LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

La famosa Pala di nuovo in Duomo in una sofisticata teca
Nicoletta Castagni
ARENA, Venerd 9 Dicembre 2005




Un ritorno, dopo tre anni, che ieri stato salutato dalle campane in festa di tutte le chiese della citt veneta
Giorgione nella sua Castelfranco



tornata la Pala del Giorgione (nella foto) nel Duomo di Castelfranco Veneto, dopo i tre anni necessari per il complesso intervento di restauro e la messa a punto della sofisticata teca climatizzata, che, nella Cappella Costanzo, garantir la conservazione della tavola. Un ritorno che ieri a mezzogiorno stato salutato dalle campane in festa di tutte le chiese della citt.
La Pala, dipinta da Zorzi da Castelfranco, detto il Giorgione, tra il 1503 e il 1504 e raffigurante La Madonna in trono con il Bambino e i santi Francesco e Nicasio, stata spostata nel febbraio del 2002 per essere sottoposta a un restauro considerato improrogabile, in quanto, per gli sbalzi climatici e la scarsa umidit dellambiente, il sollevamento della pellicola pittorica si era esteso in modo preoccupante. Il difficile intervento di recupero stato condotto a Venezia, nei laboratori della Galleria dellAccademia, dagli esperti del Polo Museale Veneziano, della Soprintendenza per il Patrimonio Storico e artistico e dellOpificio delle Pietre Dure di Firenze.
Del resto, lopera di Giorgione ha presentato molti problemi fin dalla sua realizzazione. Alta 2,1 metri di altezza, con una base di 1,44, la tavola costituita da quattro assi di pioppo con fibre longitudinali, ricavate dalla parte pi esterna del tronco e quindi con la tendenza a imbarcarsi. A questo si aggiunga che il pittore la dipinse sul lato sbagliato e si comprende la necessit dei numerosi restauri, di cui il primo agli inizi del 600, mentre nel 900 si cercato di ostacolare, ma senza successo, la curvatura delle assi (prima con una serie di traversi in mogano risultati per troppo rigidi, poi con la cera fusa, che invece impediva allumidit di traspirare).
Il restauro veneziano durato circa un anno e al termine la Pala di Castelfranco stata oggetto di una mostra, che ha richiamato migliaia di visitatori, anche perch le erano stati accostati gli altri capolavori di Giorgione custoditi alle Gallerie dellAccademia. Purtroppo lartista, di cui si sa ancora molto poco, ebbe una vita breve e il corpus delle sue opere non supera i 25 titoli.
La Pala uno dei capolavori pi celebri, conosciuto in tutto il mondo per la smagliante bellezza e per la sua portata rivoluzionaria, che si materializza in una straordinaria invenzione poetica e compositiva. Commissionata da Tuzio Costanzo, uomo darmi, per la cappella di famiglia, in occasione della morte del figlio Matteo, il dipinto raffigura, sullo sfondo di un paesaggio, la Madonna in trono con il Bambino, san Francesco e san Nicasio (in passato identificato in san Giorgio o in san Liberale, patrono di Castelfranco e Treviso), che impugna linsegna dei cavalieri di Malta, detti anche Gerosolomitani o Giovanniti. San Nicasio era infatti appartenuto a questo ordine cavalleresco e, dopo la morte per martirio nel 1187, fu venerato, spesso insieme a san Francesco, soprattutto a Messina, citt di origine di Tuzio, anchegli cavaliere giovannita come altri membri della sua famiglia.
Nella tavola di Castelfranco, Giorgione introduce elementi fortemente innovatori nella pittura veneta rinascimentale. Se in famosi dipinti, come La tempesta, La vecchia, I tre filosofi e lo stesso Fregio di casa Marta-Pellizzari, lallegorismo si spinge sino ai limiti dellermetismo pi imperscrutabile, nello splendore cromatico della Pala, Giorgione si fa altissimo interprete della pittura tonale veneziana del secondo Quattrocento e affida la costruzione dellimmagine a una tecnica sapiente fatta di velature sovrapposte di strati colorati, cio quella pittura sanza disegno (di cui parlava Giorgio Vasari), dove il chiaroscuro morbido e avvolgente annulla i passaggi bruschi tra luce e ombra.
Lautentica novit della Pala consiste per nellavere scardinato limpianto tradizionale delle pale immediatamente precedenti (Piero della Francesca e Antonello da Messina) o coeve (Giovanni Bellini e Lorenzo Lotto), abolendo ogni riferimento a un interno aulico o ecclesiastico ed erigendo, in unarchitettura pittorica a verticalit piramidale, un trono altissimo, quasi innaturale, immerso nella luce soffusa di un paesaggio, ampio e profondo, di campagne e colline. Le due minuscole figure di armati e il villaggio turrito in rovina parlano di guerra, generatrice di dolore e di morte. Mentre un respiro atmosferico, pervaso da un assoluto silenzio, impregna lintera figurazione.
Lo splendore della Pala ora sar tutelato dalla teca tecnologica allestita nella Cappella Costanzo, che assicurer al capolavoro di Giorgione i parametri termici, igrometrici e di illuminazione ideali. Lintera opera di messa in sicurezza della pala e di realizzazione del sistema di monitoraggio microclimatico costata 295 mila euro.




news

14-08-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 14 agosto 2020

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

Archivio news