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Cagliari. Se la casa è una discarica abusiva
La Nuova Sardegna, 27 novembre 2006

Gli ambientalisti denunciano: in via San Paolo un immondezzaio abitato da extracomunitari.
Le casupole circondate da rottami, lavatrici, risulte di materiali edili.



CAGLIARI. Il quartierino è in via San Paolo, stradina sulla sinistra, un cumulo di reti, materassi e lavatrici a segnare il confine: dopo l’ammasso comincia la discarica a cielo aperto ed è lì che tre capannine ben allineate tirate su con materiale di risulta confermano quello che hanno denunciato gli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra: in quella discarica ci abitano esseri umani.
Gli ambientalisti hanno denunciato la presenza della discarica. C’è di tutto: anche una poltrona di pelle, un frigorifero di marca, lavandini e gabinetti, mattoni e ferri misto a cemento armato. Non è grande l’estensione perché da un lato e dall’altro la stradina è delimitata da un’officina e da una sequenza di campi di calcio affittati a società sportive e dopo-lavoro.
Si fatica a trovare l’angolo dove alcuni esseri umani (dell’Europa dell’Est, sembrerebbero) si sono infilati trovando casa e, a ben guardare, perfino il comfort: all’esterno delle casupole si notano taniche per l’acqua col rubinetto disposte con una bacinella sotto e pezzi di specchio. Il bagno, probabilmente. Acqua corrente ovviamente neanche l’ombra e ancora meno luce elettrica. Ma qualcosa dentro devono avercela sistemata questi volenterosi disperati perché ogni casetta ha il suo lucchetto chiuso. Dunque gli ambientalisti illustrano alle autorità la ragione per la quale è urgente sanare la discarica. Due ragioni: la prima è che così impone la legge prima al titolare e, se questo non c’è o non si trova, al Comune il quale poi cerca un titolare e si rivale su questa; la seconda, in questo caso forse la più importante, è che in quel posto ci abitano persone. Una vecchia vocazione di questo luogo che per anni ha ospitato gli accampamenti dei nomadi prima della sistemazione piuttosto infelice trovata loro lungo la 554. Adesso la via San Paolo è una distesa di attività: officine, depositi di attività edilizie, campi di calcio, alcuni con la tribunetta e gli spogliatoi. Uno spazio trovato per la città in cui la discarica con abitazioni è una cesura poco visibile lungo la strada e forse per questo cercata dagli scaricatori abusivi. L’ammasso è stato scoperto perché lo spazio più interno si sta saturando e i rifiuti li lasciano più vicino alla via San Paolo. Il 25 novembre gli ambientalisti hanno presentato un esposto alla Asl 8, all’assessorato provinciale alla tutela ambientale, al Comune, ma anche alla magistratura. Scaricare rifiuti in modo incontrollato nel suolo, nell’acqua ecc, è vietato, gli ambientalisti ricordano che davanti a una discarica c’è modo di intervenire subito, aspettando quel che la legge consente, ma procedendo poi verso la rimozione. Una discarica, infatti, soprattutto in ambiente urbano diventa un problema di salute pubblica. Con le casupole, un problema immediato.



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