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Debito pubblico e competitivit
Marcello De Cecco
Atti del Convegno, Debito pubblico e competitivit, tenutosi a Roma, 26 ottobre 2005

Marcello De Cecco:
Insegno alla Scuola Normale di Pisa ed insegno una materia storica: storia della moneta e della finanza. Quindi,
devo per forza inquadrare la tesi del prof Guarino come uno dei grandi schemi di risoluzione del problema dei
grandi debiti pubblici che si sono presentati nella storia. La relazione di Savino Pezzotta ci ha rimesso con i
piedi a terra in maniera estremamente drastica, quando, al termine dell'alta presentazione del Prof. Guarino, ci
sentivamo disposti a comprare da lui il Colosseo. Ma, dopo 50 anni, 60 anni di attivit professionale e accademica,
chi lo ha avuto di fronte sa che il Prof. Guarino in grado di vendere il Colosseo in qualsiasi momento
ed a chiunque. C' riuscito anche questa volta, perch il Prof. Guarino ci vuole vendere il Colosseo mantenendone
la possibilit di rientrarne in possesso e gestendolo tutto il tempo. Quindi si tratta di una proposizione
interessante che bisogna studiare con tutto quello che viene presentato nel poderoso saggio che non si sconta tanto
facilmente.
Per vorrei anche aggiungere che, come ex economista, ora nella nuova versione autoinventata di storico, sono
schiavo del detto di Tennis Robertson secondo il quale quello che gli economisti economizzano l'altruismo.
Quindi in uno schema del genere le parole di Pezzotta cadono ancora appropriate perch stato pi economista
degli economisti. Invece, alla fine, il Prof. Guarino fa una chiamata degli affetti al patriottismo italiano, invitando
a comprare queste azioni anche per salvare la Patria. Tuttavia, siccome parla di mercato internazionale,
nel quale tutti ci muoviamo oggigiorno, non si pu pretendere dai proprietari del 50% del debito pubblico italiano
che sono istituzioni finanziarie, fondi pensione ecc., stranieri, di dire loro che lo devono fare per il bene
della Patria, che non la loro. Quindi bisogna convincerli che la vendita del Colosseo una cosa seria e si pu
fare.
Il Prof. Guarino propone tre cose: innanzitutto un debt-equity swap ai detentori di debito pubblico; poi una forma
che quella della vendita del Colosseo con il ritorno della gestione in mano al precedente proprietario contro
pagamento di un canone, che si chiama lease back; e infine propone anche un'altra forma che si chiama credit
enhancement. Sono tre cose delle quali si parlato negli ultimi dieci anni tutti i giorni, e che occupano proprio
quei banchieri di investimento che il Prof. Guarino vuol chiamare in questione, come collaboratori a questo
gigantesco programma. Naturalmente, a proposito di storia io gli voglio fare una cattiveria, che quella di
ricordargli quanto scrive Gaetano Salvemini nella sua voce sull'enciclopedia a proposito della parola assegnati:
Nei primi tempi della rivoluzione l'assemblea nazionale si trovava a fare i conti con un grande debito pubblico
ereditato e un deficit crescente del bilancio pubblico. Per motivi di principio non volle ripudiare il primo
e per motivi di convenienza politica non poteva aumentare le imposte. Si appell dunque alla nazione per una
contribuzione patriottica; nelle more della vendita delle terre della corona e di quelle ecclesiastiche che erano
in precedenza state proclamate patrimonio della nazione, emise obbligazioni a breve termine che si potevano
redimere con i proventi della vendita del patrimonio stesso.
Si dice normalmente, specie nella letteratura anglo-americana, che gli assegnati dello Stato rivoluzionario furono
un grande fallimento, un grande imbroglio. In realt gli assegnati permisero alla Francia di finanziare la
guerra e di non essere sconfitta dalla coalizione che si era formata contro la Rivoluzione Francese, e questo
un primo risultato. Ma hanno anche permesso ai francesi di operare al loro interno un'enorme redistribuzione
della ricchezza, perch con questi assegnati di carta si potevano comprare, appunto, i beni nazionali.
