GENOVA - L´arte della polemica "Via dal Ducale le statue di plastica" MICHELA BOMPANI MERCOLEDÌ, 07 MARZO 2007, LA REPUBBLICA, GENOVA
Gli esperti contro le dodici sculture in resina. Il sindaco: vanno bene così -------------------------------------------------------------------------------- Lo scandalo delle sculture fasulle, proprio nel cuore della cultura di Genova, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Dodici statue di gusto classicheggiante, sono tornate ad affacciarsi, da alcuni mesi, dalle nicchie sui lati lunghi della sala. Sono in resina, le aveva escogitate lo scenografo Pier Luigi Pizzi, a coronare l´allestimento della mostra che aveva firmato nel 2000 a Genova, "El siglo de los genoveses". E a osservarle senza neppure troppa attenzione, ci si accorge che sono uguali, a gruppi di quattro. Infatti la ditta Felice Romolo di Ciampino aveva utilizzato tre stampi, uno maschile e due femminili, per realizzarle tutte e dodici. Nel 2004, il consiglio di Circoscrizione Centro Est, con il suo vicepresidente Ferdinando Bonora, storico dell´arte, aveva deliberato una proposta di smantellamento dell´obbrobrio: perché inganniamo i turisti con una trovata scenica ad effetto? - si erano chiesti, all´unanimità, i consiglieri - e perché dobbiamo falsificare un documento storico eccellente, come Palazzo Ducale, con un escamotage da due soldi, che qualsiasi occhio un poco esperto smaschera immediatamente? In più, l´architetto Liliana Pittarello, oggi direttore regionale del Ministero per i Beni culturali, allora soprintendente per i Beni architettonici, aveva chiesto esplicitamente la rimozione delle statue posticce. Il tutto aveva ottenuto l´effetto desiderato: le sculture, false e svolazzanti, erano state rimosse. Ecco, però, che da alcuni mesi, le nicchie lasciate vuote, come la Storia ce le aveva consegnate, si sono nuovamente ripopolate dei dodici, contestati, inquilini. La direttrice regionale Pittarello se n´è accorta, con Ferdinando Bonora: «Di nuovo?» e, interpellato, il sindaco Pericu ha candidamente risposto che le nicchie del Ducale stanno meglio così, piene. Anche se ad abitarle sono sculture non ortodosse. «Sono indecenti - tuona Bonora - nel senso etimologico del termine, non hanno decoro. Sono sculture da palcoscenico, che vedrei bene in una discoteca di Rimini, non al Ducale. Elementi così squalificanti sviliscono tutto il patrimonio del palazzo». Nelle nicchie, originalmente, c´era una teoria di sculture di uomini illustri della Repubblica, come se ne vedono sulla facciata di Palazzo Spinola dei Marmi, in piazza Fontane Marose, o nel salone di Palazzo San Giorgio o all´Albergo dei Poveri. Provate dal devastante incendio che si mangiò una parte del Ducale, nel 1777, le sculture furono restaurate e ricollocate: ma la nuova vita fu breve, vittime della furia rivoluzionaria del 1797, quando il popolo le abbatté come simboli del potere. Sono sopravvissute solo due originali: "Ansaldo Grimaldi" e "Giovanni Battista Cambiaso", che però guardano il porto da due nicchie, ai lati dell´ingresso, di villa Rosazza. Esposte alle intemperie. «Perché non ricollochiamo almeno quelle due al Ducale, nel loro luogo storico originario, e a Villa Rosazza, a farsi mangiare dalla salsedine e dallo smog, mettiamo due calchi?»: propone Bonora. Che va incontro al sindaco, e per ovviare all´horror vacui che gli procurano le nicchie vuote, propone di lanciare un concorso internazionale di idee, per illuminare o "popolare" gli spazi con interventi in cui il moderno sia ben riconoscibile, senza giocare all´effetto teatro come le sculture in resina. Che tanto erano piaciute - e chi si stupisce - a Berlusconi, le trovava perfette per la sala in cui aveva accolto gli altri sette grandi al G8 del 2001, le aveva lodate pubblicamente, dopo che aveva finito di attaccare finti limoni alle piante di piazza Matteotti e aveva proibito a tutti di stendere il bucato fuori dalle finestre. «Scriverò ufficialmente alla soprintendente per i Beni artistici, Giuliana Algeri, e al soprintendente per i Beni architettonici, Giorgio Rossini», promette Bonora. La battaglia delle statue è solo all´inizio.
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