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Scoperto traffico di falsi Arnaldo Pomodoro
Maria Grazia Vernuccio
CORRIERE DELLA SERA (Milano) 12/01/2007

«Sono stato molto male per questa vicenda, mi ha toccato profondamente». Chi parla è Arnaldo Pomodoro, uno degli artisti italiani più conosciuti al mondo, sotto choc dopo aver scoperto, ai suoi danni, un traffico di opere false. Individuate decine di opere di ingente valore, vista la quotazione che il maestro ha ormai raggiunto sul mercato internazionale. Le attività sono ancora in corso e possono avere ulteriori importanti sviluppi.
Le sculture «false» sono state realizzate in una fonderia lombarda che esibiva una lettera di autorizzazione con una firma non autentica di Pomodoro. Una centrale della contraffazione che sfornava copie e le spacciava per vere smistandole in Italia, in diversi paesi europei e fin anche negli Stati Uniti dove lui è molto conosciuto, apprezzato e collezionato. Una delle sue note sfere si trova nel piazzale delle Nazioni Unite a New York.
È stato lo stesso artista a denunciare la produzione illecita. Attraverso un amico, un noto personaggio milanese, che un giorno gli ha mostrato l'opera acquistata e chiedeva al maestro l'autenticazione. Per Arnaldo Pomodoro è stata una doccia fredda, «come avere davanti a sé una persona che dicono essere tuo figlio e sai benissimo che non lo è». Quell'opera, di medie dimensioni, aveva una forma leggermente diversa da quella realizzata dall'artista, dettaglio che lui ha colto immediatamente. Pomodoro si è rivolto alle forze dell'ordine che, immediatamente, si sono messi a lavoro e seguito una pista di indagini che li ha portati all'individuazione di diverse opere e alla scoperta di una truffa ai danni dell'artista e degli ignari compratori.
Copie di opere apparentemente uguali ma che, un occhio attento ed esperto, non può non individuare. A partire dalla dichiarazione di autenticità che non può essere un semplice foglio di carta, ma «il passaporto» di qualunque opera d'arte, con caratteristiche ben precise, dalla firma ai timbri. «Oggi è possibile fare anche la perizia calligrafica — sottolinea l'artista —. Chi acquista, dovrebbe essere molto scrupoloso, rivolgersi a esperti di provata serietà, pretendere tutte le garanzie e magari rivolgersi anche a strutture, laddove esistono, che tutelano l'immagine e gli interessi degli artisti come, nel mio caso La Fondazione Pomodoro».
Di ogni opera, infatti, esiste la carta d'identità, l'elenco dei passaggi e dei proprietari, pubblici o privati che siano. «Delle mie opere — sottolinea Pomodoro — ho la mappa di dove sono e chi le possiede e questo è una garanzia per chi vuole acquistare senza farsi truffare». Entro l'anno Skira pubblicherà inoltre il catalogo ragionato delle opere.
Il mercato dell'arte, dopo quello immobiliare, è al centro degli interessi economici e considerato bene di investimento sicuro, anche perché non tassato, almeno non ancora. Non c'è asta le cui opere rimangano invendute. Paradossalmente mancano i quadri, non gli acquirenti. Ed è qui che si innesca il meccanismo che frutta introiti illeciti per i truffatori. Nel mercato vengono immesse molte più opere di quante un singolo artista abbia effettivamente realizzato e autenticato. Con molti casi eclatanti. «Ho appena visto un falso Modigliani a casa di un noto collezionista newyorchese — racconta Pomodoro —. Non aveva il tocco di genio tipico dell'artista, ma non ho avuto il coraggio di dirlo al proprietario».



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