C' una differenza sostanziale, per, con lo schema Guarino.
Lo schema Guarino ci porta nel mondo delle azioni, delle partecipazioni nazionali, e devo dire che in tutti i
numerosi casi - tre o quattro - di tentativo di ricostruire la finanza di un Paese con schemi del genere, si tratta
sempre di titoli a reddito fisso. Le azioni di un grande patrimonio nazionale immobilizzato nella maniera in cui
ha spiegato il Prof. Guarino, non sono state mai proposte. Non sono state proposte nel sistema di John Law, che
un altro modello precedente a quello della Rivoluzione Francese; non sono state proposte nel caso della stabilizzazione
del marco tedesco, fatta dal Prof. Hellferich con l'appoggio del banchiere Schacht, nel quale si parlava
di beni reali della nazione che per erano posti a garanzia di emissione di banconote per ricostruire, dopo
la grande inflazione tedesca, una moneta che fosse credibile. Quindi, il caso del Prof. Guarino, per quello che
io ne so, unico, e ovviamente si riferisce alle pratiche privatistiche attuali. Non poteva essere fatto prima, perch
prima sul mercato globalizzato di queste dimensioni non c'era la possibilit di fare un'operazione del genere;
sarebbe stata accolta con maggiore scetticismo di come potrebbe essere accolta oggi.

DEBITO PUBBLICO E COMPETITIVITA
Atti del convegno
I motivi di scetticismo sono molti, sono operativi. Innanzitutto gli stake-holders. Ci ha ricordato il sindacalista che
esistono e che cosa sono, mentre in questo schema ci sono solo share-holders, quindi solo azionisti. Invece c'
anche la sua categoria che ormai nel mondo ha una voce da esprimere, per cui questo tema deve trovar posto
nello schema. Ma l'intelligenza giuridica del Prof. Guarino impiegher meno di un attimo ad accomodare lo
stake-holder: gliele regala, le azioni, o gliele fa comprare dal fondo pensioni di categoria.
Quindi dobbiamo parlare di un aspetto cruciale di questo schema; il punto cruciale , dunque, la valorizzazione
del patrimonio, cio di tutti questi assets, di tutte queste categorie che sono diverse tra loro. Perch, come
sostiene il Prof. Guarino, si va dalla partecipazione semplice dell'Eni e dell'Enel a quella dei beni archeologici,
come appunto il Colosseo, dagli uffici dello Stato, che sono, in effetti, come gli uffici della J.P Morgan, oppure
di tante altre banche e societ che hanno fatto dei lease back, ad una categoria che pure il Prof. Guarino ritiene
abbastanza incerta, ma che non insignificante, ed la categoria degli ex-Iacp, delle case popolari, perch
non si capito bene di chi sono e se possono essere contenute nel grande monte degli assets da conferire.
Alcuni dicono che sono regionali, io non me ne intendo, ma so che non sarebbe facile; siccome, per, le stimo
attorno a 90 miliardi sui 420, questa cosa non irrilevante, non un elemento secondario.
La cosa principale la valutazione, allora, per arrivare a 420 miliardi di euro. Il Prof. Guarino e i suoi collaboratori,
ovviamente, sono partiti da un numero cardinale, e cio ad esempio da 500.000 euro di affitto all'anno
per il Ministero del Tesoro, poi si capitalizza al 3% e si ottiene il capitale. Allora, questi 500.000 euro all'anno
per l'affitto del Ministero del Tesoro, dell'ufficio, del palazzo, sono congrui, non sono congrui, qui il primo
problema; perch il secondo momento, dopo che ha fatto la societ per azioni, dopo che ha conferito tutte le
azioni allo Stato quello di far rivalutare il patrimonio da una grande quantit di banche internazionali, per
rendere credibile la sua valutazione. Allora, chi lo sa se coincide, bisogna vedere quali sono i principi con i
quali parte la valutazione delle varie banche di investimento, quella nazionale e quelle internazionali.
