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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Tutte le crepe dell'Italia dei grandi tesori
Cinzia Dal Maso
Il Sole24 Ore, 16/12/2005

La Domus Aurea non un caso isolato: dai Campi Flegrei a Piazza Armerina, il Paese in degrado
Per decenni si intervenuti con leggi speciali ma si trascurata la manutenzione ordinaria
Sos beni culturali. La benemerita legge del 1939 e l'opera assidua delle Soprintendenze hanno salvato le nostre bellezze dalla speculazione edilizia ma non dall'incuria e a volte dall'oblio. Da sempre la conservazione del patrimonio stata un peso pi che un impegno. Si intervenuti saltuariamente con leggi e fondi speciali e tanto clamore, ma si sempre trascurata l'indispensabile manutenzione ordinaria. Per quest'ultima, attivit troppo umile e fuori dai riflettori, i soldi non ci sono stati mai.
Cos oggi piove (pi del solito) all'interno della Domus Aurea come un mese fa crollato il muro del Palatino e nel 2001 un tratto di Mura Aureliane. Le terme di Caracalla sono pericolanti e l'area oggi visitabile molto ridotta (come del resto al Palatino). Per loro fortuna questi sono luoghi famosi nel cuore della Capitale e, in caso di incidente, la mobilitazione assicurata. Ma che dire delle molte bellezze abbandonate a se stesse in tutto il Paese? Che dire per esempio dei Campi Flegrei, di cui da decenni si attende la resurrezione? L c' tutto: Cuma prima colonia greca d'Occidente, Baia con le pi belle ville dei Cesari, Miseno sede della flotta imperiale romana, Pozzuoli porto commerciale di Roma. E poi acque salutari, l'ingresso all'Ade, l'officina del dio Vulcano. C' storia e c' mito, ma a fatica si ricavano un varco tra edilizia selvaggia, degrado, immondizie, erbacce, squallore, abbandono. L'ultima denuncia degli ambientalisti napoletani dell'estate scorsa, ma rifiuti e muri cadenti alle terme di Baia e altrove non sono diminuiti. Ogni tanto spuntano persino materassi o bid. Neppure a sud di Napoli la situazione migliora, neppure nella fulgida Salerno. Ha un gioiello, San Pietro a Corte, che condensa in s tutta la storia della citt. Ed l'unico palazzo longobardo sopravvissuto nel nostro Paese. L'area scavata negli anni 80 visitabile dal 2001 solo grazie all'impegno dei volontari del Gruppo archeologico salernitano, mentre i restauri della chiesa superiore si stanno protraendo all'infinito per cronica carenza di fondi. Da quattro anni l'intera chiesa circondata da impalcature. Devono sparire presto per ridare al monumento la dignit che merita, denuncia il direttore del Gruppo archeologico, Felice Pastore.
forse scontato ma sempre indispensabile ricordare gli annosi problemi di degrado della villa del Casale a Piazza Armerina, o le case e gli stabilimenti a mare che invadono l'area archeologica di Selinunte. Ed un vero peccato che le migliaia di visitatori di Taormina debbano spesso ammirare un teatro cosparso di rifiuti, tubi innocenti arrugginiti e schegge di legno, e con silos metallici in bella vista nella fossa sotto il proscenio. Il moderno allestimento di spettacoli ignora le pi elementari regole di rispetto del monumento. Con gravi rischi per la sua sopravvivenza.
Poi c' la Puglia, con i suoi musei perennemente chiusi (per carenza di personale, di fondi, o per croniche lentezze nei lavori) e le aree archeologiche semiabbandonate. Come l'antica Herdonia, dove si scavato per oltre 40 anni per generosit del proprietario del terreno. Si facevano visite, spettacoli e concerti. Ma dal 2000 un contenzioso tra Soprintendenza e propriet ha bloccato tutto. Dove c'era una citt romana ora ci sono abbandono e rovina. E sui cartelli oramai consunti dalle intemperie un visitatore deluso ha scritto: Povera bella Italia. uno schifo. Vergognatevi!. E cos forse Herdonia non potr neppure godere dei cospicui fondi stanziati dalla Regione Puglia per i beni culturali nel 2003 e non ancora utilizzati.
Si spera che ne possa godere la tomba della Medusa di Arpi, scempio d'Italia. Una mostruosit di cemento non finita, brutale tentativo di musealizzazione, incombe dimenticata dal 2002 sopra una delle tombe pi belle della regione. Il rischio di crollo e conseguente distruzione della tomba imminente. Il Comune promette da tempo di sbloccare i lavori ma per ora nulla accade. Doveva essere il simbolo del riscatto di Arpi, della vittoria della legalit sul degrado e lo scavo clandestino lamenta l'archeologo foggiano Giulio Volpe invece tornata a essere simbolo di sconfitta.
Pare invece destinata a buon esito la sorte della bella Domus del chirurgo in piazza Ferrari a Rimini. Per oltre vent'anni stata una discarica in pieno centro cittadino. Una meraviglia che andava sempre pi in rovina. Ora finalmente la discarica diventata cantiere e tra breve, si dice, Domus e piazza saranno restituite alla citt. Tranne gli alberi secolari da poco abbattuti per esigenze di cantiere. O la cultura o l'ambiente. Salvare entrambi nel nostro Paese non si pu. Almeno cos pare.



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