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Punta Perotti trasformata in una citt delle religioni
Carlo Vulpio
Corriere della Sera 08/09/2006

VENEZIA L'ambizione alta, controcorrente e forse anche un po' ingenua, perch l'obiettivo quello di restaurare le coste italiane e di recuperare la bellezza dei luoghi massacrati dalla lebbra edilizia. Evitando l'affarismo della speculazione e la retorica dell'ambientalismo di maniera. E ripartendo dalla Grecia ellenistica e da Roma: dalla pietra come materiale identitario del modo di costruire mediterraneo e, al tempo stesso, come materiale di modernit assoluta.
Claudio D'Amato Guerrieri, docente di Composizione architettonica alla facolt di Architettura del Politecnico di Bari, curatore della mostra Citt di Pietra alla Biennale di Venezia, quel che si dice una voce autorevole in materia. E per questa edizione della Biennale ha scelto come logo l'immagine forte dei palazzi di Punta Perotti che collassano. La Saracinesca che cancellava l'orizzonte di Bari, il simbolo di tutti gli ecomostri italici e del consociatM-smo politico che rese possibile un'opera for-malmente in regola, il luogo di una battaglia estetica, etica e infine giudiziaria dei soliti pochi contro tutti gli altri, pu diventare, per D'Amato Guerrieri, l'occasione di un nuovo inizio. A patto per che, demolito un mausoleo, non se ne facciano altri. Poich, va ricordato, Punta Perotti stata anche il cavallo di Troia, per fortuna neutralizzato in tempo, di una Punta Perotti bis, quasi due volte pi grande (530 mila metri cubi), da realizzare sullo stesso lungomare.
Non mi piace esaltare la demolizione come la ghigliottina dei giacobini dice D'Amato Guerrieri , ma in alcuni casi demolire fondamentale. Qualcuno dice che cos si distrugge il lavoro dell'uomo? E io rispondo: e chissenefrega, se lo scopo guari-re dalla metastasi. Se possibile, dice D'Amato, si adottano soluzioni alternative. Se no, via alle ruspe e alla dinamite. A Latina, per esempio, il sindaco Vincenzo Zac-cheo, per liberare il lungomare dall'assalto di massa di seconde e terze case ha contrattato due soluzioni: demolire gli edifici abusivi in cambio di permessi per costruire altrove, oppure cambiare la destinazione d'uso di quelle case. Ma per Punta Perotti non c'era una terza via, demolire era necessario.
Oggi per la sfida un'altra e di pi alto livello. Dopo aver stabilito cosa male e cosa non si vuole, bisogna saper dire cosa si vuole e in che modo si intende realizzarlo.
Ecco dunque l'idea di D'Amato Guerrieri, tradotta nei progetti inediti delle Citt di Pietra: fare rinascere Punta Perotti attorno al tema di una Via Sacra il percorso dell'antica processione di San Nicola da Myra come punto d'incontro fra la cristianit d'Oriente e d'Occidente. Ma farlo, e questo vale anche per tutti gli altri luoghi violati che Punta Perotti rappresenta, utilizzando la pietra. La globalizzazione una cosa positiva, l'omologazione no - dice D'Amato-. E noi viviamo sotto la dittatura del vetro, del cemento e dell'acciaio, che nessuno ci impone, ma che imitiamo per nostra scelta e per provincialismo, come pappagalli. Un esempio la "sparata" di ferro-cemento all'Ara Pa-cis, a Roma.
La scommessa di D'Amato Guerrieri, e degli autori dei progetti, con i quali hanno col-laborato anche gli studenti del Politecnico di Bari, sperimentando le pi avanzate tecnologie informatiche di lavorazione della pietra, si gioca su pi fronti. Contro le bubbole, dice lui, di chi vuoi far credere che Punta Perotti possa rinascere piantando qualche centinaio di alberi in riva al mare. Poi contro quelli che puntano soltanto agli affari, che va bene, si possono fare, ma in maniera pulita e realizzando cose belle. Infine, contro
chi non vuole ancora capire che l'architettura un'opera collettiva, dev'essere anche un sogno, e non pu essere catapultata dall'alto".
Come avvenne per Punta Perotti, che la gente non ha mai sentito propria, anche se era gi rassegnata all'idea di convivere per sempre con quella Saracinesca che chiudeva il mare. Invece, ecco le Citt di Pietra, che osano come fece il Progetto Venezia di Aldo Rossi, nel 1985, alla Terza Biennale. Rossi invit gli architetti di tutto il mondo a cimentarsi con dieci proposte progettuali per recuperare dieci posti del Veneto. Oggi, le idee presentate in questa Biennale, partoriranno un concorso internazionale per Punta Perotti. Eppure, al professore D'Amato Guerrieri continuano a dire, in barese stretto: Ma tu, checc... vai trovando?. E lui risponde: Risacralizzare il luogo della" battaglia, va bene?.



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