Il discorso quindi vedere se i principi di valutazione che ispirano queste banche d'investimento nel valutare il
Colosseo, o pur anche l'ufficio dove risiede il Ministero del Tesoro e tutti gli altri ministeri e cos via, coincidano,
perch pu darsi che le clausole che il Prof. Guarino ha appeso alla sua operazione sono clausole restrittive
della propriet e della libert di disponibilit. Questo non difficile ammetterlo.
Allora pu darsi che quando si vada a fare la valutazione del capitale, non si arrivi a 420 miliardi da parte di
queste banche, ma si arrivi a meno.
Non per niente impossibile, perch tutti quelli che si sono occupati in questi giorni, in questi anni, di liquidazioni
di grandi patrimoni sanno che molto spesso questo avvenuto a prezzi meno elevati di quelli che si erano
previsti e che l'operazione presenta anche delle difficolt, perch l'esempio che noi abbiamo, la proposta del
Prof. Guarino a livello macro, coinvolge tutti i beni della nazione. Ma da Patrimonio Spa alle varie Scip che si
sono ripetute in questi ultimi anni, ci hanno fatto vedere che tra il dire e il fare c' di mezzo un largo mare, cio
nella operativit di uno schema del genere intervengono non ultimi i tribunali civili e tante altre istituzioni che
fanno parte dell'armamentario normale di un paese sviluppato.
Quindi, nella realizzazione si possono avere degli intervalli di tempo assai superiori a quelli che richiede il Prof.
Guarino, che quando afferma: Buttiamo dalla finestra, parla di 60 miliardi all'anno di interessi pagati sul debito
pubblico, che quella parte che eccede il 60-70%. Questo pu darsi che sia vero per quella met che va
agli stranieri, e non un piccolo problema perch noi perdiamo il controllo di quei soldi: li dividiamo, loro sono
i proprietari delle azioni e loro se li riportano a casa. Non detto che ce li ridiano un'altra volta. Poi ci sono
quelli che vanno dati ai proprietari italiani del debito pubblico, cio ai cittadini italiani.
Non credo, quindi, che ci sia il problema di buttare dalla finestra. Qui si tratta di trasferire da uno a un altro.
Negli anni '80 li abbiamo trasferiti dai giovani ai vecchi, oggi li stiamo trasferendo, non ho capito sicuramente
dai vecchi, da alcuni dei vecchi a qualcun altro di vario genere. Alcune delle categorie citate da Pezzotta
sono non di secondario rilievo per sapere chi, al momento, si sta prendendo i nostri beni, chi li sta valutando,
comprando e rivendendo.
Quindi, tutto ci deve essere valutato con una certa attenzione, perch quando si fanno dei grandi trasferimenti
di ricchezza o anche di reddito, bisogna vedere poi qual la propensione al consumo, al risparmio, all'investimento,
ecc. di quelli che ricevono e di quelli che invece perdono.
Quindi, quando si tratta di buttare dalla finestra, ci starei molto attento. Come macroeconomista del passato,
ritengo che non si tratti di buttare soldi dalla finestra, ma di cambiare la distribuzione del reddito, della ricchezza
in un paese, come avvenne appunto per gli assegnati.
A questo punto gli elementi cruciali sono le valutazioni degli affitti di questi beni, perch questi beni rimangono
allo Stato, per una buona parte. Questa la ratio, la proposta Guarino.
Credo che coloro che dovrebbero aderire, aderirebbero, ma, a mio parere, a un prezzo pi basso.
una questione di tempi: comprerebbero le azioni, ma le comprerebbero a meno. Tutti questi dettagli, i legami
che vengono conservati sul patrimonio, malgrado esso diventi mobile, espongono ad un sacrificio secondo me
maggiore e, quindi, ovviamente, il risultato percentualmente minore. Ci troviamo di fronte a un problema di
adeguatezza dello schema: dopo aver fatto la chiamata degli affetti e tutto il resto, potremmo trovarci con una
realizzabilit limitata.
