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CANALETTO: Un capolavoro nelle casse di una banca
M. Serena Palieri
24-DIC-2005, LUnit



♦ Dal caveau di Giampiero Fiorani spunta un dipinto col marchio di fabbrica di Giovanni Antonio Canal detto Canaletto: la luce che, in quel modo inconfondibile, sfiorai palazzi nei dipinti del maestro del Settecento veneziano. Se la paternit dell'opera sar accertata (ma se fosse un falso perch Fiorani lo avrebbe custodito in cassaforte?) Il suo valore - stando a una prima sommaria valutatone - sarebbe di dieci milioni di euro. O di pi. Ma bastano i soldi per comprare una tela, antica tre secoli, di uno dei capofila della nostra scuola pittorica? I soldi sono naturalmente la materia prima. Ma, se si agisce in regime di legalit, chi acquista o vende un bene artistico di questo genere soggetto a normative precise e strette. L'opera, infatti, appena sia nota al Ministero dei Beni e delle Attivit culturali, sottoposta - attraverso la Soprintendenza competente -a un vincolo che, in genere secondo procedure standard, ne disciplina la tutela e la circolazione. il vincolo impone di segnalare i passaggi che essa compia di mano in mano: funziona come una specie di segnale satellitare che indica dove l'opera sia in ogni momento (pervia di vendite o, mettiamoci i prestiti per esposizioni). Da ci, la possibilit di vendicarne anche la corretta tutela. Naturalmente ci sono beni dei quali il ministero ignora l'esistenza, ma d'un pittore come Canaletto praticamente impossibile che esista una tela ancora sconosciuta agli studiosi. Ora, dove si compra un dipinto cosi? Potrebbe essere stato comprato a un 'asta, messo l all'incanto, poniamo, alla luce del sole e rispettando le procedure per conto di qualche aristocratica famiglia che lo possedeva da generazioni. Capita spesso per - e questo dovr accertare la Guardia di Finanza - che tele di questa importanza siano ai centro di traffici illeciti: Canaletto, con la sua prolifica produzione, venduta in buona percentuale ad acquirenti inglesi all'epoca dal suo agente Joseph Smith, stato altre volte oggetto di queste transazioni. Proprio una veduta del Canal Grande ad opera dell'artista veneziano, destinata a un'esportazione illegale con un pedigree di documenti falsi, stata sequestrata a settembre scorso in una quadreria milanese. Ipaesi europei in cui, dicono le cronache, con pi facilit si possono vendere, o comprare, beni di questo genere sfuggendo ai controlli, sono appunto la Gran Bretagna (con la sua rete di case d'aste) e la Svizzera. E capita spesso che un capolavoro dell'arte di altri tempi riveli, nella propria scia, un riciclaggio di denaro sporco



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