Alla scoperta dell'archeologia Francesco Prisco Sole 24 Ore Sud, 31-MAG-2006
In forte aumento il numero dei visitatori nei siti del Sud - Boom in Calabria (+37%). Museo di Napoli e l'area di Pompei restano i pezzi pregiati della Campania - Catania perde turisti. Valle dei Templi attira il 12,6% in più di visitatori. Restano stabili. le performance di Puglia e Basilicata L’archeologia fa il pieno di visitatori e si candida ancora una volta come uno dei principali attrattori turistici del Mezzogiorno. Positivo il bilancio dei primi quattro mesi del 2006 per musei e siti archeologici del Meridione: stando ai dati forniti dalle Soprintendenze competenti, il raffronto con lo stesso periodo dell'anno precedente lascia intravedere quasi in tutti casi un trend di crescita più o meno marcato. E se per le rovine più celebri si tratta di una semplice conferma delle proprie potenzialità, non mancano le sorprese con le ottime performance di località non rientranti tra le abituali mete dei visitatori. Campania. La Regione che possiede il più vasto patrimonio archeologico del Meridione si appresta a superare i già positivi numeri registrati nel 2005. Davanti a tutto il resto come di consueto ci sono gli scavi dell'areea vesuviana: nei primi quattro mesi del 2006 i visitatori sono stati 696.208, per un +4,3% sull'anno precedente. A fare da locomotiva c'è ovviamente Pompei (da sola 578.581 turisti in quattro mesi) ma vanno forte anche Ercolano (88.274) ed Oplonti (21.057). Superare i 2,7 milioni di visitatori del 2005 appare insomma un'impresa alla portata. La crescita percentuale dei siti che rientrano sotto la giurisdizione della Soprintendenza di Napoli è però addirittura superiore (+5,3%). I turisti fino ad oggi sono stati 268.069 a fronte dei 254.552 di inizio 2005 (a fine anno scorso i biglietti staccati furono circa 882mila). In questo caso "trascina" il Museo Archeologico partenopeo (135,020 per un +14,4% sui primi quattro mesi dell'anno scorso) ma chiudono in positivo anche la Grotta Azzurra di Capri (40.597) e le rovine di Cuma (a quota 34.586). Alle prese con un testa a testa con i beni della Soprintendenza di Napoli, per aggiudicarsi il ruolo di seconda realtà dell'archeologia campana, troviamo l'area e il museo archeologico di Paestum: 278.686 presenze a inizio 2006, per un +2,9% sul 2005 che potrebbe valere il superamento del record dell'anno scorso (quota 810.845). Sicilia. Interessante anche il movimento che riguarda la Sicilia, le cui rovine greche hanno storicamente esercitato un fascino notevole sul turismo internazionale. Ottima, in questo scorcio di anno, la performance della Valle dei Templi di Agrigento. Si calcolano infatti fino ad aprile 180.032 visitatori per una crescita del 12,6% che proietta il capoluogo siculo oltre la soglia di 635.984 presenze registrata alla fine dell'anno scorso. Leggerissima, invece, la flessione che si riscontra nei siti sotto la giurisdizione della Soprintendenza di Catania: 10.345 biglietti staccati in quattro mesi per un -2,1%. Il teatro Odeon dell'antica colonia greca passa infatti dai 10.068 di inizio 2005 agli, attuali 9.784, l'area di Santa Venera al Pozzo da quota 503 a 329. Basilicata. Chiusura in positivo dopo i primi quattro mesi del 2006 anche per i beni archeologici lucani, sotto l'egida della Soprintendenza di Potenza. Negli undici siti aperti al pubblico l'affluenza è stata di 58.224 unità con una crescita dell'1,6% sull'anno precedente. La migliore performance è sicuramente quella del Museo di Melfi, per il quale sono stati staccati 11.915 biglietti, seguito dal Museo di Metaponto (6.833 presenze), dall'area di Metaponto (oltre 6.500 visitatori), dal sito di Venosa (più di 6mila) e dal Museo di Potenza (5.937). Calabria. Il più lungo balzo in avanti da gennaio ad aprile 2006 lo ha compiuto la Calabria: l'incremento registrato dai siti della Soprintendenza di Reggio sulla performance dell'anno precedente è addirittura del 37 per cento. In sostanza, le cinque località aperte al pubblico sono state visitate da 46.033 persone, a fronte delle 33.539 di inizio 2005, ragion per cui è sempre più probabile il superamento dei dati di fine anno scorso (173.144 biglietti staccati). A determinare il trend, come al solito, il Museo di Reggio Calabria che custodisce i Bronzi di Riace: 30.691 presenze per un +21 per cento. Lontanissime Locri (5.761), Sibari (3.864) e Vibo Valentia (3.040). Puglia. Sostanzialmente invariata la situazione in Puglia: all'inizio del 2005 i visitatori dei 10 siti della Soprintendenza di Taranto furono 40.574, quest'anno 40.881 (+0,7%). Davanti a tutti si colloca il Museo di Taranto (8.244 presenze), seguito da quello di Ignazia (5.825) e da quello di Ruvo di Puglia (4.962). Stando alle premesse, appare probabile che il Tavoliere bissi la prestazione del 2005, quando nelle località di interesse storico e archeologico della Regione furono staccati 121.286 biglietti.
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