Ma c' un altro problema.
Il problema che bisogna assicurarsi con giuramenti triplici, quadruplici, che chi beve non beva pi, che l'alcolista
non pecchi di nuovo, perch io pure, nel mio piccolo, ho fatto questo mestiere nel passato, lo ricordavamo
con Paolo Savona, purtroppo era il 1980. Quanti anni sono passati dalla mia prima proposta di conversione
della rendita, come io amo dire!
Bene, il dottor Ciampi, che ha i piedi per terra, disse nei primi anni Novanta, di fronte al mio schema che era
infinitamente pi blando di quello del Prof. Guarino: Professore, ma con quale governo si fa questo? Lei capisce
che poi non ci possiamo ripresentare pi sul mercato se non diventa, il nostro, il bilancio di un Paese che
non oscilla e non crea pi debito pubblico, come successo?. Aveva ragione lui. Si poteva fare qualcosa, ma
certamente questo un elemento che non venuto meno, di sobriet, di riportarti con i piedi sulla terra, di dire:
S, per da quel momento devi essere sicuro che le spese non superano le entrate per il futuro prevedibile, perch
se no queste banche di investimento due pi due lo sanno fare in pochi minuti, e anche, senza le banche
di investimento, i nostri concittadini, i quali, probabilmente, hanno creduto a Parmalat, ma ci hanno creduto pour
cause, uno perch gli davano un sacco di soldi di interesse, due perch qualcuno aveva garantito cose che non
doveva garantire, o aveva venduto la pelle dell'orso in maniera fantasiosa.
Bisognerebbe o illuderli e poi deluderli, e questo non va bene, in vista della chiamata degli affetti, oppure evitare
che fossero istruiti da coloro che fanno le valutazioni, che per mestiere le sanno fare.
E poi, sinceramente non faccio altro che ripetere quello che ha detto Pezzotta. In questa grande gestione del
patrimonio della Italia Spa, credo che il Prof. Guarino spera che ci sia una buona parte della leadership industriale
italiana e anche di quella straniera ma, a questo punto, vorrei delle garanzie sul funzionamento e la sovranit
dello Stato. Garanzie che si devono ancora studiare, perch questo uno schema che partito aperto, e
non che l'ultimo di cui si appena cominciato a discutere.
I motivi per cui ritengo che ci si debba riflettere di pi, li ho detti. Voglio solo ricordare quello che mi ha detto
un amico esperto, e cio che solo il 30% dei soggetti alla famosa e maledetta Irap, dichiara un valore aggiunto
nullo o negativo. Con questo tipo di realt fiscale non si va da nessuna parte e non si pu risolvere i problemi
di capitale, se non si risolvono i problemi di reddito del Paese, cio i problemi di reddito dello Stato.
I problemi di reddito dello Stato non sono, Prof. Guarino, lo sappiamo tutti e due, quelli delle rivalutazioni e dei
guadagni di capitale; sono le imposte, e le imposte, qui le pagano solo i lavoratori dipendenti, e non so fino a
quando, perch anche in Argentina era vero che le pagavano, ma poi hanno smesso di pagare gli oneri previdenziali,
aspettando da un anno all'altro che accadesse qualcosa. Qui bisogna badare a questo elemento della
gestione giorno per giorno, quando si tratta di una situazione nella quale il 30% dei soggetti all'Irap dichiara
di avere valore aggiunto nullo o negativo.
Qui, se fosse vero, avremmo gi chiuso, non ci sarebbe pi nemmeno la luce, e con questo voglio ringraziare
il Prof. Guarino per aver cercato di vendermi il Colosseo. Io da lui me lo faccio vendere, ma solo da lui, per!

http://www.associazionenexus.com/attodececco1.pdf


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