"Quante storie nella storia" 19-25 marzo Anna Anselmi Libertà, 14/3/2006
Dal 19 al 25 marzo quinta edizione della Settimana della didattica "Quante storie nella storia"
Dal 19 al 25 marzo torna Quante storie nella storia, quinta Settimana della didattica in archivio, iniziativa di carattere regionale, con la quale archivi pubblici, privati ed ecclesiastici aprono le loro porte anche ai non addetti ai lavori per mostrare l'importanza della ricerca documentaria e dell'opera di conservazione delle fonti antiche. A cura delle Soprintendenze dell'Emilia Romagna archivistica e per i beni librari, di Anai Emilia Romagna, in collaborazione con il Settore formazione del Comune di Piacenza, nella nostra città L'officina della storia vedrà protagonisti l'Archivio di Stato e il Collegio Alberoni, attraverso un percorso guidato sul tema dell'insegnamento nel passato. Ieri mattina l'iniziativa è stata presentata dal direttore dell'Archivio di Stato, Gian Paolo Bulla. Tre le visite guidate gratuite (della durata di un'ora e mezzo circa) previste: all'Archivio di Stato (al secondo piano di Palazzo Farnese) mercoledì 22 marzo alle 16.30 e sabato 25 marzo alle 10.30, mentre al Collegio Alberoni l'unica tappa sarà giovedì 23 marzo alle 15, con ritrovo all'ingresso di via Emilia Parmense, 77. All'Archivio di Stato verrà allestito per l'occasione un singolare museo "didattico e della didattica", grazie a oggetti (proiettori, dischi, libri, carte tematiche) acquisiti dalle scuole, che raccontano come avveniva la trasmissione della conoscenza nel secondo dopoguerra. «Mostreremo inoltre - ha annunciato Bulla - una raccolta di disegni tecnici, depositati da Giuseppe Fiorentini, ex insegnante dell'itis, e i testi scolastici della prima metà del '900 donati dal pedagogista Daniele Novara». Lo scrittore e giornalista Enio Concarotti porterà la sua testimonianza su un maestro di altri tempi, raccolta nel libro L'uomo che inventò se stesso (2003), alcune copie del quale saranno donate agli intervenuti. Sull'Archivio del Collegio Alberoni è intervenuto Ugo Bruschi, giovane archivista impegnato in quell'operazione estremamente delicata e di grande responsabilità che è il riordinamento di un archivio, oltretutto ricco, complesso e stratificato, qual è quello dell'istituzione di San Lazzaro per la formazione del clero. «Mi sono occupato del riordino dell'Archivio del cardinale Giulio Alberoni e dell'Archivio vero e proprio del Collegio, fino al 1815. Si vedrà dunque una parte di archivio ordinata e un'altra ancora allo stato brado. Sul materiale relativo ai corsi di insegnamento, i tesari, sta lavorando Lucia Rocchi». E' lei ad aver avuto un ruolo essenziale nel nuovo corso dell'Archivio del Collegio Alberoni, come si legge sull'ultimo numero del Bollettino dell'Associazione Alberoniana: «II riordino e l'organizzazione sono iniziati nell'ottobre 2002 per volere di padre Giuseppe Testa e per la disponibilità di Lucia Rocchi, ex insegnante del liceo Gioia che, fresca di pensione, (si) offrì per svolgere un'attività per la quale non aveva competenze specifiche, ma che suscitava senza dubbio il suo interesse». Le intenzioni di provvedere a un riordino Bruschi le aveva espresse già nell'elaborato per il passaggio al secondo anno della Scuola di Archivistica dell'Archivio di Stato di Parma, nell'anno accademico 2002-2003. Responsabile dell'Archivio è oggi il biblista padre Giuseppe Testa, il quale tra i suoi predecessori ha avuto storici che hanno lasciato fondamentali contributi sulle vicende del Collegio e la storia piacentina, come Stefano Bersani, Pietro Castagnoli e Giovanni Felice Rossi.
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