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In tour sulle navi romane. Apre al pubblico il cantiere di restauro delle imbarcazioni rinvenute a Pisa
Valeria Caldelli
NAZIONE - Carlino GIORNO, 14-DIC-2005





E fra anfore, suppellettili, gioielli e monete, lo scavo ha restituito anche i resti di un uomo con un anello alla caviglia. Uno schiavo?

PISA Al via le visite guidate al cantiere delle navi romane tornate alla luce a Pisa. A partire dal 16 dicembre sar possibile un tour che costa appena 3 euro (ma il prezzo definitivo deve ancora essere deciso) e che permetter d vedere lo scavo degli archeologi, il lavoro dei tecnici per la resinatura degli scafi nel luogo dove questi sono stati trovati, il Centro di restauro del legno bagnato, che sar inaugurato gioved, dove si procede al recupero delle imbarcazioni, e un audiovisivo in cui si racconta la storia del ritrovamento.
L'avventura inizia nell'89
L'avventura, cominciata per caso alla fine del 1989, dunque prosegue. Fino ad oggi sono 30 le imbarcazioni riemerse dallantichit, di dimensioni diverse, con differenti funzioni, e di epoche lontane una dall'altra. La prima nave travolta dalle piene torrenziali del fiume Serchio risale al II secolo AC, l'ultima invece datata al VII secolo DC. Sono dieci secoli di storia racchiusi in 2500 metri quadrati, che oltre a restituire le trenta imbarcazioni ancora in ottime condizioni, hanno anche permesso il recupero di una quantit incredibile di anfore, suppellettili, oggetti, derrate alimentari, elementi del vestiario, gioielli e monete. Una materiale considerato di importanza eccezionale per ricostruire la storia dei rapporti commerciali tra le citt del Mediterraneo. E le scoperte non sono ancora terminate. Si sospetta che molte altre navi siano ancora nascoste nel sottosuolo circostante, mentre lo scavo archeologico dell'area gi indagata continua a fornire rivelazioni. Come un altro carico di olive, fichi, granaglie, conserve di frutta, come le spolette per le reti e i cesti di vimini contenuti in una piccola imbarcazione, e come alcuni resti umani che potrebbero essere ci che resta di uno schiavo.
Dieci secoli di storia
Ha un anello di ferro intorno alla caviglia, spiega Andrea Camilli, direttore del cantiere. Il fatto che fosse incatenato ci fa pensare che si trattasse di uno schiavo. Ma si tratta soltanto di un'ipotesi. Quando l'alluvione travolgeva le imbarcazioni, infatti, portava dietro di tutto e quindi una buona parte del nostro lavoro proprio quella di riuscire ad individuare che cosa in connessione con le navi e che cosa invece non lo . E' un lavoro lungo che ha bisogno di tempo.
Intanto, per, tutti potranno cominciare a vedere questi materiali (nella foto un reperto) e a capire come si trattano le imbarcazioni antiche per mantenerle nei secoli. Chi vuole prenotarsi per un tour pu gi farlo telefonando al numero 055 3215446 tutte le mattine dal luned al venerd.



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