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Catanzaro. Via l'ecomostro da Copanello
p.c.
Gazzetta del Sud 8/4/2006

CATANZARO - Una firma per buttare giù un mostro di ferro e cemento abusivamente costruito nel bel mezzo della macchia mediterranea di Copanello di Stalettì, a ridosso di alcune tra le più incantevoli spiagge della Calabria. Regione, Comune e Soprintendenza ai Beni artistici, monumentali e paesaggistici della Calabria hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede, per la demolizione del manufatto, un impegno di spesa pari a 350 mila euro messi a disposizione dagli assessorati regionali ai Lavori pubblici e all'Ambiente.
L'accordo è stato sottoscritto dal presidente della Giunta regionale Agazio Loiero, dal sindaco di Stalettì Pantaleone Narciso e da Francesco Cecati della Soprintendenza. Alla firma hanno presenziato gli assessori all'Urbanistica Michelangelo Tripodi e all'Ambiente Diego Tommasi e il dirigente generale dell'assessorato ai Lavori pubblici Francesco Mirante.
Si tratta dunque di un'importante iniziativa con la quale si comincia nel concreto a lavorare per riportare i luoghi deturpati dagli insediamenti edilizi abusivi alla loro naturale vocazione.
Non appena le funzioni in materia urbanistica saranno trasferite agli enti locali, così come ha già programmato la Regione, sarà proprio il Comune a bandire la gara per un concorso d'idee finalizzato al ripristino delle bellezze naturali di questa area, ricca di un inestimabile patrimonio naturalistico.
«Non possiamo lasciare ai nostri figli
- ha commentato Loiero - l'idea della bruttezza come canone in un territorio in cui l'idea originaria della bellezza è nata come fenomeno e come principio propri della Magna Grecia».
«Tutto quello che imbruttisce il territorio - ha aggiunto Loiero - è visto molto male da questo esecutivo. C è un impegno anche puntiglioso rispetto a ciò che abbiamo dovuto vedere in questa nostra terra negli ultimi quarant'anni ad onta di leggi e di normative». Per Loiero «un territorio così sovrumanamente bello è stato oggetto di un' idea di anarchia e di violenza che non possiamo accettare. Noi, come Giunta, su questo saremo molto perentori perché c'è al nostro interno su questi temi una sensibilità straordinaria».
I concetti espressi dal presidente Loiero sono stati condivisi da tutti i partecipanti alla cerimonia: si è parlato di «segnale importante» ma anche di «avvio di un'inversione di tendenza». Ed infatti dopo 30 anni si potrà mettere la parola fine all'"ecomostro", un complesso edilizio realizzato a ppchi metri dalla battigia e nelle immediate vicinanze dei luoghi cassiodorei.
Come accennato, alla demolizione farà seguito una fase di riqualificazione attraverso un concorso di idee - che sarà indettò dal Comune di Stalettì - per il recupero di un' area di notevolissimo pregio. «E una bruttura che si elimina in una
zona di pregio della costa calabrese - ha detto l'assessore regionale all'Urbanistica, Michelangelo Tripodi - ma l'azione di salvaguardia e tutela va assunta in tutte le aree di particolare eccellenza della regione. A partire da Copanello, dunque, si dovrà agire per la valorizzazione dei territori e la lotta agli altri ecomostri».
«Per la prima volta in Calabria - ha fatto eco Tommasi - il Sistema Ambiente è al primo posto nell'agenda politica. La legge urbanistica trova oggi piena compiutezza così come si ha una conferma tangibile dell'impegno concreto dell'esecutivo calabrese su questi temi».
Per Cecati «è netta da oggi l'inversione di tendenza importante impressa alla gestione di queste problematiche. Tanto più significativa se legata all'attuazione della legge di governo del territorio che la Calabria si è data e che non ha nulla da invidiare alle legislazioni di altre regioni».
«Sono trent'anni - ha sostenuto il sindaco Narciso - che si trascina questa vicenda con una sostanziale latitanza di tutte le istituzioni. Sull'area dell'ecomostro - ha sottolineato il primo cittadino di Stalettì - non è stata data alcuna concessione edilizia e malgrado questo nessuno ha avuto la forza di fermare la costruzione. Adesso, però, la sola demolizione non basta. Bisogna agire per recuperare l'area dal punto di vista archeologico e paesaggistico».



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