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FALCONARA: Caserma Saracini depredata, due inchieste
Edizione del 18 febbraio 2005 corriereadriaticonline.it


Si ipotizza un danno erariale di milioni per la scomparsa di mobili e suppellettili e per lavori eseguiti poco prima della chiusura


Dopo la procura militare indaga anche la Corte dei conti

FALCONARA - Sono due le inchieste aperte sul "sacco" della caserma Saracini. Dopo quella avviata da oltre un anno dalla procura militare di La Spezia, anche la Corte dei conti ha aperto un fascicolo in cui si ipotizzerebbe, stando ad alcune indiscrezioni. un danno erariale ingente, addirittura di alcuni milioni di euro. Per cercare di recuperare il "bottino", arredi e suppellettili di ogni tipo, proprio in questi ultimi giorni i carabinieri del nucleo operativo di Ancona stanno svolgendo diverse perquisizioni in depositi e in abitazioni private. Alcuni pezzi sono stati trovati ma la maggior parte dei mobili e degli altri oggetti spariti dall'ex caserma che ospitava l'84 battaglione fanteria "Venezia" finito chiss dove. Nel registro degli indagati della procura militare di La Spezia ci sarebbero iscritti i nomi di sette persone, tra ufficiali e privati.

Sul caso indaga anche la Corte dei Conti. Il danno erariale ipotizzato per il depredamento si aggira attorno a qualche milione di euro. Non solo per l'appropriazione indebita di oggetti che dovevano essere restituiti all'esercito e invece sono scomparsi dalla caserma dopo la chiusura, ma anche alcuni lavori di ristrutturazione sull'edificio che sarebbero stati commissionati ed eseguiti quando era ormai chiaro che da l a poco la struttura militare sarebbe stata dismessa.

Ne ha fatta dunque di strada l'inchiesta partita in seguito ad una denuncia fatta da un maresciallo dell'Arma, un'indagine che il Corriere Adriatico aveva anticipato il 19 gennaio scorso. A destare il sospetto nel carabiniere era stato quel viavai di mezzi militari che, dopo la chiusura della caserma, si avvicendavano nel prelevare e trasportare mobili e suppellettili dall'edificio. Il tutto sulla base di non meglio specificate autorizzazioni sulle quali si sta indagando.

In teoria la mobilia, di propriet del ministero della Difesa, doveva essere consegnata a ai magazzini dello Stato maggiore dell'esercito dove invece non mai arrivata. Da qui la preoccupazione che i beni in realt fossero destinati ad essere rivenduti o, peggio ancora, riciclati. La caserma "Saracini" era stata smobilitata il 22 novembre del 2000 con una toccante cerimonia. Un destino che in quel momento storico aveva accomunato diversi reparti militari. Da quel momento in poi, invece di attendere ed eseguire con rispetto il trasloco dei beni contenuti nello stabile che dovevano rientrare in possesso dello Stato, qualcuno avrebbe pensato bene di svuotare la caserma. L'ipotesi di reato infatti quella di peculato militare. Sull'indagine vige il massimo riserbo. Le bocche sono cucite anche se allo stato dei fatti appare chiaro che la pista investigativa ha preso una direzione ben precisa. Di certo c' che della caserma "Saracini" resta soltanto lo scheletro. Chi ha depredato l'edificio infatti non ha dimenticato praticamente nulla.

CATERINA CANTORI

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I carabinieri hanno recuperato a Serra de' Conti mobili e altro materiale scomparso dopo la chiusura

Saracini, ritrovata la cassaforte
Ancora sequestri dopo il saccheggio dell'ex caserma

FALCONARA - Dalla caserma messa in congedo s'erano portati via anche una cassaforte. Vuota. L'hanno ritrovata i carabinieri del nucleo operativo che da mesi stanno indagando sul saccheggio della ex Saracini, su delega della procura militare di La Spezia. Era a Serra de' Conti, in casa di un commerciante, insieme ad altro materiale (tavolini, lenzuola coperte e altre suppellettili) che dovrebbe avere la stessa provenienza: l'ex sede dell'84 battaglione "Venezia", di stanza a Falconara fino a tre anni fa. Rastrellano qua e l, i detective, recuperando il recuperabile di quel "sacco" milionario su cui stanno indagando la procura militare e la Corte dei conti. I carabinieri lavorano per ricostruire cosa accadde nei mesi successivi all'ammaina bandiera del novembre 2000, quando se ne and il battaglione di fanteria.

Sono partiti dai dintorni della caserma Saracini, racimolando nel giardino di un'abitazione vicina tre vecchi armadietti in dotazione al centro addestramento reclute che ospitava un migliaio di militari. E negli ultimi giorni, seguendo il filo di testimonianze e riscontri, i carabinieri sono arrivati fino a Serra de' Conti, dove vive e lavora un commerciante segnalato come possibile destinatario o acquirente della merce. E' li che hanno sequestrato mobili e altro materiale, tra cui sembra anche una cassaforte che dovrebbe provenire dalla dotazione dell'ex caserma dell'esercito.

Ben poca cosa, rispetto alla razza che sarebbe stata fatta nell'ex caserma. Un vero e proprio depredamento, secondo le ipotesi della procura militare, secondo cui stato sottratto praticamente di tutto: tendaggi, arredi militari, infissi alle finestre, canali di scolo, fornelli e marmittoni di una mensa seminuova. Tutta roba che dopo la smobilitazione della "Saracini" sarebbe dovuta tornare nei magazzini dello Stato maggiore dell'esercito, dove invece non mai arrivata. Da qui la domanda: chi ha smontato la caserma e se l' portata via a pezzi? Il falconarese che aveva nel giardino i tre armadietti, che abita nei pressi del depuratore, racconta di aver visto dei camion militari fare diversi viaggi alla fine dell'anno scorso. La procura militare di La Spezia ha aperto un'inchiesta gi dal gennaio scorso. L'ipotesi di reato peculato militare e nel registro degli indagati sarebbero iscritti sette nomi di persone, tra ufficiali e privati. In particolare l'attenzione s' concentrata sui militari dell'ufficio stralcio, che avrebbero dovuto gestire la dismissione della caserma e il recupero del materiale in dotazione all'ex 84 battaglione di fanteria. Che ha salvato la bandiera, custodita a Roma nel museo dell'esercito, e poco altro.

LORENZO SCONOCCHINI






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