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Furti darte, le cifre
Venerd 30 Dicembre 2005 Il Giornale di Vicenza




Negli ultimi cinque anni sono dimezzati ma lItalia resta tuttora il Paese pi saccheggiato La regione pi derubata il Piemonte, seguita da Lazio e Lombardia. Le chiese sono le pi bersagliate dai ladri. La priorit resta la catalogazione di un patrimonio immenso



Il risultato indubbiamente c, perch negli ultimi cinque anni, i furti di opere darte in Italia si sono pressoch dimezzati.
In Abruzzo, addirittura, si passati dai 56 furti del 2.000 ai 12 di questanno.
Anno dopo anno, per, il Piemonte rimane in testa alla classifica delle regioni pi derubate, seguito da Lazio e Lombardia. A rivelarlo sono i dati raccolti dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, che indicano nella Valle dAosta, la regione meno ambita dai ladri darte. Mentre dalla top ten 2005 esce lUmbria, superata negli ultimi due anni dalla Liguria.
Quasi 2.300 nel Duemila (2.267), i furti di opere darte denunciati in tutta Italia sono calati progressivamente in cinque anni fino a diventare questanno .1127. Un dato, fanno notare gli investigatori, che si spalmato in questo periodo un p su tutte le regioni, a partire dal Piemonte, stabilmente al top nella classifica delle vittime, che per ha visto diminuire i furti darte, dai 418 del Duemila fino ai 192 del 2005. Pressoch stabile al secondo posto anche il Lazio, seguito a ruota dalla Lombardia, che lha superato nella top ten solo nel Duemila. Segue la Campania, quarta nel 2005 con 105 furti (nel 2000 era in sesta posizione con 165) filo a filo con la Toscana che ne ha denunciati 103 (contro i 200 del Duemila) e ilo Veneto " solo" 94.
Mentre in sesta posizione, troviamo questanno lEmilia Romagna colpita da 73 furti (erano 273 nel Duemila).
Insomma: i ladri darte sono un po dappertutto, ma esiste una sorta di zoccolo duro di regioni tradizionalmente pi bersagliate. E cifre alla mano, si tratta prevalentemente di nord e centro.
Questa la realt. Ma perch? Perch i ladri darte sembrano accanirsi di pi su regioni come il Piemonte, la Lombardia, il Lazio, la Toscana? I motivi possono essere diversi, spiega il comandante dei carabinieri per la tutela dei Beni culturali Ugo Zottin. Partendo da una premessa necessaria, e cio che i dati a nostra disposizione riguardano per forza di cose i furti denunciati, bisogna considerare che le regioni pi bersagliate sono anche fra le pi grandi.
Zone per di pi dove il mercato antiquario particolarmente vivace e dove forse anche per questo operano gruppi criminali specializzati in questo settore.
Ma non solo: per alcune di queste regioni, come il Piemonte e la Lombardia, conta e non poco anche il fatto di essere di frontiera, per cui pi facile esportare allestero gli oggetti rubati. Tanto vero che negli ultimi anni - spiega Zottin - abbiamo avviato unintensa opera di collaborazione con le autorit doltre confine, con le autorit frontaliere e con la gendarmeria francese, ad esempio, e i risultati ci sono stati eccome, la collaborazione si rivelata utile in entrambi i sensi.
. In cinque anni, i furti a danno delle Chiese sono stati in tutto il territorio italiano ben 3.588, 452 nel solo 2005. Molti di meno rispetto ai 770 del 2000, certo, ma un dato che ci preoccupa comunque - fa notare Zottin - anche se stiamo mettendo a punto con le autorit ecclesiastiche un piano per migliorare sicurezza e prevenzione. La priorit rimane quindi la catalogazione, sottolinea. In primis il lavoro avviato dalla Cei di concerto con lo stato italiano per il registro on line dei Beni Culturali ecclesiastici. Ma anche sul fronte "laico" si sta lavorando in questo senso. In questi mesi stiamo puntando al potenziamento della nostra banca dati - anticipa Zottin - sia come capacit di memoria, sia come operativit.
Il bilancio positivo di questi cinque anni, si deve anche a questo, sottolinea il generale. Tanto che ad oggi i dati inseriti e a disposizione delle forze dellordine sono gi 2 milioni e 200 mila. Un aiuto per la prevenzione, conclude, linvestigatore. Ma anche una speranza di pi per ritrovare, magari a distanza di anni, molti degli oggetti darte rubati.



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