LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Immagini di un'Istria italiana. In mostra a Trieste le opere di grandi maestri salvate dalla legge Bottai del '40
Valentina Antonelli
Secolo d'Italia, 7 dic. 2005




Provengono da Capodistria e Pirano dipinti italianissimi dei maggiori pittori veneti che dopo un cammino tormentato e dopo un restauro, ci restituiscono un pezzo di storia. Si accorse di loro Sgarbi nel 2002

Nel ricco panorama di esposizioni che si susseguono in giro per l'Italia, ce n' uno in particolare, che sebbene sia stato praticamente snobbato dalla grande stampa troppo presa a rincorrere i nomi di grido, si configura come un avvenimento di grande importanza sia per la rilevanza delle opere realizzate da artisti di grande valore ma ancor di pi per il significato che esse rivestono e per le vicissitudini che hanno attraversato: le opere vengono da Capodistria e Pirano, terra con impronta veneta, dove l'italianit stata cancellata brutalmente alla fine della guerra con l'occupazione titina.
Il tema conduttore l'Istria, con la sua storia finalmente non pi sepolta, un'lstria talianissima quanto sfortunatissima. Ed proprio da questa italianit che nasce la mostra "Histria. Opere d'arte restaurate da Paolo Veneziano a Tiepolo", allestita a Trieste presso il Museo Revoltella, un appuntamento importante che dopo cinquanta anni restituisce allo sguardo del pubblico, al termine di un restauro che ne ha recuperato il pieno valore estetico, opere fondamentali di maestri come Vittore Carpaccio, Giambattiste Tiepolo, Alessandro Algardi, Paolo Veneziano, Alvise Vivarini.
Era il 1940 quando Giuseppe Bottai, ispiratore della legge di tutela del patrimonio artistico italiano del 1939, emanava la legge sulla "Protezione delle cose d'interesse artistico, storico, bibliografico e culturale della nazione in caso d guerra". A cominciare da questo momento si apriva un nuovo capitolo della vicenda storica; artistica e per certi versi anche umana di opere che la consuetudine aveva consacrato come le maggiori testimonianze dell'arte italiana e veneta in territorio istriano, lungo un arco temporale che parte dal Trecento e arriva fino al Settecento.
La storia di questi capolavori provenienti da musei e chiese, edifici e collezioni pubbliche e private, di un territorio che dal Friuli alla Venezia Giulia si estendeva fino all’Istria e a Fiume, gi appartenenti alla Serenissima, poi austriache, italiane e ora slovene, piuttosto complessa e ora cercheremo di conoscerla pi da vicino. Va innanzitutto ricordato che l'Istria conobbe il suo periodo d'oro grazie alla Repubblica di Venezia, sotto la quale fiorirono ricchezza e armonia culturale. Non quindi un caso che le opere che andremo a vedere siano state realizzate dai grandi artisti veneti del passato. Purtroppo con la caduta della Repubblica veneta, l'Istria fu ceduta con il trattato di Campoformio (1797) all'Austria, pass quindi alla Francia con il trat-tato di Presburgo (1805), venendo poi incorporata nel Regno Italico (1806-09), quindi dopo una breve riconquista austriaca ritorn alla Francia come parte delle Province Illiriche, grazie alla pace di Schonbrunn. La Restaurazione l'assegn all'Austria cui appartenne fino alla conclusione della prima guerra mondiale, e finalmente dopo la guerra, cui l'Istria partecip con moti volontari, la regione fu unita all'Italia nei limiti delle Alpi Giulie fino a Fiume.
I preziosi dipinti presentati in questa esposizione facevano parte di centinaia di pezzi d'arte che trovarono riparo da bombardamenti e depredazioni, grazie a ricoveri segreti nell'entroterra friulano, custoditi in apposite casse di legno. Le opere allontanate dall'lstria nel maggio-giugno 1940, furono cos nascoste nella splendida Villa Manin di Passariano, ma non era il rifugio migliore data la vicinanza di aeroporti, tanto che nel 1943 quando questa sede non dava pi garanzie di sicurezza, la Soprintendenza diede modo ai proprietari legittimi delle opere che lo chiedevano, di riavere indietro i loro capolavori che cos rientrarono in Istria. Ma per alcune casse che contenevano nello specifico opere provenienti da chiese e musei di Capodistria e Pirano, si giudic pi prudente la permanenza in Friuli e nel 1948 queste opere vennero trasferite a Roma presso il Museo Nazionale Romano e successivamente nel 1972 al Museo Nazionale di Palazzo Venezia. Qui le opere vennero dimenticate fino al 1990, quando avvenne la prima ricognizione delle casse. Per arrivare per alla definitiva verifica del loro contenuto giungiamo al 2002 quando grazie a Vittorio Sgarbi, allora sottosegretario ai Beni Culturali, venne data l'autorizzazione. Da quella data tutte le opere sono state sottoposte a interventi di restauro diretti dalle Soprintendenze del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e della Soprintendenza speciale per il polo museale romano, grazie a un finanziamento straordinario del ministero dei Beni Culturali, ed ora, ultimato il recupero, vengono finalmente esposte.
Si avr cos modo di ripercorrere alcune tappe salienti e fino ad oggi lacunose della storia dell'arte italiana e nello specifico veneta, riscoprendo anche accanto ai grandi maestri nomi meno noti di artisti. La mostra - nata grazie alla collaborazione tra il Comune di Trieste, la Soprin-tendenza del Friuli Venezia Giulia, l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, il ministe-ro dei Beni Culturali e curata da Francesca Castellani e Paolo Casadio - presenta una selezione d ventuno opere, in maggioranza di grandi dimensioni, studiate, indagate e restaurate.
Il percorso parte con due tavole di Paolo Veneziano, artista che pur affrontando ancora le radici del proprio stile nella raffinata cultura veneta, intraprese la strada del rinnovamento verso un pi moderno linguaggio. Nelle sue opere l'artista non seppe rinunciare del tutto al suo mondo aulico fatto di smaglianti raffigurazioni, pur trasformandolo in opere dai risultati pi arditamente gotici, e le due opere "Madonna in trono con Bambino e due angeli, la Maddalena e sette santi" (1355) e "Crocifissione" (1355), provenienti entrambe dal Battistero di San Giovanni Battista di Pirano, ne sono un esempio. Si prosegue con la "Madonna con Bambino e argeli musicanti" (1489) di Alvise Vivarini, realizzata per la chiesa di San Bernardino a Portorose, opera cardine del percorso stilistico dell'artista.
Il percorso continua con "Entrata del podest-capitano Sebastiano Contarini nel Duomo di Capodistria" (1517) di Vittore Carpaccio realizzato per il Duomo, punto di arrivo del complesso percorso artistico del pittore. Lungo il percorso figurano anche
"Incoronazione della Vergine" (1537) proveniente dalla chiesa dell'Assunta a Capodistria, "Madonna col Bambino e i santi Tommaso e Bartolomeo (1538) realizzata per la chiesa di san Tommaso a Capodistria e "Madonna con Bambino tra i santi Lucia e Giorgio" (1541) proveniente dalla chiesa di Santa Lucia a Portorose, tutte opere realizzate da Benedetto Carpaccio, figlio di Vittore, figura artistica ancora poco conosciuta. Non manca poi un'opera importante come la "Madonna della cintola e santi" (1730) di Giambattista Tiepolo, realizzata per la chiesa della Madonna della Consolazione di Pirano.
Questo e molto altro per un appuntamento imperdibile, che sar in visione fino al 6 gennaio 2006.



news

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

25-07-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 25 luglio 2020

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

Archivio news