LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
Per saperne di più: bibliografia orientativa
NUOVO CODICE SOS
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Frettolosamente accantonato il progetto per un impianto da 36 milioni
MAURO LISSIA
La Nuova Sardegna, 28 maggio 2006

CAGLIARI. Davanti ai cronisti con gli alambicchi sul tavolo, un mini-dissalatore dimostrativo che doveva confermare l'attendibilità della scelta fatta
dall'amministrazione Floris: per risolvere l'eterno problema della siccità bastava costruire un impianto di dissalazione dell'acqua marina. Costo: 36 milioni di euro.
Con l'aria da gattone, il sindaco assaggiò l'acqua dissalata e annuì: "Ottima".
D'altronde il progetto era pronto e con il progetto la società di facoltosi imprenditori decisi a realizzare l'impianto e a gestirlo per decenni. Il sindaco non
si fermò neppure di fronte all'opposizione netta manifestata dall'allora presidente della Regione Mauro Pili, quel dissalatore era un must. Così il progetto andò avanti
e finì sulle scrivanie dell'assessorato regionale all'ambiente, dove i tecnici lo analizzarono a puntino. Il verdetto fu imbarazzante: così come Floris lo voleva, il
dissalatore avrebbe distrutto la maggior parte della vita vegetale nel golfo di Cagliari, la salamoia avrebbe ucciso la poseidonia oceanica e invaso le acque fino a
pregiudicare le attività di pesca. Per di più, causa i costi dell'energia elettrica,
i cagliaritani avrebbero pagato l'acqua potabile come fosse vino d'annata. Appena prima che la bocciatura arrivasse - forse spinto da qualche anticipazione
giornalistica - Floris ritirò il progetto: "Lo ripresenteremo con le opportune modifiche" spiegò l'assessore ai servizi tecnologici Giorgio Angius. Sono passati
tre anni e alla Regione stanno ancora aspettando: il dissalatore è finito frettolosamente sepolto nelle memorie da non ravvivare, eravamo su 'scherzi a parte'. Ma a ricordare quei giorni epici è Stefano Deliperi, che insieme a pochi
condusse tre anni fa una battaglia mediatica per scongiurare il disastro: "L'intera iniziativa - scrive in una nota il responsabile del Gruppo di intervento giuridico -
poggiava su un assunto assolutamente non dimostrato, la necessità imprescindibile di realizzare un impianto di dissalazione perchè non può esistere altra fonte di
approvvigionamento idrico per la città. Tale preteso postulato è apparso destituito di fondamento". A confermarlo ci sono i dati: nel 1999 - secondo le cifre fornite
all'osservatorio nazionale sui servizi idrici - Cagliari ha avuto un volume medio di ingresso nella rete idrica di 40,331 milioni di metri cubi all'anno per 220 mila
utenti. E le perdite venivano allora stimate nel 35 per cento, pari a oltre 14 milioni di metri cubi l'anno. L'impianto annunciato dall'amministrazione Floris
avrebbe dato alla città 10 milioni di metri cubi d'acqua e 15 milioni di salamoia.
Quindi, per ottenere un risultato migliore e innocuo per l'ambiente, bastava tappare le falle delle condotte. Ed è quanto il Comune, dopo anni di chiacchiere, ha
cominciato a fare. Ma forse sarà utile ricordare quanto dissero i responsabili dei due uffici regionali per la difesa dell'ambiente. Secondo la relazione legata allo
studio per la valutazione d'impatto ambientale - depositata all'assessorato all'ambiente dai progettisti incaricati dal Comune - l'impianto di Is Arenas avrebbe
prodotto 15 milioni di metri cubi di salamoia all'anno, che secondo lo studio sarebbe andare a finire in mare. Per rendere l'idea: in cento anni la spiaggia del Poetto ha perduto due milioni di metri cubi di sabbia. Ebbene: il dissalatore così
fortemente desiderato dal sindaco Floris avrebbe generato in soli dodici mesi una quantità di materiale di scarto sette volte e mezzo maggiore della sabbia sparita in un secolo. Che si sarebbe depositato sul fondale marino, formando strati di sale
sempre più spessi, un pavimento bianco destinato a distruggere nel giro di pochi anni l'intera popolazione di posidonia oceanica e a pregiudicare - se la scelta fosse stata quella - la pesca e le attività del porto. Insomma: il dissalatore era
una minaccia per l'ambiente marino naturale. "Destano preoccupazione i sistemi e le modalità di smaltimento della salamoia - scrisse Fernando Olla, direttore del
servizio Difesa del suolo della Regione - il sale potrebbe creare stratificazioni già nel canale, col rischio concreto dell'espansione e dell'accumulo all'interno del
porto, con grave rischio della fuoriuscita e del conseguente deposito nella depressione compresa tra porto canale e molo Saras". Questo nel primo caso: l'uscita
via Terramaini. Nel secondo la salamoia - secondo Olla - sarebbe finita in una zona frequentata da pescatori professionisti, ricca di posidonia. E avrebbe provocato "danni fino alla scomparsa della vegetazione e danni ambientali di gravità
eccezionale". Allegato al dossier sulla valutazione d'impatto ambientale ne comparve un altro, non meno categorico e altrettanto inquietante. Scrisse Pasquale Lasio,
direttore del servizio regionale Tutela delle acque: "Una concentrazione di salamoia pari a quindici milioni di metri cubi l'anno provocherebbe stratificazioni e altri
problemi gravi". Come se non bastasse, Lasio rilevò che "le soluzioni di smaltimento comporterebbero (per la necessità di diluire la poltiglia, ndr) il sacrificio di una
risorsa idrica già disponibile, il che risulta essere un controsenso". Questo perchè, pur di rendere 'digeribile' la salamoia alle acque marine, i progettisti
ipotizzavano di aggiungervi acqua dolce. Per capire: il Comune voleva produrre acqua potabile dissalando con ingenti costi di produzione quella del mare. Una buona parte
della stessa acqua sarebbe stata poi ributtata a mare per diluire gli scarti filtrati dall'impianto. In base a questi pareri il progetto sparì di scena.




