VENEZIA - La Torre salutata da 132 rintocchi Domenica, 28 Maggio 2006, Il Gazzettino online
VENEZIA È quella dell’Orologio riconsegnata alla città dopo 10 anni. In Piazza almeno 35mila persone
Venezia E la gente ha fatto ooooh! Centotrentadue rintocchi di campana, cioé la somma dei rintocchi delle 23 ore precedenti, ha accompagnato ieri per tutti gli ultimi 5 minuti prima della mezzanotte il disvelamento della Torre dell'Orologio, riconsegnata alla città con una grande festa popolare dopo 10 anni di chiusura per restauri. Il lungo telo bianco, con i marchi della Piaget, che ha restaurato il meccanismo settecentesco dell'orologio, e della Brandolin Dottor Group, che ha curato il recupero edilizio del monumento, è stato lentamente sollevato, e la Torre, con l'Orologio smaltato d'azzurro, la statua della Maria Vergine col Bambino su di uno sfondo di mosaico dorato, l'imponente mole dei Mori, che ora si chiamano così ma che un tempo si chiamavano Ziganti, sono ricomparsi in tutta la loro originaria bellezza.
Dalla Piazza, gremita - secondo le stime - da almeno 35mila persone, è partito un lungo applauso, accompagnato da fischi e grida di giubilo. Neanche il tempo di godere della bellezza della Torre, che la sua facciata è stata illuminata a giorno dai riflessi dei fuochi d'artificio accesi sui Pili delle bandiere davanti alla Basilica di San Marco. Fuochi "freddi", senza il botto, accesi da un innesco coreografico che ha visto i Pili sembrare quasi delle torce, con fiammate di fuoco partite dal basso e salite fino alla cima delle aste ad innescare i bengala veri e propri.
È stato, questo, il pirotecnico gran finale di una festa durata poco più di un'ora e mezza, ma densa di suggestioni e di rimandi alla storia di Venezia e della sua Torre. Del resto, il regista Marco Balich, che ha curato le coreografie delle recenti cerimonie di apertura e di chiusura delle Olimpiadi invernali di Torino, è veneziano, e ha davvero strizzato l'occhio alla sua città, puntando a richiamare i veneziani alla "loro" Piazza, e giocando coi "loro" monumenti.
La Commissione materiali esplodenti aveva vietato l'altroieri per ragioni di sicurezza l'accensione dei fuochi direttamente sulla facciata della Torre, ma non sapendolo nessuno avrebbe potuto dire che lo spettacolo ne abbia perso qualcosa: gli effetti di luce non si sono contati, fin dall'inizio della festa, attorno alle 11, quando il telo di seta tempesta che copriva la Torre è parso prendere vita animato da fasci luminosi, o quando d'un colpo la Piazza è diventata quasi un luogo di luce per l'accenersi contemporaneo di migliaia di torce elettriche, o quando un gruppo di acrobati ha scalato il Campanile di San Marco disegnando sulle sue pareti delle figure artistiche impreziosite da giochi di luce.
Altri giochi di fuoco avevano accompagnato poco prima le danze tribali del gruppo Le Salamandre e prima ancora il ritmico e un po' ossessivo rullare di tamburi con cui un gruppo di percussionisti aveva simboleggiato il battere del tempo. Ettolitri di vino se ne sono andati dal "bar delle ombre", aperto in Piazza fin dalle 22, e a cui hanno provveduto i Brandolini d'Adda, che del resto avevano fornito il vino anche per la cena di gala al Museo Correr che ha preceduto la festa, organizzata da Brandolin Dottor Group e Piaget.
Vi hanno partecipato 130 persone, per lo più invitati personali degli organizzatori e, per il Comune, il sindaco, Massimo Cacciari, gli assessori Mara Rumiz e Sandro Parenzo, il direttore dei Civici Musei, Giandomenico Romanelli. Ospiti d'onore, il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, e la madrina della serata, Claudia Cardinale, che poi ha dato il "la" alla festa dal palco allestito in Piazza. Avrebbe dovuto farlo dalla terrazza dell'ala sinistra della Torre, ma il proprietario, un industriale di Vicenza, non ha dato il permesso. Balich ha trovato un ripiego: la Giorfin, proprietaria di alcuni uffici nella Torre, li ha messi a disposizione, così da una finestra un attore ha potuto dialogare a distanza con la Cardinale, salutando e ringraziando assieme a lei tutti i presenti.
|