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cantiere di San Domenico di Perugia : scoperte antiche tombe
di UMBERTO MAIORCA
Gioved 29 Dicembre 2005 Il Messaggero


La citt nobile torna alla luce. Restauri di S. Domenico con sorpresa: scoperte antiche tombe



Il cantiere di San Domenico di Perugia ormai aperto da quasi 10 anni e l'attesa per poter ammirare il ritorno al proprio posto della grandiosa vetrata, con storie e personaggi dei vangeli, santi patroni della citt, dottori della Chiesa e beati dell'ordine domenicano, diventata snervante.
Eppure i lavori nella basilica, finanziati dalla Regione dell'Umbria con i fondi del terremoto, hanno portato alla luce anche tanti piccoli "tesori".
Alcuni esempi: nel recupero della sacrestia stato ritrovato un doccione (quei mostri simbolici che fungevano da canalette per lacqua piovana dei tetti) in travertino sagomato e lavorato, ma anche un capitello a foglie d'acqua e due verricelli per il passaggio delle funi delle campane. Recuperata anche una lapide con uno stemma che raffigura un leone.
Ma una vera e propria scoperta "archeologica" stata fatta sotto il pavimento della basilica. Con la realizzazione dello scalone dell'ingresso principale il livello della pavimentazione interna della basilica si innalzato guadagnando la quota dell'attuale ingresso laterale prospiciente la via del Castellano - hanno ricostruito gli architetti Giulio Ser-Giacomi e Carmela Frate, curatori dei lavori di restauro - Tale accesso secondario, originariamente posto nella terza campata della navata destra, ad un livello presumibilmente intermedio rispetto a quello del sagrato e a quello del transetto, fu traslato nell'ultima campata, in simmetria con il campanile, permettendo cos la realizzazione, dal 1712, delle cappelle settecentesche. L'attuale nuova pavimentazione, infatti, contiene alcune lastre tombali, visibili prevalentemente nelle navate, la cui posa non pu essere precedente all'epoca dell'innalzamento del livello interno.
In una delle tombe della navata destra stato possibile accedere: tra pochi resti umani sono visibili muretti divisori, con funzioni probabilmente, anche da supporto della nuova pavimentazione. Non si hanno notizie se, a seguito dei lavori seicenteschi, siano state rimosse o rimaneggiate le vecchie sepolture. Per i curatori del restauro gli studi condotti hanno trovato nel Registro tenuto nel '500 dal Baglioni un'ampia fonte di notizie, in parte integrate dai suoi successori. Sotto la pavimentazione, dunque, prima della sopraelevazione seicentesca, era celato un vero e proprio cimitero ipogeo, realizzato in epoche distinte, con caratteristiche talvolta differenti. Molte "carte" di questo manoscritto sono dedicate alla descrizione delle sepolture cos come erano all'epoca.
Nello stesso manoscritto riportato che durante i lavori cinquecenteschi di riordino di alcune sepolture emergevano nelle parti pi a fondo altre lapidi tombali, indizio che al di sotto del livello ipogeo cinquecentesco esiste un altro livello di sepolture risalenti a tempi pi antichi: presumibilmente si tratta della chiesa o cimitero di Santo Stefano del Castellare - riferiscono gli architetti - Le sepolture pi antiche occupano tutto il transetto, fino all'interno delle cappelle absidali e ad alcune campate delle tre navi; altre accanto alla colonna di Santa Caterina e da qui verso il Presepe. Molte altre, successive a queste, sono state realizzate nella restante parte delle navate.
I lavori sulla basilica, inoltre, sono integrati da una campagna di rilievi architettonici e di studi archivistici, che confluiranno in una pubblicazione monografica che ricostruir le fasi di sviluppo e la storia dell'insediamento domenicano a Perugia.
Sul fronte della vetrata, infine, ancora non si sa nulla. All'inizio di dicembre il senatore di Forza Italia Franco Asciutti ha assicurato l'arrivo di 1 milione di euro per terminare i lavori. Che erano stati divisi in quattro lotti: indagine sullo stato di conservazione e di alterazione delle pietre e delle vetrate, realizzazione di un sistema di ponteggi per lo smontaggio della vetrata, realizzazione delle opere di consolidamento e restauro, messa in sicurezza dell'abside.
I pannelli sono stati puliti e adesso manca solo l'avvio delle operazione per rimontare la vetrata e assicurare la contro-vetrata all'esterno dell'abside, la cui parete adesso cos stabile che in caso di terremoto sarebbe l'unica parte a rimanere in piedi.
Ormai di fronte ai tempi biblici di questo restauro si potrebbe parlare di ore, ma cos non . Dalla Soprintendenza le voci sono contrastanti. Per alcuni si aspetta l'avvio del cantiere a giorni; secondo altre fonti, invece, sarebbe quasi finito il progetto della contro-vetrata per diminuire le sollecitazioni del vento. Ma anche in questo caso nessuno ha ancora visto il progetto o sa come dovrebbe funzionare.



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