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Un nuovo codice per gli appalti. Il CDM ha avviato l'esame del decreto che adegua l'Italia alla normativa europea.
Andrea Mascolini
ItaliaOggi - Pubblica Amministrazione 31/12/2005






Licitazioni private con forcella, contraddittorio sulle anomalie

Un nuovo codice dei contratti pubblici che recepisce le direttive europee in materia di appalti pubblici e semplifica la normativa vigente. l'obiettivo che si vuol raggiungere attraverso il dlgs di cui il governo ha avviato l'esame mercoled scorso, che attua la delega prevista nella legge comunitaria 2004 per il recepimento delle direttive appalti pubblici n. 2004/17 e n. 2004/18 (da completare entro il 31 gennaio 2006). Sul decreto, composto di 257 articoli, si aperta, come gi pi volte detto (vedi ItaliaOggi del 28 dicembre), una vera e propria corsa contro il tempo, dal momento che il 31 gennaio 2006 (data ultima per il recepimento delle direttive) ormai dietro l'angolo, cos come lo scioglimento delle camere (annunciato per la fine di gennaio) e l'imminente consultazione elettorale. C' quindi il rischio che le due direttive entrino in vigore automaticamente e, in questo caso, molte delle novit delle norme comunitarie (per esempio il dialogo competitivo) non sarebbero utilizzabili in quanto soltanto una legge nazionale pu sceglierle di attuarle o meno. Nel merito, il testo, predisposto da una commissione tecnica presieduta da Pasquale de Lise, presidente del Tar Lazio, conferma la scelta di reintrodurre una buona dose di discrezionalit nell'azione amministrativa e rinvia a un regolamento per la disciplina di dettaglio. Nelle more dell'adozione del nuovo regolamento attuativo si applicherebbero in quanto compatibili' sia il dpr n. 554/99 sia il dpr n. 34/2000 in materia di qualificazione delle imprese di costruzioni.
Vengono sostituite le attuali procedure nazionali (asta pubblica, licitazione privata e trattativa privata) con quelle comunitarie: procedura aperta, ristretta e negoziata, formalmente eliminando la procedura dell'appalto-concorso, ritenuta obsoleta, che per, nella sostanza, riemerge dai meandri del testo quando si offre la possibilit di presentare in sede di offerta un progetto. Molte sono le modifiche al quadro vigente nazionale e, in particolare, alla legge Merloni, che, stando a quanto si legge nella relazione al provvedimento, si era in pi punti scostata dal diritto comunitario'. Si prevede infatti: un maggior numero di ipotesi di utilizzabilit della trattativa privata, l'introduzione della cosiddetta forcella nella licitazione privata (procedura ristretta), con la scelta degli offerenti rimessa alla stazione appaltante, l'innalzamento della soglia per i lavori in economia (che passa da 200 mila a 500 mila euro), la verifica in contraddittorio delle offerte anomale anche sotto soglia, l'eliminazione della casistica per il ricorso all'appalto integrato (che ne risulta ampiamente liberalizzato, con implicito superamento del principio di separazione tra fase progettuale e fase esecutiva), un regime della verifica delle offerte anomale pi rispettoso del diritto comunitario (quanto a momento della verifica, a momento di esibizione delle giustificazioni, a oggetto della verifica). Viene poi portata a 154 mila euro la soglia per l'affidamento di incarichi di progettazione senza gara. Correttamente, stato reso indifferente l'utilizzo del criterio del prezzo pi basso e dell'offerta economicamente pi vantaggiosa, come previsto da una recente sentenza della Corte di giustizia. Il codice prevede, ovviamente, gli istituti innovativi delle due direttive come il dialogo competitivo o il cosiddetto avvalimento. Per l'avvalimento (possibilit di utilizzare i requisiti di altro soggetto) si sarebbe scelto di ammettere tale possibilit, in gara, nell'ambito dei soli rapporti infragruppo, non ammettendolo quindi nell'ambito dei sistemi di attestazione o qualificazione delle imprese. Per il dialogo competitivo la linea sembra essere quella di limitarne la portata ai casi di effettiva complessit dei lavori non imputabile alla stazione appaltante, ammettendolo anche nelle procedure di finanza di progetto quando l'amministrazione non ha giudicato di interesse pubblico alcuna proposta presentata.

Per quel che riguarda gli affidamenti in house, vengono legittimati quando l'amministrazione affida servizi, lavori e forniture a societ possedute interamente da amministrazioni, ma alle condizioni previste dalla sentenza Teckal' della Corte di giustizia (controllo analogo a quello esercitato su propri servizi e realizzazione della maggior parte di attivit verso l'amministrazione).



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