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Come tutelare l'estetica dei palazzi di pregio
Manuela Scopone
Messaggero Casa 25/3/2006

Passeggiare nelle vie della Capitale e ammirare monumenti e bei palazzi un piacere talvolta compromesso dalle brutture, pi o meno riconoscibili, fatte a danno di alcuni stabili: insegne commerciali troppo vistose, massicci motori dei condizionatori sotto le finestre, tende e serramenti in materiali e colori spaiati. Ma anche canne fumarie mal fatte o scritte storiche bistrattate. Insomma i problemi legati al decoro di un edificio sono molti e spesso disattenzione e sciatteria fanno pi danni della volont. Cerchiamo di fare il punto su alcune di queste problematiche, a partire dagli effetti collaterali legati all'installazione di una canna fumaria da parte di ristoranti o bar in quei condomni dove coesistono anche abitazioni. La convivenza in questi stabili misti non gi di norma cosa facile e le controversie legate alle canne fumarie riguardano soprattutto l'aspetto architettonico dell'edificio.
Tutela dei decoro L'estetica e l'armonia architettonica di uno stabile sono un valore non solo per chi vi abita, ma per tutta la collettivit e non sempre vengono adeguatamente considerate: Se si sta valutando, ad esempio, la realizzazione di una canna fumaria - spiega il presidente Anaci - bisogna anzitutto vedere se c' un cortile interno e soprattutto il tipo di fabbricato, se di un pregio architettonico particolare oppure no. Il fastidio, infatti, soprattutto estetico, perch il fumo, se la canna arriva fino al tetto ed fatta a regola d'arte, non crea disagio a nessuno. Tale questione, inoltre, si sta aggravando con i distacchi di alcuni condmini dall'impianto termico centralizzato per la costruzione di un impianto individuale, che ha ovviamente bisogno di una sua canna fumaria, e ci consentito dalla recente giurisprudenza. Il problema della tutela del decoro dell'edificio, della signorilit, della tranquillit -aggiunge Gerosa - va valutato dal magistrato, zona per zona. E' assurdo installare una canna fumaria, magari moderna in alluminio non rivestita, in una zona di particolare pregio. Ed solo il magistrato a deciderlo: le sentenze, quindi, possono variare a seconda del giudizio. Inoltre - continua quando si richiede la Dia (la Dichiarazione di inizio attivit), gli Uffici tecnici dei Municipi, di norma, chiedono una liberatoria del condominio o dell'amministratore. E' bene, quindi, che l'amministratore riunisca un'assemblea e faccia deliberare in merito.
L'assemblea decide La palla, quindi, passa all 'assemblea di condominio: L'amministratore deve garantire un armonico godimento per i diversi condomini, ma in questo caso l'interesse economico tra esercizi commerciali e abitazioni del tutto contrapposto. E' difficile, tuttavia, che un'assemblea condominiale autorizzi la posa in opera di una canna fumaria, prosegue Gerosa Le controversie, infatti, sorgono con maggior frequenza quando ne esiste gi una e si verifica un cambio di gestione nell 'attivit commerciale. In che senso? Pu capitare che un locale abbia la possibilit di utilizzo di una canna fumaria ma, per svolgere la propria attivit, non la debba utilizzare, come ad esempio, un parrucchiere. A un certo punto, cambia la gestione e il locale viene affittato ad un pub che, ovviamente, utilizza la canna fumaria a pieno ritmo. Scoppiano cos le liti: e un condomino che magari aveva acquistato un appartamento l'anno precedente, sapendo che sotto casa c'era un parrucchiere, di l a poco si ritrova il pub. Ecco allora le rivendicazioni per il diritto al riposo e alla salute. Il problema che c' una carenza legislativa, un codice civile vecchio e regolamenti contrattuali vecchi, non modificabili se non con l'unanimit dei consensi. Pertanto se si abita in uno stabile attempato e ci si trova ad avere un regolamento dei primi anni del '900 e un amministratore improvvisato non se ne viene a capo: si far riferimento sempre a tale regolamento e chi ha interesse a non far installare la canna fumaria voter sempre contro la sua modifica.
