LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

29 /04 /2003 Itinerari ad arte per non turisti
Matteo Chini
Il Manifesto, 29 aprile 2003

«Networking», un progetto in Toscana a cura di Marco Scotini. Con interventi sul territorio di artisti come Mechac Gaba che ha presentato la sua «Summer collection», riciclaggio di abiti donati all'Africa dai paesi ricchi. O la ricognizione video-fotografica degli Stalker nel porto di Livorno.

«Scultura sociale» era il nome che Joseph Beuys aveva dato ai suoi rivoluzionari interventi nel «campo allargato dell'arte». Con questa espressione l'artista tedesco richiamava la pratica dell'arte al dovere di una trasformazione integrale della società, dall'economia all'agricoltura, dalla tecnologia all'urbanistica. Una estetica fortemente «politica» che ha fatto scuola dando il via ad operazioni artistiche di tipo relazionale, ad un'arte di denuncia e di proposta indirizzata all'analisi delle strutture della realtà sociale oppure ad innescare processi di comunicazione orizzontale e democratica.Da allora in poi numerosi artisti hanno operato in questo solco usando insieme a quelli tradizionali gli strumenti dell'antropologia, dell'urbanistica e della sociologia. Un effetto che risulta ancora più spiazzante quando scava impietosamente nelle crepe di una realtà che diamo per acquisita in tutta la sua rassicurante apparenza, come può essere considerato in Italia il caso della Toscana. Questa regione infatti è riuscita a presentare il suo ben oleato sistema museale ed un paesaggio massicciamente gentryficato, nella forma della patinata confezione di un pacchetto turistico a tre stelle, una Disneyland rinascimentale che poco ha a che fare con la reale esistenza dei suoi abitanti. Networking - progetto curato da Marco Scotini, uno dei più interessanti tra i nuovi curatori italiani - ha perciò il grande merito di rivelare il non-luogo globalizzato che si nasconde nelle periferie e lungo le strade meno reclamizzate dai dépliant turistici. Punto di forza dell'operazione i cinque workshop tenuti da artisti di livello internazionale che hanno lavorato in simbiosi con una settantina di giovani artisti selezionati. La precedenza va però alle conferenze di Town Meeting che hanno ospitato tra gli altri Lorenzo Tripodi di Ogino:knauss e il gruppo tedesco Park Fiction. Esse hanno mostrato l'architettura nascosta della città e di una Firenze che è stata definita da Giancarlo Paba «insurgent city». Un luogo in rapida trasformazione, immerso in crescenti problemi di convivenza e riorganizzazione dello spazio urbano (e quindi sociale) ma incline a nascondersi sotto il coperchio ermetico di comodi stereotipi.

L'artista africano Mechac Gaba ha evidenziato questo aspetto proponendo una sfilata di assurdi capi d'abbigliamento formati da vestiti africani e occidentali cuciti insieme. La sua «Summer Collection» - in Africa infatti vi è una sola stagione, l'estate - si fonda sulla pratica del riciclaggio degli abiti donati dai paesi ricchi. Un modo per richiamare «la città della moda» al confronto con le diversità culturali portate da tutte quelle nuove comunità che la stanno velocemente riplasmando.

A Livorno invece gli italiani Stalker hanno messo l'accento sul conflitto tra alcuni elementi tradizionali della città (le livornine, il caciucco, il libeccio) e le violente trasformazioni provocate dalla demolizione di edifici da tempo inseriti nel tessuto nevralgico del porto. Stalker ha operato su più fronti: un'avventurosa ricognizione video-fotografica «in situ», una spiazzante conferenza stampa in barca e l'allestimento ai Bottini dell'Olio - là dove in passato ne era stato attrezzato uno per davvero - di un inquietante campo profughi in cui le camerate, separate da semplici lenzuola bianche, erano illuminate da torce elettriche e candele.

Ma le città della Toscana sono anche luoghi che hanno spesso perduto la loro dimensione umana e conviviale, in cui piazze e strade tendono ad essere attraversate rapidamente dai turisti ma non riescono ad essere vissute come spazi di socializzazione per la gente. Di qui l'intervento di Bert Theis a Monsummano dove l'artista ha aperto una succursale del suo «ufficio per la trasformazione urbana» (OUT) e ha proposto il riuso pubblico di una piazza poco frequentata perché assediata dal traffico.

Un tema costante anche nel lavoro dei fiorentini Svarnet che vi hanno accumulato oggetti presi dalle case degli abitanti e che alludono ad un poetico addomesticamento del luogo nel cuore caotico del paese. Critico nei confronti dell'ottimismo dell'arte pubblica, il cubano Carlos Garaicoa ha preferito sabotare l'antico mercato del pesce di Siena mediante la pratica individuale del racconto privato. La forma chiusa - «a tartaruga» - di questa architettura diventa allora la metafora di un modo di abitare e di fare arte inautentico e come tale sanzionato da un corpo speciale di «vigili dell'arte pubblica».

I danesi Superflex hanno infine svolto un'indagine sulla globalizzazione dei beni di consumo. Alla standardizzazione pervasiva del mercato hanno risposto detournandone i prodotti attraverso pratiche artigianali e reimmettondoli in una sorta di circuito commerciale autogestito. Il loro «Bonus Bar» - che premiava con una birra il raggiungimento di 20 euro di incasso - è stato il fulcro di Networking city, «la città della gente», allestita da tutti gli artisti presso gli spazi archeo-moderni degli ex-Macelli di Prato. Questo straordinario «condominio temporaneo» - visitabile fino al 31 maggio - si è inaugurato tra i giochi pirotecnici del gruppo albanese Gangs of T come la festa di un'arte coraggiosamente «in trincea» che non rinuncia però al gusto del gioco e dell'ironia.

L'enorme cantiere pubblico composto di mercati coperti, infopoint, aree di accoglienza, dormitori, peep-show, bacheche di messaggi è stato animato dal viavai di performers, di musicisti e di tutti i giovani artisti toscani partecipanti molti dei quali di origine straniera.

A poca distanza da quella stessa città che aveva blindato le sue vetrine durante i giorni del Social Forum, essi hanno aperto alcune di quelle che Naomi Klein ha chiamato «finestre del dissenso», risignificando la loro azione artistica come strategia di opposizione al sistema culturale e a quello assai più insidioso della consuetudine



news

28-08-2021
Allarme Archivio Centrale dello Stato. La petizione disponibile su change.org

22-07-2021
Corte costituzionale: sentenza su beni paesaggistici

20-07-2021
Piano strategico grandi progetti beni culturali: raccomandazioni sul decreto per la rimodulazione 2020

18-07-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 Luglio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

Archivio news