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Tutela del paesaggio - Competenze negli enti locali - La Regione delega l'autorizzazione
08-MAG-2006, Il Sole 24Ore




II Codice Urbani stato modificato anche nella parte che riguarda il paesaggio. Un altro decreto, il Dlgs 157/2006, stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 102 del 27 aprile 2006. Le principali innovazioni riguardano l'autorizzazione paesaggistica, il regime sanzionatone e la pianificazione paesaggistica. Autorizzazione paesaggistica. Le novit significative sono due. La prima prevede che le Regioni che non intendano esercitare direttamente la funzione autorizzatoria possano delegarla alle Province, a unioni tra Comuni o a consorzi di enti locali.
I Comuni potranno rilasciare le autorizzazioni solo se la Regione ha approvato il piano paesaggistico a seguito della sua elaborazione congiunta con i ministeri per i Beni e le attivit culturali e dell'Ambiente e a condizione che gli stessi Comuni abbiano adeguato lo strumento urbanistico. In questa ipotesi, il parere della Soprintendenza sulla proposta di rilascio o di diniego dell'autorizzazione, oltre che obbligatorio, "resta" vincolante. Ci in deroga alla regola generale per cui, una volta approvato il piano paesaggistico, il parere obbligatorio ma non vincolante.
La seconda novit riguarda la possibilit di rilasciare l'autorizzazione in sanatoria, successivamente alla realizzazione degli interventi. II Codice fino a oggi contiene un divieto espresso di autorizzazione postuma. Ma la perentoriet della scelta effettuata dal legislatore entrata in crisi con la legge delega in materia ambientale che, modificando il Codice, aveva previsto la possibilit di condonare abusi paesaggistici minori. Questo condono metteva al riparo il trasgressore dalle sanzioni penali ma non dalle sanzioni amministrative, compresa quella ripristinatoria. E, soprattutto, non consentiva a chi aveva commesso l'abuso di ottenere l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria, necessario presupposto per chiedere il permesso di costruire in sanatoria.
La nuova norma, risolvendo l'incongrua formulazione della legge delega, da facolt di richiedere l'autorizzazione paesaggistica anche dopo la realizzazione delle opere, a condizione che sia accertata la loro compatibilita paesaggistica secondo la procedura, ugualmente innovata, disciplinata dall'articolo 167.
e Sanzioni. Connesse all'autorizzazione postuma sono le modifiche del regime sanzionatorio. Finora, in caso di abusi su beni paesaggistici, l'amministrazione poteva scegliere tra la misura ripristinatoria e quella pecuniaria (articolo 167).
La norma aveva sollevato pi di una critica in relazione a quegli abusi senza danno al paesaggio cio a quegli interventi coerenti con i vincoli, ma non previamente autorizzati. Critiche che erano diventate un coro di polemiche dopo che la legge delega in materia ambientale aveva espressamente previsto la possibilit di evitare le sanzioni penali attraverso un accertamento postumo della compatibilit paesaggistica degli interventi. La nuova formulazione dell'articolo 167, quindi, prevede che, su richiesta dell'interessato, l'Autorit possa accertare - successivamente alla realizzazione la compatibilit, limitatamente a: s lavori eseguiti in assenza o difformit dall'autorizzazione paesaggistica, purch non abbiano creato superfci o volumi o aumento di quelli autorizzati; i lavori eseguiti utilizzando materiale diversi da quelli autorizzati; i lavori consistenti in interventi manutentivi.
Se si accerta la compatibilit paesaggistica, la sanzione solo amministrativa (pecuniaria) e l'interessato pu richiedere l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria.
Pianificazione paesaggistica. Due i profili di novit. Primo, lo Stato "si riprende" le funzioni amministrative gi conferite alle Regioni. L'articolo 135, infatti, prevede ora che Stato e Regioni assicurino, congiuntamente, la tutela e la valorizzazione del paesaggio. La norma va letta unitamente alle modifiche apportate all'articolo 5, che, nella stesura originaria, disponeva che le funzioni amministrative di tutela dei beni paesaggistici fossero conferite alla Regioni. Il testo modificato, invece, prevede che queste funzioni siano "esercitate dello Stato e dalle Regioni". L'impressione che si ricava che tali modifiche rendano ancora pi ausiliario il ruolo delle Regioni.



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