Innovazioni/ A Tor Vergata si studia la risonanza atomica per difendere l'antichità. E i fisici progettano una Tac per i monumenti di DANILO MAESTOSI 17/12/2005, Il Messaggero
CURIOSO paradosso quello dei beni culturali in Italia. Un patrimonio, maltrattate da scarsi finanziamenti e in balia di continue emergenze, come quelle che minacciano i monumenti antichi di Roma, eppure difeso da tecnici e restauratori gettonatissimi che fanno scuola in tutto il mondo, dalla Cina all'India, al Medio Oriente. Un primato che sarà ulteriormente rafforzato da un progetto interdisciplinare, varato dal Consiglio europeo, che vede i nostri ricercatori in prima fila: made in Italy l'idea; italiano il coordinatore Giuseppe Gorini, cattedratico dell'Università Milano Bicocca, cui si affiancherà, insieme a gruppi di 4 paesi europei,la squadra di un secondo Ateneo, quello romano di Tor Vergata. Il progetto, finanziato con uno stanziamento di 2 milioni di euro, si chiama Ancient Charm, Fascino antico, e punta a dischiudere nuovi orizzonti alla ricerca archeologica e alle discipline di studio e manutenzione dei tesori antichi, consentendo allo sguardo di chi indaga questi cimeli di penetrarne i segreti nascosti nella trama invisibile della loro struttura atomica. «11 traguardo che ci prefiggiamo, coronando una ricerca che ha alle spalle venti anni di esperienze - spiega Carla Andreani, titolare di fisica della materia a Tor Vergata - è di arrivare nell'arco di quattro anni a mettere a punto apparati tecnologici e modelli d'intervento in grado di disegnare una sorta di Tac di un oggetto d'arte o d'architettura sottratto alla distruzione del tempo. Sì, proprio come si fa in medicina: una mappa a tre dimensioni che ci possa raccontare con un'approssimazione che nessun'altra tecnica oggi consente, lo stato di salute o di sofferenza di quel pezzo, ma anche la sua provenienza, il modo in cui è stato fabbricato e poi usato, l'intera sua storia insomma. Una dettagliata cartella clinica e biografica che potrà in futuro essere redatta per ogni tipo di reperto: una statua, una ceramica, un frammento di muratura, un gioiello, senza alterarne in alcun modo lo stato, o danneggiarlo». E metodo su cui si fonda questa ricerca pilota, che partirà il prossimo gennaio, è quello della risonanza atomica. Il cimelio da esaminare sarà immerso in una sorgente di neutroni, in vari laboratori europei e infine nel centro pilota Isis di Oxford, che è il più potente del Vecchio Continente. I rimbalzi di questi flussi verranno registrati da speciali sensori raccogliendo tutte le informazioni che sono conservate nel fitto reticolo della sua struttura atomica: tagli, incisioni, graffiature, ferite, ma anche la miscela degli elementi che lo compongono e il loro grado di usura e coesione. Alla fine del trattamento la somma di questi dettagli consentirà di individuare la strada migliore per conservarlo o restaurarlo.
Un primo test preliminare è stato già effettuato su alcuni campioni di marmo, provenienti dai palazzi di Villa Adriana, ed ha dato risultati di approfondimento scientifico di grande valore.
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