Mose. Il Cipe pronto a finanziare 500 milioni a 10 giorni dalle elezioni. La Soprintendenza boccia le opere di "abbellimento" Liberazione 30-MAR-2006
II Mose continua a incassare bocciature. L'ultima viene dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Archeologici del Veneto, chiamata a giudicare le cosiddette opere di abbellimento progettate dalla facoltà di Architettura di Venezia per attutire l'enorme impatto estetico e paesaggistico delle paratie mobili: parcheggi, un ristorante, bastioni attrezzati, il museo dei Mose a Punta Sabbioni, i giardini attrezzati, i percorsi ciclopedonali, le terrazze a mare a San Nicoletto (Lido). Le opere erano state commissionate allo luav (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) dal concessionario unico del Mose per lo Stato, ìl Consorzio Venezia Nuova, e sarebbero costate 650 milioni di euro. Tutti soldi pubblici. Come sono pubblici i soldi che in questi giorni il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) è in procinto di versare al Consorzio Venezia Nuova per il proseguimento dell'opera: 500 milioni. «E questo a pochi giorni dalle elezioni politiche che potrebbero mandare al governo uno schieramento diverso, contrario alla Legge Obiettivo», commenta l'Assemblea Permanente No Mose.
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