LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Napoli - Periferie tutto il brutto da abbattere
Giulio Pane
La Repubblica - 19.12.2005




Estremamente istruttive sono state due recenti puntate di Ambiente Italia sulle periferie (www. ambienteitalia. rai. it, 23 novembre e 3 dicembre scorsi, in realplayer). Esordisce il sociologo Martinetti: I palazzoni sono parte del disagio, non le sue cause. Ma come mai poi si chiamano architetti eccellenti per riqualificare le periferie (vedi Bilbao)? Che cosa propriamente ci si attende dal loro intervento? Gli insediamenti tipo Scampia o Enziteto a Bari sono stati realizzati da architetti e ingegneri mediocri? Magari s; e il Corviale allora (Mario Fiorentino, 1972-82)? Se l'architettura e l'urbanistica mediocri hanno segnato il tempo e lo spazio del nostro recente passato, possibile che ci non costituisca ancora un problema di riqualificazione culturale delle nostre facolt tecniche e conseguentemente della nostra professione?
Le amministrazioni locali sono talvolta lodevolmente impegnate negli interventi di riqualificazione; ma poi ci accorgiamo che si tratta di banalit, per quanto essenziali (riparazioni di edifici, di scuole e loro attrezzature, creazione di posti di polizia o presidi medici, interventi di tipo assistenziale diverso). Ed meraviglioso che tutto ci si riveli solo oggi come una necessit, mentre avrebbe dovuto far parte di un piano organico, di un programma finanziario a lungo termine, a partire dal piano Ina Casa, concepito per meri interventi edilizio-residenziali, dai quali erano banditi l'intervento privato e le strutture commerciali, non gestibili col contratto a riscatto che regolava gli affidamenti delle abitazioni. In proposito, Giulio De Luca, autore con Capobianco e altri di uno degli insediamenti pi equilibrati della periferia napoletana (La Loggetta), raccontava le difficolt incontrate per realizzare una diecina (!) di negozi nella piazza affusolata del quartiere.
Negozi sorti numerosi subito a fianco, negli edifici speculativi costruiti sui suoli limitrofi dall'impresa che aveva lucrato nella costruzione del quartiere, snaturando cos quel faticoso tentativo d'identit urbanistica promosso da De Luca. Arturo Cucciola (l'urbanista di Enziteto) sostiene che questi quartieri sono errori che non si possono pi cancellare, occorre riqualificarli. Per sono stati costruiti, e costruiti nella piena consapevolezza, fuori da ipocrisie, che fossero un errore, un male (il male minore, forse?). Perch oggi non potrebbero essere demoliti? Possibile che il costruito, quale che sia, debba affliggere il nostro presente e il nostro futuro, pur quando ne sia conclamato il fallimento? Possibile che errori generalmente riconosciuti non possano essere pi corretti, perch entrati a 'far parte della storia'? proprio vero che le pietre non hanno colpe? E chi le ha avute, senn?
I quartieri dell'edilizia popolare sovvenzionata delle nostre periferie, anche quando non condizionati dalle ristrettezze economiche della ricostruzione post-bellica, si somigliano tutti, sono afflitti dalla stessa comune bruttezza, presentano tutti le stesse elementari esigenze. Dunque essi non sono solo il risultato di questo o quell'errore amministrativo o tecnico 'locale', ma di una carenza culturale di fondo, nella quale l'amministratore ha coltivato la gestione clientelare, il tecnico l'occasione di una realizzazione sperimentale, l'impresa il guadagno sulla costruzione di grande scala. Dov'erano i bisogni dei cittadini? L si scontata la separatezza tra i diversi aspetti della nostra moderna cultura, la rivolta presuntuosa e saccente delle autonomie disciplinari e della evasione formalistica, in luogo del coordinamento e della interdisciplinarit, necessariamente relazionali; si scontato cio il maggiore guasto della cultura contemporanea: la frammentazione del sapere e il suo rigurgito nella metabolizzazione politica, dove pochi elementari concetti si trasformano in frasi fatte e mezzucci rimediativi, di corto raggio e di ancor pi corta prospettiva, lontani - almeno finora - da quell'autentica rivoluzione partecipativa di cui avremmo bisogno per rifondare le nostre periferie, ma anche per darci una credibile prospettiva di sviluppo.
