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Il caso di Pegli. Abbandonati i monumenti di Villa Pallavicini Tursi: Speriamo nell'interessamento del Fai
Federico Amodeo
IL SECOLO XIX, 14-DIC-2005




Cera una volta Villa Pallavicini. C'erano le grotte e i giochi d'acqua, c'erano i percorsi scenografici ideati nell'800 dal Canzio. Cera una volta il tempio di Flora, l'obelisco egizio, gli arredi. Una volta: oggi diverso. Tutto in abbandono, lasciato all'incuria. I pieghevoli, le pagine web tratteggiano scenari che appartengono al passato: Cosa aspettate a visitarla?, invita il Comune nel suo sito illustrando meraviglie di un itinerario che a Tursi pare rimasto lo stesso di una dozzina di anni fa.
La realt diversa e a scoprirlo sono i pochi visitatori che vi si addentrano dopo aver pagato il ticket (3,50 euro, pi altri 4 per il museo archeologico). Il Secolo XIX ha nei mesi scorsi pi volte denunciato il crescente degrado di arredi e strutture. Non tutto rimasto uguale: molti aspetti sono se possibile - addirittura peggiorati. Il laghetto da sempre il punto di forza: culmine della suggestione, tappa ultima di un percorso scenografico che incanta (meglio: incanterebbe). Il laghetto oggi l'anello debole di una catena che non sta pi insieme. Le pareti ammuffite del tempio di Flora raccontano una storia che pochi amano udire, che in meno ancora si prestano ad ammettere. Vetrate in frantumi, pareti scrostate, stucchi e intonaci cadenti, muffa, umidit, piante secche e sporcizia.
Sporcizia, s: ma non quella portata dall'uomo. L ormai non ci va pi nessuno. I vetri sono stati rimpiazzati alla buona da tavole di legno cui i giovani affidano messaggi d'amore (nel migliore dei casi). Le grotte: altro capitolo. Pu succedere di trovarle aperte (caso raro), ma prive d'illuminazione (caso non raro). Chi vi s addentra, almeno per il primo tratto, brancola nel buio. Riemersi alla luce si pu tornare a mirare la "belt" dell'obelisco scrostato, la coffee-house allagata, le ringhiere del ponte che sovrasta la cascata (che non c') sporche e sverniciate. Nulla ricorda i fasti di una volta, del recupero realizzato per le Colombiane.
Eppure il parco monumentale, realizzato nel 1865 dall'architetto e scenografo del Carlo Felice Michele Canzio, uno dei pi importanti giardini romantici in Italia, tanto che nel '92 il ministero dei Beni culturali mise a disposizione uno stanziamento straordinario per riparare (in parte: la parte alta non mai stata restaurata) i disastri provocati dal tempo e dai vandali. E con una manifestazione come Euroflora in arrivo, villa Pallavicini , il suo parco e il suo orto botanico dovrebbero essere uno degli elementi di traino per portare a Genova gli amanti del verde. Aster fa spallucce: I mezzi che abbiamo non ci consentono di fare di pi commenta un funzionario . Dieci anni fa a Genova c'erano 400 giardinieri, oggi ne restano 80, che devono dividersi fra nove circoscrizioni. La situazione in villa stabile: non migliora e neanche peggiora. Appena ieri il Comune ha illustrato gli interventi eseguiti nel parco e nell'orto botanico. Dimenticando di dire che l'incendio dello scorso inverno ha danneggiato gravemente la parte alta del giardino, ancora inaccessibile. E che sui per i monumenti ottocenteschi non stato eseguito recentemente alcun intervento di restauro.
A met novembre si svolta all'hotel Mediterranee un'assemblea pubblica organizzata dall'associazione "Amici dei musei e delle ville di Pegli" sul tema del raffronto fra l'esperienza del parco di Villa Serra e quello di Villa Pallavicini. Presenti il direttore della struttura di Comago Fabio Calvi e il presidente del consorzio che la gestisce Michele Cassissa, Esempi non paragonabili: Villa Serra sostenuta da tre comuni e ha un bilancio autonomo - ricorda Calvi -. La realt pegliese parte da presupposti diversi. Ma anche qui si sente la necessit di una formula che la renda indipendente e svincolata dai meccanismi burocratici, dalle logiche dell'ordinamento comunale. Obiettivo raggiungibile individuando magari un solo assessore di riferimento, liberandosi dalla frammentazione di competenze che c' oggi. L'assessore al Verde Luca Dallorto ottimista: Stiamo lavorando. Come gi detto c' un interesse fattivo del Fai, che potrebbe farsi carico di riqualificazione e gestione futura dell'area. Per ora ci limitiamo a tastare il terreno: sondando le disponibilit e tracciando scenari e prospettive di sviluppo. Villa Serra il fiore all'occhiello, l'esempio da esportare. Ma le condizioni tra Pegli e Comago sono diverse. Ci nonostante crediamo che con un buon progetto di gestione che veda affiancati soggetti pubblici a privati si possa riuscire a superare l'empasse, restituendo a Pegli un parco, una villa, una realt ambientale che parte del patrimonio culturale di Genova.



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