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Museo Egizio di Torino - San Paolo, assegno da 41 milioni
Laura Carcano
Il Sole 24 ore 26-10-2005 NORDOVEST CULTURA - TEMPO LIBERO





MECENATISMO NORDOVEST - La Compagnia nel 2005 ha investito il 9 per cento in più per l'arte e la cultura

In febbraio sarà finanziata una mostra dedicata al Papiro di Artemidoro per sostenere il Museo Egizio di Torino


Nell'attuale crisi della finanza pubblica, dalla Compagnia di San Paolo arriva ossigeno per la cultura. Soprattutto in Piemonte e al Nord-Ovest, dove la fondazione metterà in campo, in quattro anni, sino al 2008, circa 500 milioni per finanziare, oltre alla ricerca, la formazione, le attività nell'assistenza e nella sanità, anche interventi a favore dei beni culturali e dell'arte.
La logica è quella che ha portato finora a investire nei circuiti: in quello dei Musei del centro storico a Torino, ad esempio, progetto nell'ambito del quale rientra il restauro in corso della facciata e dello scalone di Palazzo Carignano. O di Genova, dove per arte e cultura la fondazione ha stanziato 24 milioni dal '98 al 2005: la Compagnia, in particolare, ha sostenuto la riqualificazione urbana del centro storico medioevale della città e, in occasione di Genova Capitale della cultura 2004, ha finanziato il restauro della Strada Nuova e dei suoi Musei (Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Palazzo Doria Tursi).
La Compagnia affronterà, con altri soggetti, la ristrutturazione e il riallestimento del Museo Egizio, un'operazione da 50 milioni, di cui ha già garantito la metà delle risorse. «Una sfida - annuncia Dario Disegni, responsabile Arte, cultura e beni ambientali della Compagnia di San Paolo - che ci vede impegnati direttamente nella gestione della Fondazione Museo antichità Egizie. Un primo lancio avverrà a febbraio 2006, a Torino, a Palazzo Bricherasio, con una grande mostra che poi approderà in Europa e negli Stati Uniti, dedicata al prezioso "Papiro di Artemidoro", che abbiamo acquisito proprio per l'Egizio». Per la Compagnia, investire in formazione e ricerca risulta strategico anche per una cultura che consolidi competenze "durevoli" sul territorio. «Attraverso la Fondazione per l'arte, ente strumentale, che darà vita nel 2006 a un centro di studi e di documentazione specialistico sul Barocco a Venaria - spiega Disegni - contribuiremo a migliorare i modelli di gestione dei beni museali e culturali nell'area. Anche il Centro per la conservazione e il restauro di Venaria Reale diventerà sempre più un riferimento per il Nord-Ovest».
Il Documento programmatico pluriennale 2005-2008, che determina strategie, programmi e strumenti operativi - recentemente presentato - indica che la Compagnia di San Paolo destinerà il 30% delle risorse all'arte, alla cultura e ai beni ambientali. E investirà fortemente su Torino Capitale mondiale del libro e sul rilancio del Museo Egizio. Lo stanziamento di 132 milioni dell'esercizio 2004 ha sostenuto 721 iniziative, collocando la fondazione tra le prime sei in Europa. Il budget 2005 dovrebbe aggirarsi sui 134,73 milioni, 41 dei quali per il settore beni e attività culturali e arte (erano 38 nelle linee programmatiche per l'anno in corso). Investimenti in crescita del 9,3% rispetto al 2004 (37,5 milioni). Risorse destinate a diventare quasi 43 nel 2006. La crescita della capacità di spesa è stata costante: molto rapida tra il 1993 e il 2000, significativa, ma più contenuta, tra il 2000 e il 2005. «Negli ultimi anni la nostra fondazione - spiega il segretario generale Piero Gastaldo - ha raggiunto un livello di spesa di assoluta rilevanza, sostenibile nel lungo termine in quanto compatibile con il mantenimento del valore reale del patrimonio, passibile di miglioramenti ma, nelle attuali condizioni macroeconomiche, non destinato a crescere in modo particolarmente significativo». Insomma, uno scenario di stabilità. «Nei prossimi quattro anni - continua Gastaldo - agiremo su ricerca e innovazione come fattori precompetitivi e ci focalizzeremo sui nostri diversi enti strumentali, come il SiTi, Istituto superiore sui sistemi territoriali, che la Compagnia ha contribuito a far nascere, favorendone la "cooperazione orizzontale" con altre realtà italiane ed europee».
Dal Documento programmatico 2001-2004 emergono equilibri relativamente stabili tra le grandi aree tematiche in cui, a partire dal 2001, è articolata l'attività istitizionale. Il blocco ricerca-istruzione-sanità, ha inciso per circa il 50% sul totale delle risorse. «In questi anni - spiega Dario Disegni - strategica è stata però anche l'attenzione alla dimensione qualitativa dello sviluppo. All'arte, alla cultura e ai beni ambientali, fattori di sviluppo economico, è andato in media circa il 30% delle erogazioni. Dai 31 milioni del 2001 si è arrivati ai 41 previsti nel 2005. L'impegno della Compagnia, pur non potendo compensare la carenza di fondi pubblici, vuole contribuire a dare certezza, come agli altri, anche a questo settore, su cui si è investito negli anni passati». Il restante 20% dei contributi è andato alle politiche sociali. Equilibri - fa sapere la fondazione ex bancaria - che potrebbero essere confermati anche nella fase che si apre, quella relativa alla programmazione 2005-2008.






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