Una centrale per promuovere il Bel Paese PAOLO POGGIO il Messaggeri 21-07-2006
ROMA - Dal ministero dell'Economia il messaggio è arrivato forte e chiaro: il turismo, l'industria delle vacanze in Italia, vale tanto oro quanto pesa. E l'oro significa almeno un punto di prodotto interno lordo. Ecco perché il governo ha deciso di ripercorrere, dopo la bocciatura della Corte costituzionale del 15 giugno scorso, la strada del comitato per le politiche turistiche. Qualcosa di più di una cabina di regia. Un gruppo di lavoro trasversale composto da Regioni, Comuni. Province, associazioni di categoria e ministeri: il tutto sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio. L'idea del vicepremier Francesco Rutelli, che ha presentato il comitato con l'assessore al turismo dell'Abruzzo Enrico Paolini, coordinatore delle Regioni, è quella di centralizzare tutte le competenze sul settore dell'industria turistica, Il nuovo comitato, con più equilibrio tra regioni (9) e ministeri (8), sarà presentato in Consiglio dei ministri questa mattina. Nelle parole del vicepremier è stato chiaro il riferimento alle politiche di promozione fin qui sostenute dalle singole Regioni che sono arrivate a impegnare, nel 2005, una cifra molto vicina ai 200 milioni di euro per promuovere angoli o «pezzi» del Paese. Tra gli impegni in agenda, dunque, il rilancio del marchio “Italia” e l'avvio del portale internet italia.it, rimasto chiuso per alcuni mesi nei cassetti del dicastero dell'innovazione tecnologica. «La stagione degli annunci, per fortuna, è alle nostre spalle. Prematuro adesso fare qualsiasi ipotesi - ha spiegato Rutelli - a ridosso della Finanziaria, metteremo a punto delle proposte operative e ne verificheremo la compatibilità rispetto al quadro complessivo della finanza pubblica. Una delle prime difficoltà in vista potrebbe essere rappresentata, infatti, proprio dal percorso di avvicinamento alla legge finanziaria. Rutelli ha assegnato al gruppo di lavoro, il compito di presentare proposte concrete per la prossima manovra fiscale. Già il Dpef presentato dal ministro Padoa-Schioppa riconosce al turismo e ai beni culturali una valenza strategica per la crescita economica del Paese. Ma è indubbio che la componente imprenditoriale del nuovo comitato preme per un abbattimento della pressione fiscale, attualmente ingessata al 10 per cento. Una pressione di 4,5 punti più alta della Francia e di 3 rispetto alla Spagna. Per non parlare del turismo congressuale attualmente tassato con un'lva al 20 per cento. «L'Italia deve puntare sul turismo congressuale», ha più volte ripetuto il vice premier. «E l'immagine dell'Italia che va proposta nel mondo», ha aggiunto. |