news

09-09-2010
RASSEGNA STAMPA: aggiornata al giorno 09/09/2010

07-09-2010
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: DIMORE STORICHE, LE CRITICITA' PER IL RECUPERO

04-09-2010
Ambiente in genere. Conferenza servizi

31-08-2010
Articoli su paesaggio e fonti rinnovabili

27-08-2010
SICILIA/CULTURA: ARMAO, POSSIBILE COLLABORAZIONE CON MUSEI VENEZIA

19-08-2010
Fahrenheit Radio 3 - tre minuti al giorno sui beni culturali

15-08-2010
ARCHEOLOGIA IN PERICOLO – ALLARME DEI SOPRINTENDENTI

15-08-2010
Corte dei Conti e Protezione Civile: alcuni documenti

14-08-2010
AMBIENTE: FEDERPARCHI, NON CHIEDIAMO ELEMOSINE MA INVESTIMENTI

14-08-2010
Il David conteso tra il Comune e lo Stato

13-08-2010
CORTE DEI CONTI - Sull’assoggettabilità a controllo preventivo di legittimità di varie ordinanze di protezione civile

11-08-2010
Musei: a ferragosto quelli statali resteranno aperti

11-08-2010
CORTE DEI CONTI - delibera su ordinanze di protezione civile concernenti Pompei

10-08-2010
SICILIA/AMBIENTE: ARMAO, ISTITUITO PIANO PAESAGGISTICO PROVINCIA RAGUSA

09-08-2010
FIRENZE: ORDINANZA RENZI, SOVRINTENDENZA PULISCA MURI UFFIZI

05-08-2010
TARQUINIA: SCOPERTE LE PIU' ANTICHE PITTURE DELLA NECROPOLI ETRUSCA

04-08-2010
Firenze avanti tutta: cementificazione di Bellosguardo

04-08-2010
Centrale del latte di Pescara: in arrivo al demolizione

02-08-2010
Lettera di Assotecnici al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

30-07-2010
Mediapolis: il "suicidio" della campagna di Ivrea

30-07-2010
LA TUTELA DEI BENI CULTURALI BLOCCATA DALLA MANOVRA FINANZIARIA BONDI CORRA AI RIPARI

29-07-2010
RESCA (DIRETT.GEN.PROMOZIONE):"ACCORDI CON STAATLICHE MUSEEN ED ALTRE 16 ISTITUZIONI MUSEALI TEDESCHE"

29-07-2010
Piano paesistico. Audizione della sovrintendente Vera Greco in quarta commissione

29-07-2010
UMBRIA/TERREMOTO: MARINI, 300 MLN EURO NECESSARI PER RICOSTRUZIONE

29-07-2010
CULTURA: INTESA REGIONI-MIBAC SU CONTRIBUTI SPETTACOLO DAL VIVO

29-07-2010
SICILIA/CULTURA: DOMANI SIGLA PROTOCOLLO INTESA REGIONE-UNIVERSITA'

29-07-2010
Nelle acque di Capraia poppatoi di 2 mila anni fa

29-07-2010
Scopelliti boccia la proposta di Resca sui Bronzi di Riace

29-07-2010
ROSSI (COORD.NAZ. FP CGIL): "GRAVI RICADUTE CONTINUI TAGLI"

28-07-2010
MUSEI: IN CRESCITA NEL 2010, MA E' ALLARME CUSTODI

Archivio news