A chi sostiene oggi di stare facendo, o di avere fatto o di stare per fare, occorre continuamente ricordare che tardi, che questi problemi esigono la massima priorit, che una politica di priorit fondamentale per la stessa credibilit della politica, che non bastano rassicuranti e generiche dichiarazioni rese in sciarpa rossa o in elicottero perch si creda fideisticamente nei conseguenti, immancabili risultati. Occorre peraltro, da parte tecnica, che la capacit proiettiva del progetto si arricchisca di nuovi apporti e si estenda alle valutazioni complesse, dialettizzanti e partecipative che la vita contemporanea richiede. Occorre che la politica faccia i suoi conti in termini di costi-benefici, dimostrati e dimostrabili, di nessi relativamente certi tra le previsioni progettuali e di pianificazione e i previsti conseguimenti, in termini misurabili di vivibilit. Occorre abbattere, insieme agli errori edilizi e urbanistici, anche gli slogan con e per i quali essi sono sorti: se vero, com' vero, che l'architettura specchio della societ, sappia finalmente farsi interprete di nuova solidariet e nuovi valori, giacch quelli vecchi sono ormai logori e inadeguati. Solo allora le periferie restituiranno alla citt, com' sempre stato, ci che la citt avr loro assicurato, in un'osmosi finora artificialmente impedita, rispetto al processo semi-naturale di crescita urbana degli ultimi tre secoli (che appare nel suo insieme addirittura migliore - nella sua articolata e disperata integrazione - persino in una citt costipata come Napoli). Intanto, alle strutture accusate di essere tutto il male possibile si sostituiscono amene palazzine 'ordinarie'.
Insomma, il senso del sociale (architetto Martinelli) fatto di corti chiuse su spazi verdi interni? fatto di balconate continue? fatto di portichetti, eredi banalizzati dei pilotis? Qualcuno dica qualcosa di (relativamente) certo, in proposito. E sappia trarne le conseguenze dialetticamente necessarie: se l'architettura finora realizzata non risponde, per sua propria concezione struttural-formale, al bisogno sociale per la quale stata commissionata, non ne pi possibile la conservazione, anche se fosse frutto di un'ardita (?) sperimentazione, come per le Vele di Secondigliano. E il proposto riuso di queste, con ogni modifica distributiva e di destinazione riconosciuta necessaria, precisamente il segno del suo fallimento come architettura.
Ma il punto vero stato appena indicato: intende oggi l'architettura darsi una regola che risponda finalmente alla complessit delle istanze sopra accennate? stato mai compiuto, nelle facolt tecniche e negli studi professionali, quel salto di qualit che collocasse l'edilizia residenziale in una prospettiva di profonda sensibilit ambientale e sociale, o non vero piuttosto che finora, salvo poche eccezioni, l'architettura venuta elaborando un linguaggio sordo ed estraneo alla dialettica interdisciplinare e alla misura del suo esito sociale, preoccupato solo di apparire up-to-date rispetto all'immagine della produzione internazionale? Questo provincialismo formalistico avvelena la produzione architettonica ed edilizia contemporanea, nella sua stragrande maggioranza, e purtroppo anche la sua critica. Ed in nome di esso che si tentano oggi salvataggi anacronistici. Ma se questo nodo non viene affrontato senza ipocrisie e infingimenti pseudo-critici avremo davanti a noi solo un diverso fallimento, segnato magari dalla banalizzazione e dall'appiattimento di ogni ricerca, sul modello piccolo borghese delle villette a schiera che accerchiano oggi la periferia di Madrid, o dalla retorica di un impossibile 'recupero' degli errori edilizi e urbanistici di casa nostra.



news

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

25-07-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 25 luglio 2020

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

Archivio news