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Troppe tutele dellUnesco? Vicenza: No e rilanciamo
di Sandro Sandoli
Venerd 9 Dicembre 2005 Giornale di Vicenza




La polemica. Il prof. Kemp critica il numero dei siti e la facilit di designazione
Le possibili candidature sono: Valdagno citt sociale e larcheologia industriale di Schio
Ma potrebbero avere delle chances anche le fortificazioni della prima guerra mondiale






Le accuse sono pesanti: LUnesco - titolavano e spiegavano nei giorni scorsi i maggiori quotidiani di mezzo mondo - elargisce con troppa facilit limportante qualifica di Patrimonio dellumanit, quello che pratica un franchising, non fa cultura ma la lascia fare dopo aver concesso la licenza ai diversi outlet.
E a Vicenza non potevano non fischiare le orecchie: di licenze per vendere tutti i beni architettonici con marchio Andrea Palladio ne ha ricevute due (anzi una pi unestensione, come quando si ottiene lingrandimento di un supermercato). Naturale quindi che ci si interroghi su quanto conti realmente linserimento del centro storico cittadino e delle ville palladiane sparse per il Veneto nella famosa lista e che ci si chieda se quella che Vicenza sta cercando di spendere per portare turisti in citt non sia veramente una moneta inflazionata.
Tra laltro a sollevare il coperchio sullUnesco, che lOrganizzazione delle Nazione Unite per leducazione, la scienza e la cultura, non stato un Pinco Pallino qualunque, ma lo storico dellarte tedesco Wolfgang Kemp, professore alluniversit di Amburgo, con incarichi ad Harvard, allUcla e al Getty Research Center di Los Angeles. Il quale, dopo aver aver bocciato la sproporzione tra le spese per lorganizzazione dei programmi e quelle per realizzali (sarebbero rispettivamente il 45 per cento e il 55), ha anche criticato aspramente la lista degli attuali 812 siti mondiali da tutelare e nobilitare, prendendo lo spunto da una delle nuove 17 entrate che come tedesco conosce bene ovvero il Limes, i 550 chilometri da Coblenza a Ratisbona, che nel secondo secolo dopo Cristo rappresentavano il confine orientale dellimpero romano.
Kemp, nelle quindici pagine del suo rapporto non richiesto sullUnesco, ha specificato: Il Limes oggi una serie discontinua di fortificazioni diroccate, spesso inesistenti, qualche volta ricostruite, visitate da appassionati e da mucche al pascolo: la sua protezione la prova che lUnesco concede il suo prezioso sigillo con troppa facilit.
Ma Vicenza, quando concorda e quanto dissente da questo jaccuse? Della prima nomination della citt del Palladio, quella del 1994, uno dei padri era stato, con il marchese Giuseppe Roi, Vladimiro Riva allora commissario straordinario dellazienda di promozione turistica, il quale lo stesso impegno per lestensione della nomination delle ville palladiane disseminate nel Veneto laveva profuso nel 1996, assieme a Mauela Dal Lago allora vicepresidente dela Provincia.
E Riva, che ora amministratore delegato di Vicenza , il consorzio tra enti pubblici e privati per la promozione turstica di citt e provincia, su un punto daccordo: S, lUnesco un organismo elefantiaco, che farebbe bene a spendere di meno per la struttura organizzativa e dovrebbe destinare pi soldi alla tutela e al restauro dei beni protetti.
- Ma vero che facile entrare nella famosa liste dei tesori dellumanit?
In base allesperienza di noi vicentini, direi proprio di no: la seconda volta le carte a Parigi le abbiamo portate personalmente io e la presidente della Provincia: erano una montagna. E i funzionari dellUnesco le hanno esaminate con molto rigore.
- Il prof. Kemp dice che la qualifica di patrimonio dellumanit inflazionata.
Non mi sembra. I siti della lista mondiale sono 812, con Cina, India e tutti i Paesi del medioriente che sono sotto rappresentati. Manca del tutto ad esempio la Libia, che ricchissima di testimonianze romane.
- E lItalia?
Nellelenco Unesco ci sono 43 siti, sulla cui unicit non si pu discutere. Semmai io mi pongo una domanda: se vero quel che comunemente si dice, cio che il nostro Paese possegga il 60 per cento di tutti i beni culturali del mondo, non mi sembra che la presenza dellItalia nella World Heritage sia...eccessiva.
- Il Veneto e Vicenza per sono ben rappresentati.
Se prendiamo come metro di giudizio lunicit, non credo che ci sia da ridire sullinclusione dellorto botanico di Padova, su Venezia e la sua laguna, sui centri storici di Verona e di Vicenza palladiana. Anzi condivido la recente candidatura delle Dolomiti, come credo che nella lista in futuro potrebbero essere inseriti anche i manufatti e le fortificazioni altopianesi della Grande Guerra, larcheologia industriale di Schio e la citt sociale di Valdagno ideata e voluta da Gaetano Marzotto.





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