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CAGLIARI. Dieci milioni a Berlusconi per Costa Turchese
(14 settembre 2006) La Nuova Sardegna

Soru sta decidendo le offerte da presentare ai proprietari delle aree vincolate dal Ppr


La Regione pronta a pagare il Cavaliere. Incontro tra il presidente, Barrack e Carraro

CAGLIARI. Dieci milioni di euro per Costa Turchese: 2,22 euro al mq., come un terreno agricolo. Soru è pronto a offrirli a Berlusconi per acquistare l’area di 450 ettari a sud di Olbia sulla quale, secondo il Ppr, non si potrà costruire neanche una cuccia per cani. Non è finita. Il Presidente sta anche valutando la cifra da proporre a Sergio Zuncheddu per la cessione di “Cala Giunco” (Villasimius). E Tom Barrack? Soru l’ha incontrato l’altro ieri (presente Franco Carraro), prima della seduta consiliare, anticipandogli che la Regione intende acquistare le aree vincolate della Costa Smeralda (Razza di Juncu).
Lo staff di Renato Soru smentisce l’incontro, ma è certo che i tre si sono visti e il governatore ha anche insistito con il finanziere perché rivolga lo sguardo nelle zone interne dell’isola e lì investa congrui capitali. Con Barrack, il presidente della Regione non ha fatto altro che anticipare la sua strategia che attuerà con gli altri proprietari delle aree costiere di maggior pregio dell’isola. Tra queste, oltre alla Costa Smeralda, Costa Turchese e Cala Giunco, c’è l’Isola di Mal di Ventre, il cui proprietario (un inglese) ha già annunciato di essere pronto a venderla per 1 milione di euro.
Si tratta di terreni intonsi che ricadono negli oltre 1800 chilometri di costa della Sardegna, e che verrebbero acquisiti dalla Conservatoria delle coste che poi li destinerebbe a usi civici, secondo quanto lo stesso Soru ha proposto l’altro ieri in Consiglio a conclusione della sua replica sul Ppr. Una blindatura vera e propria, con tutte le perle costiere più preziose sistemate in cassaforte.
Quella del governatore, insomma, ha tutta l’aria di non essere stata una boutade, come ha sostenuto ieri il centrodestra. Lui, la legge che darebbe il via libera al passaggio di proprietà di diverse centinaia di ettari dai privati alla Regione, la vuole far approvare per davvero. E in fretta. E conta poco che gli alleati del centrosinistra non sapessero che Soru intendeva chiudere il dibattito sul Ppr con questa proposta-choc. Proposta che presuppone il rastrellamento di parecchi milioni di euro per pagare i proprietari dei terreni. Soru non si spaventa neanche dell’aspetto finanziario: basterebbero tre annualità di introiti della tassa sulle seconde case per concludere l’acquisto.
Il Presidente intende accelerare questo processo anche per il timore che un qualsiasi fondo immobiliare americano, dotato di forte liquidità, acquisti in blocco le coste della Sardegna in una prospettiva di lungo periodo che potrebbe portare all’abbattimento (o all’attenuazione) dei vincoli oggi sanciti dal Ppr.
Il modello. Renato Soru si ispira a quello del National Trust, la fondazione più importante del mondo (la seconda è il National Trust scozzese) nata per tutelare, salvandolo per sempre dal saccheggio degli speculatori, il patrimonio artistico e naturalistico di un altissimo numero di beni. Anche l’Italia (aprile 1975), per iniziativa di Giulia Maria Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli - è nata un’associazione no profit che s’ispira allo stesso modello inglese e ne sposa in pieno gli scopi di tutela ambientale. Il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) oggi conta più di 70mila aderenti e possiede e gestisce 36 beni di enorme valore.
L’obiezione. Cosa accadrebbe se l’offerta della Regione venisse rigettata dal proprietario? La domanda non è peregrina, se si considerano i rapporti non proprio idilliaci tra Renato Soru e Silvio Berlusconi, se vogliamo soffermarci solo su Costa Turchese, la cui proprietà, va ricordato, è della Finedim, società presieduta da Marina Berlusconi che controlla l’intero capitale dell’“Edilizia Alta Italia”, alla quale fanno capo i 450 ettari?
Semplice: scatterebbe l’esproprio. O, in alternativa, sarebbero studiate altre misure che potrebbero costringere il possessore dei terreni ad accettare l’offerta, vista la quotazione ridotta dell’area a causa del vincolo paesaggistico. Quest’ultima soluzione sarebbe applicata soprattutto ai piccoli proprietari che, per le ragioni più disparate, non vogliono privarsi del loro bene.
L’Udc su Barrack. Dell’incontro Soru-Barrack ieri si è anche occupata l’Udc. «A meno di neanche 24 ore dall’ultima sua boutade - si legge in una nota- il governatore pare abbia ricevuto riservatamente Tom Barrack, anch’egli noto ambientalista e sostenitore del Presidente, per definire i dettagli della più grande operazione immobiliare che la Sardegna abbia mai visto nascere». L’Udc sostiene che «Soru dovrebbe rendere noto ai sardi il contenuto dell’incontro e, una volta per tutte, dovrebbe anche quantificare la colata di cemento che pochi e illuminati privilegiati avranno la possibilità di mettere a dimora sulle coste della Sardegna all’indomani dell’approvazione del Ppr».





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