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Quel che resta dellAmbiente
Vittorio Emiliani
02 aprile 2006, L'Unit

N elle ultime ore della campagna elettorale il governo Berlusconi sta firmando di tutto, distribuendo milioni di euro a pioggia. Luned scorso il sottosegretario Gianni Letta ha firmato con Impregilo il contratto da 3,9 milioni di euro per la progettazione definitiva ed esecutiva nonch per la realizzazione del tanto discusso (e avversato) Ponte sullo Stretto. Il progetto definitivo dovr essere esaminato dal Cipe e per, se respinto, bisogner pagare sonori rimborsi per le spese sin qui sostenute dal consorzio. Se poi i lavori dovessero iniziare formalmente, la penale scatterebbe a ben 300 milioni di euro. Poich il programma dellUnione non prevede fra le opere strategiche il Ponte, correttezza voleva che, per questa firma, Palazzo Chigi attendesse il risultato del 9-10 aprile.

Siamo di fronte ad una evidentissima forzatura. Che non isolata. Il governo ha partorito di corsa, in vista del voto, un altro Codice, stavolta sugli appalti. Esso piace molto ai costruttori, mentre viene giudicato assai negativamente dalle Regioni e dalle associazioni ambientaliste. Si ripete dunque lo schema della legge delega ambientale fermata dal presidente Ciampi per alcune richieste di chiarimento, di forma e di merito, legate soprattutto al rapporto Stato-Regioni? probabile. Certo, il governo della devolution, tanto strombazzata da Bossi, continua a comportarsi nel modo pi autoritariamente centralista saltando a pi pari le competenze delle Regioni, in queste materia decisamente rilevanti. Come ha puntualmente rilevato il Consiglio di Stato, un altro organismo di controllo decisamente fastidioso per Berlusconi. Questo Codice degli appalti cancella praticamente le garanzie della legge Merloni approvata, non a caso, subito dopo Tangentopoli ed tutto allinsegna della flessibilit, della eliminazione di paletti di garanzia. Oltre a risultare, in taluni punti, piuttosto confuso. Comunque corrisponde alle migliori aspettative degli immobiliaristi fra i quali, del resto, il presidente del Consiglio nato e cresciuto come imprenditore. La Merloni poteva venire modificata sulla base dellesperienza, ma cos viene azzerata. Il governo di centrodestra, nei giorni scorsi, ha presentato con alcuni anni di ritardo quel Rapporto sullo stato dellambiente, ricco, fra laltro, di dati fermi al 2001 per i quali ilministro Matteoli non ha alcun merito.Dal centrosinistra e dalle associazioni sono venute puntuali e pungenti contestazioni fattuali: fondi per lambiente tagliati del 27 per cento, zero euro per la lotta allo smog, emissioni inquinanti aumentate del 12 per cento rispetto al '90 (con le centrali a carbone galopperanno), condoni per 40 milioni di mc abusivi, fonti energetiche rinnovabili ferme al 5 per cento, ecc. Queste e altre contestazioni sono documentate in un ampio volume del Wwf Italia, curato da Gaetano Benedetto, Politica e ambiente: bilancio della legislatura 2001-2006, Edizioni Ambiente, pag.382. Autentico manuale dei regressi di ogni sorta patiti in questi cinque anni dal prezioso ambiente italiano per il quale, dagli anni 80 in qua, robusti passi avanti erano stati invece compiuti. Cominciamo dalle Grandi Opere tanto vantate e rimaste, per fortuna dellItalia, in buona parte sulla carta: in alcuni casi mancavano le analisi che avrebbero dovuto costituire il presupposto stesso dei progetti preliminari, scrive Benedetto nellintroduzione. La strategia di governo non ha poi tenuto conto di dati economici di base: per esempio che il 75 per cento del traffico autostradale locale, si limita ad un massimo di 100 chilometri, per cui c bisogno semmai di potenziare le strade, essendovi gi in Italia 22,8 chilometri di rete autostradale ogni 100 chilometri di rete stradale (media europea molto pi bassa: 13,2 chilometri). Tanto meno ha tenuto conto del fatto che ferrovie elettrificate e a doppio binario coprono da noi il 34 per cento della rete, contro il 43 per cento di quella tedesca e quasi il 45 di quella francese. Col Sud e coi pendolari trattati peggio di qualche decennio fa. Maveniamo allo strategico protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Il governo Berlusconi in netto ritardo e, col decreto sblocca-centrali del ministro Marzano, ha semplificato le procedure per decine di nuove centrali elettriche che produrranno 12.000 megawatt (le tanto ricordate importazioni si fermano a 6.000 megawatt), con un forte incremento delle emissioni inquinanti. Bisognerebbe puntaremaggiormente sulle fonti rinnovabili (eolico, biomasse, solare e fotovoltaico, ecc.) di cui il programma del centrodestra sullenergia praticamente non parla e su di una rinnovata politica di risparmio energetico. Qui Benedetto produce un dato clamoroso: intervenendo sullefficienza (cio sul sistema di utilizzo dellelettricit, dalle industrie agli elettrodomestici di casa) si potrebbe recuperare il 47 per cento dei consumi energetici, oltre 10.000 megawatt . Basterebbero incentivi mirati in tale direzione per un risparmio gigantesco di emissioni. Veniamo ai parchi. Matteoli dice di aver aumentato lestensione delle aree protette. Operazioni compiute per lo pi dalle Regioni, avendo il suo ministero seminato di gestioni commissariali, e di presidenti col solo titolo di merito della tessera di An, i Parchi Nazionali di mezza Italia ed affermato pi volte il principio-guida secondo il quale essi devono venire sfruttati economicamente, magari anche a fini venatorii. La conservazione della natura sembra quasi un corollario del lavoro e non la mission degli enti parco , scrive il segretario generale aggiunto del Wwf Italia.Non che non ci debbano essere ricadute anche economiche, ma la salvaguardia del patrimonio forestale, naturalistico, delle mille emille biodiversit della flora e della fauna devono precedere ogni pur corretto business. La Corte costituzionale ha definito con grande chiarezza lambiente elemento determinante della qualit della vita, valore primario ed assoluto, bene unitario che va salvaguardato nella sua interezza , non suscettibile di essere subordinato ad altri interessi . Ripercorrendo la cronaca di questo nero quinquennio, la vicenda dei condoni, della vendita delle spiagge demaniali, dellabbassamento dei livelli di guardia per i rifiuti e per l'inquinamento, si ha la percezione angosciante che questi concetti-cardine della Costituzione formale e materiale siano stati considerati dal governo parole al vento, anzi precetti ostili e molesti.



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