L'INTERVISTA. Bottini: «Salveremo Palazzo Altemps» R.Tro. Messaggero - Roma, 31/03/2006
Palazzo Altemps, il tempo stringe. Ottimismo e allarme si mescolano in giornate convulse. E' anche colpa del fatto che la notifica della transazione in atto è arrivata a un ufficio sbagliato del ministero. E così si è perso un mese. La parte ancora privata del gioiello rinascimentale non finirà in mano a un gruppo di imprese private: il sopritendente archeologico Angelo Bottini, si dice «moderatamente ottimista». Se non altro per l'impegno e il«coivolgimento del ministro Rocco Buttiglione». al quale da tempo ha confidato l'importanza di acquisire quell'ultimo lato del palazzo. Al ministero si stanno tentando tutte le carte possibili per far sì che ciò non avvenga, per far sì che lo Stato possa esercitare il diritto di prelazione e vanificare la vendita appena avviata da Confcooperative per 27.6 milioni di euro a un gruppo di società. Purtroppo i fondi vanno trovati entro poco più di un mese. Questo ha allarmato non poco il sindaco Walter Veltroni che ieri ha scritto al ministro Rocco Buttiglione per «esprimere preoccupazione per il destino di Palazzo Altemps», visto che «restano poco più di tre settimane perché la Soprintendenza regionale eserciti il diritto di prelazione sulla parte dell'immobile acquistato da alcune società private le cui intenzioni sono tutt'altro che chiare». «Sarebbe davvero grave - ancora il sindaco - se per incuria o calcolo, l'alienazione a privati dell'ala non acquisita al patrimonio pubblico compromettesse il progetto del polo museale e chiudesse per sempre ai cittadini una parte essenziale di un bene che la città, a buon diritto, considera suo. La prego signor ministro di intervenire con urgenza». Appello analogo arriva anche dalla deputata ds, Giovanna Melandri, dal presidente di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, e dai senatori della Margherita, Alessandro Battisti e Luigi Zanda. «Il problema non è l'interesse, che esiste ed è forte, da parte nostra e soprattutto del ministro - ancora Bottini - tantomeno la volontà. Esiste solo il problema economico: il ministro ha interessato il Demanio dello Stato, tutti ora confidiamo che possa essere quest'ultimo l'elemento trainante della transazione. E' necessario che il Demanio faccia questo sforzo economico. Per il resto, siamo tutti d'accordo». Nessuno scandalo, però. Bottini frena le polemiche: «Siamo in un paese a economia capitalistica, i privati hanno tutto il diritto di acquistare quei beni sottoposti a vincoli che lo Stato non è in grado di tenere». Il diritto di prelazione spetta anche agli enti locali: per questo ieri la Direzione regionale per il Lazio, diretta dall'architetto Luciano Marchetti, ha inviato a Comune, Provincia e Regione, la notifica. Se sono interessati all'acquisto hanno 30 giorni di tempo per farsi avanti. «Stiamo cercando di recuperare sui tempi - spiega Marchetti - siamo con l'acqua alla gola. Perché la notifica ci è arrivata due giorni fa: trenta giorni fa era pervenuta in un ufficio sbagliato. Il ministro è ben cosciente della necessità dell'acquisto, aspetta solo che il Demanio o il ministero del Tesoro gli diano l'ok per esercitare la prelazione». «Non dubitiamo che venga esercitato il diritto di opzione anche perché tale operazione è oramai parte integrante delle intese con il Ministero dell' Economia e con l'Agenzia del Demanio per la valorizzazione ed il riutilizzo del patrimonio pubblico -interviene l'assessore al Patrimonio, Claudio Minelli - Mi sembra infatti utile ricordare a tutti che presso questa porzione del prestigioso immobile troverà collocazione finalmente adeguata il Museo geologico romano e che tale impegno è contenuto nell'accordo di programma già approvato dal consiglio comunale e che Regione e Comune si accingono concludere e ratificare nei prossimi giorni».
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