Cultura e Turismo, la sfida del tandem FABIO ISMAN Il Messaggero, 19/05/2006
Rutelli guiderà un dicastero che fattura l'11% del Pil. Bertolaso forse lo seguirà a Palazzo Chigi
ROMA — Francesco Rutelli si è presentato al Collegio Romano, antico istituto dei Gesuiti dove hanno sede i Beni culturali, alle 18 in punto. Contemporaneamente. Guido Bertolaso, al Dipartimento della Protezione civile, aveva già provveduto a infilare in alcune casse i suoi libri e le cose care che conserva in ufficio: pare destinato a essere il Capo di gabinetto del vicepresidente del Consiglio, cioè ancora di Rutelli; i due lavorarono assieme già a tempi del Giubileo. Alla Vicepresidenza, Rutelli ha fortemente voluto abbinare le deleghe al patrimonio culturale e al turismo, ovvero una delle massime risorse del Paese, circa l’11 per cento del Pii, il prodotto interno lordo: «Solo i rientri dell'Iva sul valore aggiunto determinato dal fatturato del turismo di tipo prettamente culturale superano il milione di euro», dice l'archeologo Giuseppe Proietti, che dirige il Dipartimento per l'innovazione, l'organizzazione e la ricerca del Collegio Romano. Se l’aggregazione tra la carica di "numero 2" del Governo e il ministero dei Beni culturali è un déjà-vu (la volle, 10 anni fa Walter Veltroni), l'integrazione tra Beni culturali e Turismo è invece un inedito. Peraltro, il ministero del Turismo è stato abolito nel 1993, e le deleghe in materia trasferite, in via esclusiva, alle Regioni. Tuttavia manca, o meglio mancava, un Ministro che promuovesse l'immagine del nostro Paese all'estero, amalgamasse le politiche delle Regioni (Rutelli incontrerà gli assessori il 5 giugno, a Firenze: lo ha detto, a colazione, al loro coordinatore, l'abruzzese Enrico Paolini, che ha parlato di una presa di contatto «assolutamente positiva»). Le parole d'ordine del "nuovo turismo" forse saranno coordinare e diversificare; soltanto il serbatoio cinese del turismo all'estero vale, oggi, 150 milioni di persone, quindi è facile immaginare le potenzialità del settore. Ma anche i Beni culturali non recano, a "Rutelli un minor carico di problemi. Secondo un sindacato, potrebbe saltare la "notte dei musei", prevista per il 20 maggio; ma, altre questioni sono sul tappeto. Le spese per fare funzionare musei e soprintendenze sono state dimezzate nell'ultimo triennio, e già in quello precedente erano state fortemente decurtate; in alcuni musei, qualche sala comincia, ogni tanto, a essere chiusa. I vuoti negli organici hanno raggiunto livelli difficili da sopportare, e la decennale assenza di concorsi prodotto un sensibile invecchiamento dei funzionari; circa un terzo delle soprintendenze sono inoltre affidate a dei "reggenti". Una delle novità del Governo Prodi è appunto questa sinergia che Rutelli ha voluto: e la sfida non è certamente di poco conto.
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