CAMPANIA: Mostra impossibile» su Raffaello 31-05-2006 Il Denaro
Stasera alle 19 la Rai e la Regione Campania inaugurano al Palazzo Reale di Napoli, una nuova “mostra impossibile” dedicata al genio di Raffaello Sanzio. L’esposizione raccoglie trentasei opere dell’artista riprodotte in scala reale. Tra queste, affreschi e tele di grande dimensione come la Trasfigurazione, Il trionfo di Galatea e il Cristo portato al sepolcro. La direzione scientifica della mostra è di Ferdinando Bologna. L’idea di allestire una “mostra impossibile” nasce da una riflessione sulla crisi strutturale che investe i musei di tutto il mondo e da un’istanza di democrazia culturale che ha in Walter Ben jamin e André Malraux i suoi precursori. Le mostre “impossibili” sono tali nel senso che finora un affresco, un quadro o una pala d’altare potevano essere compiuta mente ammirati soltanto sul posto. Ora invece, impiegando tecniche digitali d’avanguardia, è possibile realizzare riproduzioni di altissima definizione, in scala 1:1, ponendo lo spettatore virtualmente di fronte all’opera d’arte originale. La “mostra impossibile” di Raffaello comprende anche una straordinaria rassegna di film e documentari sulla vita e l’opera dell’urbinate, un’audio-guida registrata da Ferdinando Bologna, e un sito Internet (www. raffaello.rai.it.) realizzato con tecnologie di avanguardia che consen tono di esaminare dettagli difficilmente percepibili in un museo tradizionale. Il sito è accessibile anche dal portale della Cultura della Regione Campania: www.culturacampania.it. Il percorso di visita é illustrato, inoltre, da testimonianze dell’epoca di Raffaello e da un’antologia critica dal 1500 al 1900, dal Vasari a Bellori, da Goethe a Delacroix a Longhi. Il progetto della “mostra impossibile” di Raffaello nasce da un’idea di Renato Parascandolo (assistente del Direttore generale della Rai) ed è realizzato dalla Rai con il contributo della Presidenza della Regione Campania, dell’Assessorato regionale al Turismo e ai Beni culturali; della Soprintendenza i Beni Architettonici di Napoli e dell’Azienda autonoma soggiorno cura e turismo di Napoli.
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