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L'arte popolare la risorsa pi importante
Nuova Sardegna, cronaca di Oristano, 12 dicembre 2005

Celebrato a Palazzo degli Scolopi l80 anniversario della fondazione della Scuola darte.
Da una parte paolo Pili, il politico; dallaltra francesco Ciusa, lartista: sincontrano nel 1925, per dare anima e corpo alla Scuola darte applicata, il cui obiettivo dichiarato era far nascere nella citt dArborea una nuova schiera dartigiani. Sabato mattina nella sala degli Evangelisti di Palazzo degli Scolopi, un convegno, promosso dallodierno istituto statale darte con il patrocinio di Comune e Provincia, ha celebrato lottantesimo anniversario della fondazione della scuola oristanese.

Ai lavori hanno partecipato il sindaco Antonio Barberio, gli assessori comunale e provinciale alla cultura Giuliano Uras e Cristiano Carrus, il dirigente scolastico Antonio Pinna, gli insegnanti dell'istituto Fabio Ferrari e Antonietta Motzo, l'avvocato Antonio Cova, figlio di Davide, ingegnere e primo sindaco della citt, che nella scuola d'arte applicata insegn.
"Sviluppare la risorsa dell'artigianato artistico, come arte per tutti che proietti l'immagine della Sardegna nel mondo": in queste parole di Giorgio Pellegrini, docente universitario e assessore alla cultura del Comune di Cagliari, emerso il significato vero della celebrazione.
Nella sala consiliare occupata da studenti, docenti e personale dell'Istituto statale d'arte "Carlo Contini", organizzatore della manifestazione, il sindaco Antonio Barberio ha porto il saluto iniziale con parole di vivo apprezzamento dell'iniziativa e dell'opera della scuola. Giuliano Uras e Cristiano Carrus si sono associati alle parole del primo cittadino, sottolineando il contributo delle amministrazioni, il preside Antonio Pinna ha ringraziato gli enti e le persone che hanno collaborato alla realizzazione del convegno e della mostra, i docenti e gli studenti che con competenza e passione hanno realizzato il progetto ricordando che "tradizione e innovazione costituiscono l'asse fondamentale dell'attivit della scuola nei suoi quarantacinque anni di vita".
La professoressa Maria Antonietta Motzo, docente dell'istituto ed autrice di una tesi di laurea sulla Scuola di Ciusa, ha sottolineato che la scuola oristanese era in linea con il movimento della Bauhaus di Gropius in Germania proprio perch Ciusa partecipava alle esposizioni di livello nazionale e internazionale.
Situata in piazza Manno, ospitava tutta l'intera collezione Pischedda, oggi custodita nell'Antiquarium Arborense, e le sculture dell'artista nuorese, aveva gli indirizzi di decorazione, ebanisteria, ceramica, ferro battuto, cuoio istoriato. Vi insegnarono il pittore Carmelo Floris, vice direttore, Giovanni Ciusa Romagna, l'intagliatore Gaetano Ciuffo, cagliaritano, il gi citato ingegner Davide Cova, che era capo dell'Ufficio tecnico del Comune di Oristano. Nella scuola prestarono la loro opera anche gli oristanesi Giovanni Sanna, ceramista, e Battista Casu, intagliatore, autore del coro ligneo della cattedrale di Oristano, e, per breve tempo, lo stesso Carlo Contini.
Numerose le opere della scuola ancora visibili in citt e in Sardegna: la decorazione e lo studio della Sala del Podest di Oristano, le colonne dell'ingresso della scuola elementare di via Solferino, la lampada votiva del monumento ai caduti, il portone d'ingresso dell'Ufficio tecnico comunale, la decorazione dell'aula consiliare di Iglesias e dell'altare maggiore della chiesa parrocchiale di Seneghe.
Il declino politico di Pili, il cui disegno di sviluppo della Sardegna cozza con gli interessi del regime, sostenitore degli industriali caseari del Lazio, porta alla chiusura della scuola.
Giorgio Pellegrini, in un intervento brillante che ha tenuto alta la soglia di attenzione del pubblico, ha ribadito con forza il messaggio di consapevolezza per il futuro che l'esperienza di Ciusa lascia agli studenti dell'Istituto d'arte di Oristano e ai giovani sardi. "La 'potenza di stile' dell'arte popolare la risorsa pi importante della nostra isola", ha detto Pellegrini, sottolineando il ruolo chiave della citt di Oristano. Attraverso le pagine di Remo Branca ha invitato tutti a evitare il vezzo spesso praticato dai sardi "che a volte fanno come i bambini, che provano la stessa gioia nel costruire e nel distruggere". Invece la parola d'ordine dell'artigianato artistico per il futuro ha concluso Pellegrini deve essere solo una: costruire.
Interessanti, infine, la testimonianza dell'avvocato Antonio Cova, il contributo di Momo Zucca, curatore dell'Antiquarium Arborense, e di Massimiliano De Seneen, presidente dell'Isola, che ha esposto le difficolt in cui si dibatte l'ente di promozione dell'artigianato.
A conclusione del convegno, il sindaco Antonio Barberio ha inaugurato, a Palazzo Arcais, la mostra nella quale sono esposte opere originali di Francesco Ciusa a lavori degli studenti dell'Istituto di via Gennargentu. La mostra potr essere visitata tutti i giorni feriali dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.



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