Appello per l'acquisto di palazzo Altemps Mariagrazia Gerina l'Unità - Roma, 31/03/2006
Il sindaco scrive al ministro Buttiglione contro il rischio che l'edificio finisca in mano ai privati NEL PALAZZO la collezione di sculture romane Boncompagni-Ludovisi, nell'ala non acquisita previsto il museo geologico. Lo Stato non ha ancora esercitato la prelazione
Una società privata ha già firmato il rogito
Una lettera del sindaco Walter Veltroni indirizzata al ministro Rocco Buttiglione e molti altri accorati appelli lanciati da politici e associazioni per salvare Palazzo Altemps, lo storico palazzo vicino a piazza Navona che ospita la collezione Boncompagni Ludovisi. L'ala non ancora utilizzata infatti rischia di finire in mano ad alcune società private «le cui intenzioni sono tutt'altro che chiare», come scrive Veltroni. «La prego, gentile Ministro, di intervenire con urgenza, nel tempo brevissimo che ancora resta, per impedire che interessi privati, magari di carattere speculativo, prevalgano sugli interessi della città e sulle ragioni della cultura», recita la lettera indirizzata a Buttiglione: «L'acquisizione di Palazzo Altemps è stato un segnale molto importante. Sarebbe davvero grave se, per incuria o calcolo, l'alienazione a privati dell'ala non acquisita al patrimonio pubblico compromettesse il progetto del polo museale e chiudesse per sempre ai cittadini una parte essenziale di un bene che la città, a buon diritto, considera suo». In autunno lo Stato si era informato sulle possibilità di accedere al credito necessario per l'acquisto della parte del palazzo rimasta ancora privata. Costo 27,6 milioni di euro. Poi, più di un mese fa, è spuntato un gruppo di otto società, con il nome «Giglio srl» e con poche settimane di vita alle spalle, che in data 22 febbraio hanno firmato il rogito. Tuttavia, lo Stato ha ancora sessanta giorni di tempo per esercitare il suo diritto di prelazione. Peccato che ci siano volute quasi quattro settimane perché l'avviso del rogito avvenuto, passando di ufficio in ufficio, potesse giungere fino alla Soprintendenza del Lazio, deputata ad avviare la procedura per la prelazione. Risultato: ora c'è tempo solo fino al 23 aprile. «Non capisco i motivi dell'allarme: siamo nell'ambito dei tempi tecnici perché Io Stato possa esercitare il suo diritto di prelazione», invita alla calma il soprintendente archeologico di Roma Angelo Bottini, ricordando che «dal momento che si tratta di una cifra onerosa e di un cospicuo impegno da parte dello stato, la valutazione va fatta dall'autorità politica». L'allarme invece c'è e sono in molti a rilanciarlo, dai Verdi a ItaliaNostra, dall'assessore capitolino al Patrimonio all'ex ministro Giovanna Melandri, che ricorda «la Domus Aurea, il taglio dei fondi per l'archeologia, il rallentamento dei cantieri del Maxxi» e avverte: «Il ministro Buttiglione dia un segno di vita. Il Ministero dei Beni Culturali fa sapere che «spera fortemente in una generosa collaborazione del demanio». Il ministro Buttiglione - si apprende - «è profondamente toccato dalla questione, si sta dando da fare e spera al più presto di poter dare una risposta».
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