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BRESCIA: Metrò, tre scheletri in via Verdi
di Mimmo Varone
Venerdì 5 Gennaio 2007, Brescia Oggi




Tornati alla luce durante lo scavo intorno alla casa-torre che ha bloccato temporaneamente i lavori della stazione «Vittoria»

Forse sono i resti di una famiglia sepolti (senza tomba) prima dell’anno Mille






C’erano anche tre scheletri umani sotto via Verdi. E ieri sono tornati alla luce. Sono intatti, e a una prima occhiata degli esperti pare che risalgano a epoca alto medioevale. Con ogni probabilità, dunque, sono stati seppelliti prima dell’anno Mille. Il sito della futura stazione «Vittoria» del metrò non smette di riservare sorprese.
IL CIMITERO DI SANT’AGATA. Gli scheletri sono emersi durante lo scavo intorno alla casa-torre che ha bloccato temporaneamente la realizzazione della stazione. Due sono affiancati sul lato nord, quello che guarda verso corsetto Sant’Agata e l’omonima chiesa che fino all’epoca pre-napoleonica disponeva di un’area cimiteriale localizzata proprio dove adesso c’è lo slargo di via Verdi. Il terzo è allineato lungo lo stesso lato della torre, più a ovest verso via Dante.
Si direbbe una famigliola seppellita tutta insieme. In ogni caso, niente a che fare con la torre, che è più recente. La costruzione che sta venendo alla luce - spiega il soprintendente archeologico Andrea Breda - è databile tra il XII e il XIII secolo, e «con ogni probabilità si trovava dentro la prima cerchia di mura comunali».
A convincere Breda è la «notevole somiglianza» delle mura della torre con quelle trovate a palazzo Calini ai Fiumi, in via Battaglie, appartenenti proprio alla prima cerchia. «Si trattava di una casa privata - spiega il soprintendente -, inserita nella cortina fortificata che passava proprio al centro dell’attuale via Dante». Perciò non esclude che altre se ne possano trovare proseguendo gli scavi.
I LIVELLI. È una costruzione che secondo i rilievi fatti di recente dalla stessa Soprintendenza scende con le sue fondamenta fino a sei metri di profondità rispetto all’attuale livello della strada. Di quei sei metri «tre facevano parte delle fondamenta - dice Breda -, gli altri erano muro di alzata». E poiché gli scheletri sono stati trovati a una profondità di circa quattro metri, «sono sicuramente preesistenti alla torre». D’altronde «l’antico livello di campagna da quelle parti non era così profondo come nella città romana - aggiunge Breda -, e la casa-torre solo per i primi tre metri era fuori terra». I tre, dunque, sono stati inumati quando il livello della zona era più basso di un metro rispetto al futuro piano terra della casa torre.
A ciò Breda aggiunge che la chiesa di Sant’Agata, «per il nome stesso, molto diffuso nell’Alto Medioevo, doveva sorgere appena fuori della città romana, e doveva essere già una parrocchia importante nel Basso medioevo». Quindi disponeva di un’aera cimiteriale proprio nello slargo alle confluenze delle vie Verdi, Porcellaga e Dante. In ogni caso, se qualche intoppo ci sarà per quella stazione «Vittoria», non sarà certo dovuto ai tre scheletri, bensì alla torre. «Di ossa umane se ne trovano dappertutto e non costituiscono un problema», dice subito il soprintendente ai Beni ambientali e architettonici Luca Rinaldi. I nuovi resti umani saranno rimossi - aggiunge - e si continuerà a scavare per mettere a nudo il basamento della costruzione medioevale. Solo quando sarà possibile farsi un’idea chiara e completa del sito si prenderanno eventuali decisioni, che potranno interessare direttamente anche la stazione.
SEPOLTI SENZA TOMBA. Diverso sarebbe stato il discorso se insieme alle ossa fossero state rinvenute anche le tombe, perché avrebbero potuto avere una qualche importanza archeologica. Ma gli scheletri emergono direttamente dalla terra, e al momento Breda esclude altre complicazioni.
I tre scheletri, dunque, non porteranno via altro tempo, a parte quello necessario alla rimozione. Ieri due tecnici della Soprintendenza archeologica erano al lavoro, tra la curiosità dei passanti che volevano saperne di più. Una volta liberati dalla terra che li imprigiona, gli scheletri saranno presi in carico dalla stessa Soprintendenza, che li daterà.
Non è la prima volta, d’altronde, che da quando si è cominciato a scavare, nel sito della stazione «Vittoria» si trovano resti umani. I primi frammenti sono emersi nella scorsa primavera, a lavori appena iniziati. Allora si trattava di ossa sparse nel terreno, e si parlò di residui del cimitero, sfuggiti al momento del trasferimento delle tombe del vecchio camposanto al Vantiniano. Altri frammenti sono stati trovati nell’ottobre scorso, quando si è tornati a scavare nella zona dopo lo spostamento dei sottoservizi in via Dante. Tutte le volte che si lavora a ridosso della farmacia Sant’Agata addossata alla chiesa, insomma, si ritrovano resti umani. In entrambi i casi, i frammenti di ossa mescolati a terra erano stati presi in carico dall’Asl e portati nel cimitero monumentale cittadino, dove le ossa sono state separate dalla terra e sistemate nell’ossario. Stavolta la procedura sarà diversa.
LA DATAZIONE. I tre scheletri (sempre che non se ne trovino altri nel corso dei lavori), una volta ripuliti resteranno di competenza della Soprintendenza archeologica, che cercherà di datarli. L’operazione sarebbe stata certamente più semplice, se fossero state rinvenute pure le tombe. Ma di queste, neanche l’ombra.




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