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Quando darte il furto si dimezza
Edizione del 29 dicembre 2005, Corriere Adriatico





Presto al via il Centro regionale di tutela del patrimonio culturale gestito dagli uomini dellArma


Nelle Marche si passa dai 96 saccheggi del 2000 ai 58 di questanno

ANCONA - Gi le mani dalle opere darte. Altro che slogan, un dato di fatto che dal Nord al Sud della Penisola, senza dimenticare le Marche, d scacco matto ai ladri a cinque stelle. Le cifre sono da missione compiuta: in cinque anni, dal 2000 al 2005 tela pi tela meno, i furti darte sono pressoch dimezzati. E nella regione dove Raffaello di casa e ad ogni angolo c una chiesa che vale uno scrigno la cifra non tradisce la media nazionale. Scorriamo la classifica che vede svettare il Piemonte, che da 418 colpi passa a 192: a circa met del guado eccoci con i 96 saccheggi del 2000 e i 58 di questanno. Dai palazzi dellArma escono anche le coordinate di un fenomeno che non ha mai fatto allarme: la provincia pi colpita quella di Ascoli. Ancora qualche particolare di cronaca: nel 2005 nelle Marche sono state 34 le segnalazioni; i colpi maggiori si sono verificati ad Ascoli, dove il 21 gennaio di un anno fa un ricco bottino di mobili antichi, armi da collezione e oggetti sacri hanno fatto scattare tre denunce; poi c Senigallia dove il 25 febbraio scorso stato messo a segno un colpo da 80 mila euro; ad Ancona, Ascoli, Pesaro, e Urbino a fine febbraio stato scoperto un traffico di oggetti antichi di vario genere e sono state denunciate 15 persone. E per chiudere la serie puntiamo i riflettori su Recanati: qui il 7 luglio tre persone sono state arrestate e una stata segnalata per il furto di una serie di tele. Colpi e contraccolpi (tra denunce e arresti) che dimostrano come nelle Marche larte pi che trafugata sotto stretta sorveglianza. E con lanno che verr il giro di vite sar ancora pi stretto visto che entro la primavera del 2006 ad Ancona, in uno stabile della sovrintendenza, verr aperto il Centro regionale di tutela del patrimonio culturale. Un centro che vedr schierati in prima fila pi che mai gli uomini dellArma.

Dal particolare torniamo al generale. Torniamo sulla scena nazionale per ribadire che negli ultimi cinque anni i furti di opere darte si sono dimezzati. Anno dopo anno, per, il Piemonte rimane in testa alla classifica delle regioni pi derubate, seguito da Lazio e Lombardia. A rivelarlo sono i dati raccolti dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, che indicano nella Valle dAosta, la regione meno ambita dai ladri darte. Mentre dalla top ten 2005 esce lUmbria, superata negli ultimi due anni dalla Liguria.

Quasi 2300 nel Duemila (2267), i furti di opere darte denunciati in tutta Italia sono calati progressivamente in cinque anni fino a diventare questanno 1127.

Una domanda sorge spontanea: perch i ladri darte sembrano accanirsi di pi su regioni come il Piemonte, la Lombardia, il Lazio, la Toscana? I motivi possono essere diversi, spiega il comandante dei carabinieri per la tutela dei Beni culturali Ugo Zottin. Partendo da una premessa necessaria, e cio che i dati a nostra disposizione riguardano per forza di cose i furti denunciati - spiega - bisogna considerare che le regioni pi bersagliate sono anche fra le pi grandi. Zone per di pi dove il mercato antiquario particolarmente vivace e dove forse anche per questo operano gruppi criminali specializzati in questo settore. Ma non solo: Per alcune di queste regioni, come il Piemonte e la Lombardia - continua - conta e non poco anche il fatto di essere di frontiera, per cui pi facile esportare allestero gli oggetti rubati.

A far crescere il numero dei furti c' anche la nota dolente delle chiese, spesso per forza di cose poco protette e quindi pi esposte a furti e sparizioni, ma soprattutto ricche di un patrimonio di beni in gran parte ancora non catalogato.

Ancora qualche cifra: in cinque anni, i furti a danno delle chiese sono stati in tutto il territorio italiano ben 3588, 452 nel solo 2005. Molti di meno rispetto ai 770 del 2000, certo, ma un dato che ci preoccupa comunque - fa notare Zottin - anche se stiamo mettendo a punto con le autorit ecclesiastiche un piano per migliorare sicurezza e prevenzione.

REDAZIONALE



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