Tre omaggi al genio di Mantegna . Padova, Verona e Mantova si inchinano all'artista nel quinto centenario della sua morte Nicoletta Castagni 28/05/2006 LA Sicilia
Nel quinto centenario della morte, Andrea Mantegna sarà celebrato con tre mostre che dal 21 settembre al 14 gennaio si terranno nelle tre città in cui svolse principalmente la sua attività: Padova, Verona e Mantova. L'intera manifestazione è stata presentata a Milano. Andrea Mantegna nacque ad Isola di Carturo nel 1431 e si formò artisticamente a Padova alla scuola di Francesco Squarcione, operando anche accanto a Zoppo e Schiavone. Ebbe inoltre modo di confrontarsi con le botteghe veneziane dei Bellini e dei Vivarini. Grande importanza nella sua formazione ebbe pure il contatto diretto con Donatello, che in quel periodo realizzò a Padova importanti opere per la Basilica del Santo. Mantegna rimase a Padova fino al 1460 e per illustrare questo suo primo periodo di attività saranno raccolte presso gli Eremitani diversi capolavori, come la «Madonna con il Bambino addormentato» ed il «San Marco». Del percorso espositivo farà parte anche il restauro della Cappella Olivetani. Un restauro che ha visto la ricomposizione e la ricollocazione nel luogo originario degli oltre 70 mila frammenti degli affreschi distrutti nel corso dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Negli spazi degli Eremitani saranno collocate anche opere di Donatello, Bellini, Vivarini, Zoppo, Schiavone, Pollaiolo, Squarcione, manoscritti, disegni, stampe e codici miniati. Questa mostra sarà documentata da un catalogo edito da Skira. Contemporaneamente all'attività a Padova e quindi anche negli anni successivi, Mantegna operò a Verona, dove realizzò grandi commissioni pittoriche, come il «Trittico di San Zeno» e la «Madonna in gloria tra santi e angeli», per gli Olivetani di Santa Maria in Organo, ora conservata presso il Castello Sforzesco di Milano. Queste due opere saranno al centro della mostra allestita presso la Gran Guardia, in cui sarà anche ricostruito il multiforme mosaico culturale veronese dell'epoca, con personalità quali Francesco Benaglio, Francesco Bonsignori. Liberale da Verona, Francesco Dai Libri, Girolamo dai Libri, Domenico Morone. L'esposizione veronese (catalogo Marsilio) sarà corredata con sezioni dedicate al disegno, alla scultura, all'architettura, alla medaglistica ed all'editoria, con codici e incunaboli la cui produzione costituì una delle più importanti vicende culturali dell'epoca. Per tutta la sua vita artistica Mantegna ebbe poi stretti contatti con la Corte dei Gonzaga. Contatti che si accentuarono nell'ultimo periodo della sua vita e proprio a Mantova morì nel 1506. Fu Lodovico Gonzaga a richiedere fortemente la presenza di questo famoso pittore a corte, definendolo «carissimum familiarem». A Mantova, Mantegna realizzò alcuni dei suoi massimi capolavori, a cominciare dagli affreschi della «Camera. degli sposi», nel Castello di san Giorgio. Questa grande opera farà parte integrale del percorso della mostra mantovana, che sarà allestita nel Palazzo Te, dove saranno esposte, tra le altre opere, la «Madonna delle cave» proveniente dagli Uffizi di Firenze, i due monocromi di Giuditta e Didone, prestati dal Museo di Montreal, la «Vestale Tuccia e Sofonisba», dalla National Gallery di Londra, la «Sacra Famiglia con santa Elisabetta» e il «Battista bambino», entrambi del Museo di Forth Worth. La rassegna (catalogo Skira) vedrà anche opere di Lorenzo Costa, del Perugino, di Correggio, di Lorenzo Lotto, di Gran Francesco Tura. Sarà anche sottolineata la presenza a Mantova di Giovan Battista Alberti, con il quale Mantegna entrò in diretto contatto. A Mantova aveva aperto le celebrazioni la grande rassegna allestita dal 26 febbraio al 4 giugno nel palazzo cinquecentesco che Mantegna fece costruire nella città. Intitolata «A Casa di Andrea Mantegna. Cultura artistica a Mantova nel Quattrocento», l'esposizione ha presentato importanti documenti autografi, libri, sculture e magnifici dipinti provenienti da musei italiani e stranieri. L'obiettivo è stato di illustrare il profilo artistico di Mantegna durante i quasi cinquant'anni (1460-1506) di attività al servizio dei Gonzaga, ricreando le suggestioni della vita di Corte e le personalità di committenti e letterati, che fecero grande il marchesato mantovano negli anni della permanenza dell'artista.
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