Pompei rinasce come Disneyland Angela Zoppo MF, 23/4/2003
Se ne era parlato, e parecchio, un paio di anni fa, quando per il progetto di un parco a tema, che facesse rivivere l'antica Pompei com'era prima dell'eruzione del Vesuvio, si era mobilitata anche l'Unione europea, dando via libera a un finanziamento intomo ai 70 mld delle vecchie lire, circa 35 milioni di euro, poco più di un terzo dell'investimento complessivo. Poi, più nulla o quasi, fino a pochi giorni fa, quando la Pompei tech world, la spa costituita proprio per realizzare quel progetto, è tornata alla ribalta mettendo in cantiere un primo aumento di capitale e promettendo un rapido avvio dei lavori, se arriveranno le autorizzazioni definitive della regione Campania e delle altre amministrazioni locali coinvolte. L'assemblea dei soci chiamata a deliberare la ricapitalizzazione dovrebbe tenersi il prossimo 20 maggio (in seconda convocazione). Il capitale verrà prima abbattuto da 103 mila euro a 20 mila, a copertura integrale delle perdite del bilancio 2002. Quindi, verrà ricostituito con un'iniezione di mezzi freschi per 2 milioni di euro. La parte del leone spetterà al gruppo metallurgico Abate, che alla sua quota iniziale del 35% ha aggiunto anche quella del 20% detenuta dalla Domenico Moras & C. costruzioni, controllata del gruppo Impregilo. Gli altri azionisti sono la società napoletana Cosmofilm (15%), che però potrebbe a sua volta cedere la partecipazione, Carmine Salvatore (25%), che è anche amministratore unico di Pompei tech world, e Giampaolo Guarino (5%), entrambi legati al gruppo Abate. La ricapitalizzazione in programma è solo un primo passo. Secondo gli accordi con il commissario Ue, Mario Monti, infatti, la prima rata del finanziamento, da erogare in tre tranches, «è subordinata a un aumento di capitale da parte dell'impresa per 27 mln di euro». Ricreare Pompei, ricorrendo alla realtà virtuale e ad altri effetti speciali, costerà circa 90 milioni di curo. Il progetto del parco, che dovrebbe sorgere accanto al sito archeologico, fa parte del contratto d'area torresestabiese per la riqualificazione dei vecchi insediamenti industriali dismessi, compresi quelli inquinati e collocati in aree degradate, come ricorda la stessa Ue. Perché il cantiere possa partire, garantiscono alla Pompei tech world, mancano soltanto gli ultimi passaggi tecnici. Uno riguarda proprio la completa bonifica dell'area, un ex sito industriale, dove sono stati rilevati residui d'amianto. Sulla carta, il parco a tema prevede la realizzazione di una sala con 450 posti per la proiezione di filmati in 3D, un teatro con maxi-schermo e simulatore (un impianto simile c'è al Caesar palace di Las Vegas), il Virtual game center per viaggi virtuali nell'antica Pompei, un museo virtuale degli scavi e un cinema multisala. Nel parco, che sarebbe il primo del genere nel Mezzogiorno, ci sarà spazio anche per attrazioni che con l'antica Pompei hanno poco a che fare, come lo Shuttle park, che ospiterà i modelli delle navette spaziali. I sostenitori del progetto prevedono un flusso di visitatori stimato in oltre 2 milioni l'anno e la creazione di circa 300 nuovi posti di lavoro.
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