere dimensioni più che sufficienti per i tram, elimina le interferenze dovute alla presenza di numerosi passi carrabili lungo tutta la via. Nulla ci vieta quindi di convertire la futura preferenziale per i bus in un corridoio protetto per il tram 8 qualora la posizione della Soprintendenza venga rivista».
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