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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Il premier perde il conto. E Carlo quarto diventa quinto
Maria Serena Palieri
L'Unit 28/11/2002

Modello Genova. Il presidente del Consiglio, in fatto di tutela e valorizzazione dei centri storici, a questo che si ispira: Penso alle grandi cose che abbiamo potuto fare a Napoli e a Genova, in occasione del G7 e del G8, con un intervento diretto della Presidenza del Consiglio, e spendendo pure poco spiega. La citt ligure, decorata per sua volont a luglio 2001 con i limoni cuciti col nylon, ancora ringrazia per la devastazione - vera - provocata dal G8. Anche le catastrofi ambientali in corso, vanno prese con leggerezza. A Praga, dice Berlusconi, ha saputo che il grosso delle locali bellezze monumentali fu commissionato da Carlo V (in realt si tratta di Carlo IV, a Carlo V, ma vaglielo a spiegare, sono dedicati alcuni monumenti), e ha chiesto per quanti anni fu sovrano: cinquantanni. Gli va tutta la mia invidia. Qui un governo in sella da quindici mesi si vede attribuire la colpa dellinattivit di tutti i governi precedenti. Non si ha tempo neppure di seguire lordinaria amministrazione. E poi, altro che un semplice straripamento (elegante allusione al disastro della Moldava, ndr), quanto a eruzioni, terremoti, straripamenti, in Italia sappiamo fare le cose bene ride Berlusconi. Pure la crisi Fiat - se si di buon umore - pu essere liquidata con una battuta: Gli hanno dato lAlfa Romeo al prezzo simbolico di una lira. Forse se glielavessero fatta pagare davvero lavrebbero trattata meglio. Palazzo Chigi, sala verde: Berlusconi parla in occasione dellannuncio dellaffidamento in concessione al Fondo per l'Ambiente Italiano di uno dei tesori paesaggistici del nostro paese, Villa Gregoriana a Tivoli. E il bellissimo parco che Camillo Foldi cre tra il 1831 e il 1835 su richiesta di papa Gregorio XVI, sulle rovine lasciate da una piena dellAniene, un parco la cui sapiente spontanea naturalezza nel Novecento diventata semplice degrado, e che ora il Fai restaurer, con la partnership finanziaria di Unicredito per due milioni di euro. Dovrebbe essere una conferenza stampa, ma non viene elargito il quid essenziale perch tale sia: ai giornalisti non concesso fare domande. Puro caso? Diciamo di no. N possibile non notare la singolarissima assenza del ministro per i Beni Culturali, e la presenza, invece, di quello dellEconomia (ma Tremonti non aprir bocca). E la rafligurazione, dal vivo, del modo in cui il governo interpreta il proprio compito quanto al nostro patrimonio culturale. E c il rischio, appunto, che parlando di Villa Gregoriana, si finisca in fastidiose polemiche sulla Patrimonio s.p.a., e la progettata svendita del tesoro artistico e ambientale italiano (vengono i brividi, mentre il Presidente, con tono arpagonesco, ne illustra la dovizia: centomila castelli e palazzi, quarantamila dimore storiche, tremilacinquecento musei, duemilacinquecento siti archeologici...). Ma evitare le domande dei cronisti non basta. Perch Giulia Maria Mozzoni Crespi, fondatrice del Fai, donna minuta ma dura come una roccia, non risparmia, al presidente e a Tremonti, nulla: La ringrazio, presidente Berlusconi, perch il capo del nostro governo ora... esordisce. Prega la ministra Moratti di tornare indietro sulla riforma che cancella dai programmi scolastici la storia dellarte (Chi conosce, ama. Chi ama, tutela. Cosa succeder se i futuri parlamentari e sindaci non sapranno chi Michelangelo?), auspica che la societ civile - le associazioni che si battono per la tutela - possa continuare a ricevere quegli aiuti che negli ultimi anni ha molto ricevuto, sottolinea che con un bene artistico, storico, culturale non si pu fare guadagno: perfino il Louvre e il Metropolitan di New York hanno persone che li sostengono, preme sul ruolo dei sovrintendenti, persone a noi vicine e che vegliano, che secondo il progetto di Urbani dovrebbero vedere drasticamente ridimensionate le competenze.
Patrimonio spa: sembra che il governo, di fronte alloceano di polemiche suscitate dalla cura Tremonti, si affidi a una controffensiva mediatica. La finta conferenza-stampa, unintervista di Urbani al Corriere, e, dello stesso ministro, un libro appena uscito, Il tesoro degli italiani. Editore, provate a immaginarlo?, Mondadori. Un libro imperdibile. Dove il titolare dei Beni Culturali rassicura, sullutilizzo dei musei, con affermazioni come questa: Se qualcuno vorr organizzare unesposizione di prosciutti, con tutto il rispetto per i prosciutti, gli diremo di no, che non si pu, che i prosciutti agli Uffizi non possono entrare.
In realt, in un testo che echeggia il monologo petroliniano (salamini...), Urbani delle cose le dice: la peggiore, che punta alla separazione di gestione e tutela dei beni (ai privati la gestione, poniamo, di Brera, alle sovrintendenze un ruolo tutto esterno di tutela). La migliore: che per lui resta un riferimento il decreto 283 del 2000 che definisce cosa alienabile e cosa no. E esattamente ci che gli chiede il cartello di associazioni - Assotecnici, Bianchi Bandinelli, Comitato per la Bellezza, Fai, Italia Nostra, WWF - che, marted, ha messo a punto un documento indirizzato al governo. Ma le associazioni vogliono che il riferimento a quel decreto, argine contro la devastazione potenziale messa in moto dalle leggi Tremonti, venga scritto, sia norma. E costituiscono un Osservatorio di vigilanza sullapplicazione della Patrimonio spa. Auspicando che il governo voglia riconoscere tale organismo e mantenere con esso un rapporto di collaborazione e sistematico confronto. Il governo vorr?



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