Regole e regolamenti
Se un'attivit commerciale necessita dunque di una canna fumaria per lo smaltimento dei fumi pu realizzarla, purch rispetti precise regole. Le canne fumarie possono essere installate a fianco di un muro perimetrale dello stabile (come previsto dall'alt. 1102 del C.C.), oppure inserite nel lastrico solare del condominio, sempre che questo non provochi problemi alla consistenza del muro o alla stabilit dell'immobile. In condominio - afferma Carlo Parodi, presidente provinciale Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) - in genere, si affronta il problema dell'utilizzo delle canne fumarie da parte degli esercizi commerciali, quando queste vanno a danneggiare gli altri condmini come emissioni, soprattutto se la canna fumaria non stata costruita a regola d'arte, oppure, se posta in facciata, dal punto di vista del decoro architettonico. Cosa pu fare un condomino che si senta danneggiato dalla costruzione o dal funzionamento di una canna fumaria? Bisogna vedere anzitutto se il regolamento di condominio contrattuale dispone o no il divieto di posa in opera della canna fumaria, precisa Fabio Gerosa, vicepresidente Anaci provinciale e consulente condominiale nel V Municipio, (ricordiamo che molti sono gli sportelli di condominio istituiti presso i Municipi della Capitale, dove possibile ricevere consulenza gratuita in materia condominiale). Spesso, per, quando ci sono esalazioni maleodoran-ti o rumori emessi da un'attivit commerciale, il condomino ha le mani legate: per avere la soluzione attraverso il giudice, e la definizione del danno subito, deve andare in causa, accollandosi costi e rischi.
I palazzi con iscrizioni latine Un'altra problematica, attinente al decoro architettonico, poco nota e per questo ancor pi trascurata, quella relativa alle iscrizioni in latino poste sulle facciate degli stabili. La ristrutturazione delle facciate di molti stabili della Capitale ha messo in evidenza alcune iscrizioni in lingua latina che, oltre a impreziosire gli edifici, stimolano una riflessione sulle epoche passate. Ma tali fregi invece di essere messi in risalto e considerati un punto di forza dello stabile, subiscono soprusi di ogni genere. C' un palazzo all'angolo tra via Castelfidardo e via Cernia - commenta Parodi - che ha una iscrizione latina posta sopra i negozi che cinge addirittura tutto il fabbricato. Questa scritta, tra l'altro, di una modernit sorprendente, visto che racchiude alcuni tra i principi basilari della bioarchitettura. E recita cos: "Sono questi i criteri di costruzione: innanzitutto la scelta di una sana esposizione che non affacci su lati freddi, n troppo caldi; solidit delle fondamenta e nella saldezza dell'edificio, una comoda distribuzione dell'elegante architettura e poi un conveniente accordo tra gli abitanti". Su tale scrittasottolinea il presidente Anaci - il ristorante sottostante ha posizionato due condizionatori: scarsa la sensibilit di chi l'ha fatto e anche dell'amministrazione comunale che l'ha consentito. Un altro esempio quello di Via Vittorio Veneto, dove c' un palazzo con la scritta "Roma lenta quia eterna" ovvero "Roma lenta perch eterna". Oppure un altra dicitura, di buon auspicio per una convivenza condominiale senza liti, richiamata in Via Nemorense, dove si legge: "Allegra la casa, allegri gli abitanti". In Via degli Appennini, invece, si trova: "Con la concordia crescono piccole cose, con la discordia le pi grandi vanno in rovina". Ma come tutelare tali pregi? Si parte sempre dal ricorso dei cittadini all'amministrazione locale - aggiunge Parodi - specialmente se a farlo un nuovo condomino.



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