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Sicilia. Grande folla per i musei aperti di notte. Sei ore di festa nel nome dell'arte
Giancarlo Macaluso
Giornale di Sicilia Palermo, 22 maggio 2006

Sei ore di festa nel nome dell'arte. I musei aperti sabato notte hanno fatto da richiamo per migliaia di persone, complice una serata estiva. Un bel momento per la citt con palazzi storici e gallerie aperte al pubblico, ingresso libero. Un colossale struscio ha animato Palermo da via Libert a piazza Marina, da Palazzo dei Normanni, a via Alloro. Tutti in fila, con momenti di caldo boia, per ammirare quadri e sculture, reperti archeologici e gioielli antichi, marionette e porcellane, collezioni d'armi e codici miniati.
Grosso modo andato tutto liscio. Con qualche delusione. Al museo della Specola, l'osservatorio astronomico di piazza del Parlamento, si entra a turno. Ma nessuno aveva specificato e comunicato che si poteva accedere alla collezione di strumenti astronomici e metereologici a piccoli gruppi e a distanza di oltre un'ora gli uni dagli altri. Per cui molte facce contrariate e qual-cuna decisamente arrabbiata. A complicare le cose anche un disguido sull'ingresso. Probabilmente non si era fatto caso che sabato sera nel cortile di Palazzo dei Normanni si sarebbe tenuto un concerto per il sessantesimo anniversario della Repubblica e dello Statuto siciliano. Quindi impossibile passare per la porta principale. Ingresso alla Specola provvisoriamente consentito da piazza Indipendenza, con un povero studente universitario costretto a fare affannosamente la spola per avvertire i visitatori e a prendersi i rimbrotti di molti visitatori rimasti a bocca asciutta.
Non giusto - dice una signora -vengo da Mondello appositamente per vedere le stelle dall'osservatorio e devo aspettare qui un'ora e mezza. Ma siamo matti?.
Ero tranquilla a casa mia - sbotta Ida Bazan - dai giornali apprendo che si pu visitare la Specola di notte e penso di approfittarne. Ma almeno qualcuno poteva dirlo che una volta arrivati c'era da fare questa lunghissima anticamera. O no?. In effetti si poteva dire.
Chi per ha avuto la fortuna di arrivare sin lass ha goduto di un grande privilegio: passeggiare sulla terrazza che domina tutta la citt, coccolati dalla note di un bravissimo chitarrista come Francesco Buzzurro.
Non ce l'ha fatta Silvana Silva, milanese, costretta a ripiegare su Palazzo Asmundo: Si avvisano le persone o si mette a disposizione pi personale. E poi forse i turni d'attesa dovevano essere pi corti. Un po' per tutti, insomma. Comunque il nobile palazzo con le finestre aperte sul cattedrale, le collezioni di armi, porcellane, portantine e maioliche, uno spettacolo: Bellissimo veramente, dice la signora Silva. Peccato che chiedi dov' il bagno e un signore in giacca chiara ti dice che non ce n'. Sorprendente, anche per una struttura privata.
Di l facile una capatina al museo Diocesano. Pulito, ben illuminato, col percorso ben organizzato e un ascensore in piena efficienza. La gente affolla i saloni e scopre, qualcuno per la prima volta, oggetti e opere a sfondo sacro di grande bellezza e suggestione.
Insomma, l'arte piace ai palermitani. E lo dimostra il successo di questa serata, organizzata dalla Provincia e
dall'Aapit, in collaborazione con l'associazione Amici dei musei, e che ha coinvolto in tutto ventotto siti culturali: 11 in citt e 17 in provincia, da Ba-gheria a Monreale, dalle Madonie al corleonese.
Ma la grande folla al Salinas e all'Abatellis. La galleria di via Alloro stata letteralmente presa d'assedio. E si respirava una bella aria. Il chiostro era un cinguettare di ragazze, le bellissime sale illuminate hanno accolto un numero di persone decisamente inusuale. Afine seratal'efficientissima addetta alla biglietteria, Tiziana Fontana, in grado di dire quanti sono stati i visitatori con sconvolgente precisione: 1.294, otto volte di pi rispetto a una normale giornata a pagamento.
Il museo archeologico Salinas brulica. Lunghe file per fare un giro tra le te-che che ospitano i monili antichi, l'esposizione intitolata Pulcherrima res. Sono aperte soltanto le sale del piano terra, sbarrate le collezioni al piano superiore. Degustazione di grappe e i due giardini del complesso di piazza Olivella favoriscono un afflusso incessante.
Stare qui bellissimo - commenta Alessia Di Maria, studentessa universitaria di Lettere - non ho mai fatto un'esperienza del genere. la prima voltae ne sono veramente contenta. Bisogna pubblicizzarle meglio queste cose - le fa eco la sua amica, Laura Di Benedetto -. Non ne sapevamo nulla. Abbiamo semplicemente seguito la fiumana di gente e siamo arrivate qui. All'una di notte finisce tutto. E qualcuno si lamenta: durato poco.



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