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Jack Lang, oggi nelle Marche, analizza la crisi europea
Giovanni Serafini
Nazione, Carlino, Giorno, 19 dicembre 2005

II Giappone ci surclassa? Per forza, loro studiano...
Non possiamo lamentarci perch chi non investe in cultura destinato a restare indietro. Il nostro patrimonio va valorizzato

PARIGI Trova che la Francia sia grigia in questo momento. Che Parigi non sia pi la citt divertente di una volta: Che i francesi abbiano disperatamente bisogno di una ventata di ottimismo e di energia. Fra i motivi che stanno alla base di questa depressione, il socialista Jack Lang indica soprattutto il deperimento sempre pi vistoso e angosciarne della cultura. L'ex ministro di Mitterrand, che apr le porte della me de Valois a intellettuali e artisti, sostiene che bisogna reinventare la cultura: ne parler oggi, ad Ancona, in occasione di una conferenza-dialogo con Giampiero Solari, assessore alla cultura della Regione Marche.

Jack Lang, lei crede che sia possibile instaurare una nuova politica culturale nella societ moderna?
E' un imperativo assoluto. Troppi cittadini, troppi giovani in particolare, sono sottoposti a un bombardamento di propaganda mercantile che li allontana dalla comprensione della cultura del mondo, dalla vera conoscenza, dal gusto della scoperta. Quel che pi grave nella societ odierna proprio la mercantilizzazione degli spiriti.

Lei afferma che la cultura si va perdendo: non un po' eccessivo?
Neanche un po'. Non solo si va perdendo la cultura, ma anche la giusta rappresentazione del mondo e delle cose, tutto ci che i marxisti chiamavano 'le sovrastutture', vale a dire lo spirito, il pensiero, la coscienza.

Che cosa provoca questa decadenza?
Il fatto che nei paesi pi evoluti sia salito al potere il capitalismo pi becero: quello dei soldi, del 'fric' facile con cui si compra tutto. Gli Stati vendono i beni pubblici a
societ private: e queste ultime non hanno il minimo scrupolo.

Per esempio?
Basta vedere, mi dispiace dirlo, quel che avete fatto in Italia in materia di privatizzazione delle televisioni: un vero disastro.

Non che la Francia stia molto meglio...
Certo, in Francia, in Spagna e in altri Paesi si purtroppo imitato l'esempio italiano. Si costruita una sorta di macchina diabolica che distrugge la cultura, che impoverisce gli spiriti, che mortifica la libert di pensiero e i valori collettivi. Io mi ribello davanti a questo sistema di privatizzazione dei cervelli e dei cuori. Rifiuto l'onnipotenza di organismi privati, radio e televisioni soprattutto, che pretendono di gestire in proprio l'immaginario collettivo.

A parte rifiutare, che cosa si pu fare?
Occorre mettere in piedi una vera politica della sinistra.

La destra non ha cultura? Non ho detto questo: la destra ha delle ltes, qualche personaggio di valore che si costruito un'isola felice in un oceano di barbarie.

Organizzare una politica della sinistra, che vuoi dire?
Vuoi dire fare una politica che dia senso al servizio pubblico, che rianimi l'educazione, le universit, la televisione, la cultura in senso lato.

E chi ci dice che questo interessi ai giovani?
Li interesser per forza. Il problema che oggi abbiamo indebolito lo Stato e la sua funzione primaria sopprimendo i fondi per la ricerca, la cultura e le universit. Questo gravissimo. I Paesi europei rischiano di essere perdenti anche dal punto di vista dell'economia, perch l'investimento intellettuale ha riflessi immediati in campo economico. Del resto ci sono paesi, come il Giappone, che consacrano il quattro per cento del loro prodotto interno lordo alla ricerca scientifica, mentre in Europa ci si accontenta del due per cento: deplorevole. Quando penso che Italia e Francia, culla della cultura, fanno cos poco per valorizzare il loro patrimonio....

In Italia per la cultura non centralizzata al massimo, come in Francia.
E' vero, ed per questo che state meglio di noi. Quando penso che una regione come le Marche ha 100 teatri, di cui 64 attivi....

L'assessore Giampiero Solari vuole farne una regione-laboratorio per la cultura europea.
Ha perfettamente ragione: la strada migliore per arrivare a un vero risultato.

Resta il problema dei budget: in una situazione di crisi, la prima sacrificata proprio la cultura.
E' cos: ma stupido che sia cos. E' quando c' crisi morale, politica ed economica che bisogna ridare un senso alla societ potenziando la cultura, l'educazione, la scienza.

Supponiamo che nel 2007 lei sia eletto presidente della Repubblica. Che cosa farebbe?
Raddoppierei immediatamente il budget per la cultura, la scuola, l'universit e la ricerca scientifica, che sono gli strumenti della crescita.



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