Braidense, la cultura del futuro Federica Serva Avvenire Milano 28/1/2006
Conservazione e specchio della produzione libraria milanese: questo il compito della Biblioteca nazionale Braidense, istituita nel 1770 per volontà dell'imperatrice d'Austria Maria Teresa. Un'istituzione che si è arricchita nel corso del tempo di fondi librari preziosi, diventando una delle più importanti biblioteche italiane, e che soffre particolarmente oggi delle difficoltà di garantire la conservazione e la valorizzazione delle opere. «Partendo anche dai problemi di spazio, risorse finanziarie e personale - afferma il direttore Roberto di Carlo - stiamo compiendo uno sforzo notevole per far conoscere e valorizzare le nostre collezioni. Circa una decina di anni fa sono state introdotte nuove tecnologie per ovviare alla carenza di spazi e per mettere a disposizione, sia a scopo di tutela, sia a scopo di fruizione, la copia digitale del periodico o dell'opera libraria». Ciò ha significato l'avvio di una serie di progetti. Innanzitutto l'Emeroteca digitale, che na portato alla creazione di 1.500.000 pagine digitalizzate di periodici pubblicati tra fine '800-inizio '900, e che rappresenta la più ampia e consultata banca dati italiana del genere, con circa 26.000 accessi nel 2004 e 42.000 nel 2005. Poi l'automatizzazione dei cataloghi. Dal 1994 anche la Biblioteca Braidense è collegata alla rete del Servizio bibliotecario nazionale e di recente ha concluso la riconversione del catalogo dei periodici, ha iniziato l'informatizzazione del catalogo antico e ha avviato l'integrazione dei servizi automatizzati. Da Natale, infatti, è possibile richiedere in prestito un libro dal terminale in biblioteca, una modalità che verrà estesa al servizio di lettura e in futuro anche dal pc di casa, per semplificare e rendere più veloci i servizi non solo per l'utente, ma per l'organizzazione interna del lavoro. Altra iniziativa importante è stata l'apertura nel 2003 della Mediateca di Santa Teresa per la consultazione multimediale. Per gli studiosi e appassionati di musica è stata intrapresa la digitalizzazione delle opere di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. La Biblioteca Braidense, infatti, ha ricevuto in deposito l'archivio Ricordi, cioè tutta la documentazione della casa famosa editrice musicale, e grazie a un accordo con Bmg Ricordi ha reso possìbile la consultazione in sede di partiture, bozzetti, foto. L'iniziativa ha ricevuto il sostegno del Ministero per i Beni Culturali, che l'ha inserita nel progetto Network turistico culturale, insieme con la digitalizzazione della Raccolta drammatica, cioè della collezione di libretti e opere teatrali dei secoli XVI-XIX. L'informatica non è il solo modo per far conoscere il proprio patrimonio. La Biblioteca Braidense continua a organizzare le più tradizionali esposizioni di opere librane e documentali nei propri spazi. La novità del 2006 è che per la prima volta sta ospitando una mostra artistica: gli acquerelli di Antonio Corpora, maestro dell'astrattismo italiano. Un modo per creare integrazione con la vicina Pinacoteca.
Volto moderno, problemi antichi Nonostante la Biblioteca Nazionale Braidense mostri un volto moderno, orientato all'informatizzazione, soffre di problemi antichi: spazi insufficienti, ristrettezze finanziarie, personale ridotto. Il Palazzo di Brera non basta, essendo continuo l'incremento del patrimonio librano, e da anni la Biblioteca ha trasferito una parte dei periodici al Castello di Vigevano e al deposito di Lacchierella, oltre ad aver avviato la riproduzione su microfilm, la digitalizzazione delle pagine e la consultazione on line presso la Mediateca. Tuttavia, occorrerebbero nuove strutture da acquisire tramite iniziative di cui si parla da tempo, come il progetto «Brera in Brera» o la ristrutturazione del complesso la Cavallerizza, oppure con accordi con enti. Lo stesso edificio richiede una ristrutturazione per sistemare i magazzini di deposito, tutelare la conservazione e fruizione del materiale, migliorare le condizioni di chi lavora e di chi frequenta le sale di studio. «Per eventi culturali straordinari -dichiara il direttore Roberto di Carlo - è facile trovare degli sponsor, mentre per l'ordinaria manutenzione è più difficile. I tagli introdotti dalla legge Finanziaria hanno colpito le spese generali, mentre per l'informatizzazione i fondi non mancano». La rigidità del sistema contabile dello Stato non permette di spostare le risorse da una voce all'altra, per cui la Braidense rischia di non riuscire a fare restauro e pulizia dei libri, ma può continuare sulla strada della digitalizzazione. Una situazione non facile per chi ogni giorno è a stretto contatto con le opere e con il pubblico. Nonostante il personale sia il 40% in meno del previsto e 10 persone stiano per andare in pensione quest'anno, la Biblioteca dal 2000 riesce a garantire l'orario di apertura prolungato. «In Lombardia - sottolinea Marina Zetti, responsabile regionale del sindacato Rdb Cub - la situazione dei beni culturali è questa: con istituti che hanno addirittura una carenza del 50% di personale e con circa 200 precari. In Braidense nel 1998 c'erano 128 unità, oggi sono 94 con 5 persone a tempo determinato». Previsioni di concorsi e assunzioni per ora non ci sono. La Finanziaria ha contemplato solo la regolarizzazione delle posizioni esistenti, dei precari.
Formazione sempre più necessaria L'inforrnatizzazione con la relativa riorganizzazione del lavoro per essere davvero efficace richiede formazione, aspetto sul quale il sindacato insiste assieme a quello del riconoscimento della professionalità, anche per i livelli più bassi. Un personale ben preparato, assunto e qualificato, infatti, può offrire un servizio migliore agli utenti della Biblioteca, che nel 2005 sono stati 48.995. Tutto ciò mentre il ministero per i Beni culturali finanzia il progetto della Biblioteca europea di informazione e Cultura (Beic), di cui, secondo le rappresentanze sindacali unitarie della Braidense, non sembra ancora risolto «il nodo cruciale del ruolo che dovrebbe assumere all'interno della rete bibliotecaria già esistente a Milano». |