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Una bufera di polemiche sulla tutela dei tenores
Antonello Sechi
la Nuova Sardegna 7-12-2005

NUORO. Il canto a tenore dei pastori sardi? Una cosa unica
nel pianeta, da collocare nel patrimonio intangibile dellumanit,
come ha fatto lUnesco.
Ma un conto dirlo, un altro arrivarci. Come fare? Affidandosi
alla lobby giusta, un gruppo del quale magari fa parte
la figlia di un direttore generale
dellUnesco. Francesco Licheri, ex presidente della Provincia
di Nuoro, risponde cos alla bufera in cui finito. Pochi
giorni fa, si inorgoglito per il riconoscimento ufficiale
del canto a tenore deciso a Parigi.
Ora deve dare spiegazioni sui 650 milioni di vecchie lire
spesi dallente, in particolare alla voce parcelle.
Quando abbiamo pensato allUnesco spiega Francesco
Licheri abbiamo fatto una verifica con i nostri uffici. Risultato: percorso troppo difficile.
AllUpi, lUnione delle province italiane, ho chiesto consiglio
alla provincia di Salerno, che aveva gi mandato avanti
un suo progetto. Mi hanno indicato larchitetto Carla Maurano.
Lei ha portato qui la sua equipe, di cui fa parte anche la
dottoressa Bouchenaki. Una lobby? lequipe che ci ha fatto
ottenere il risultato.
Il nome di Amal Bouchenaki, esperta di legislazione del
Patrimonio, colpisce. La studiosa figlia di Mounir Bouchenaki,
vicedirettore per la cultura dellUnesco che nel gennaio
2004 ha partecipato al convegno sul pastoralismo promosso
dalla Provincia di Nuoro. Legati a vario titolo allUnesco sono
anche altri membri non sardi del gruppo di lavoro che ha
seguito e portato in fondo il progetto fino al riconoscimento
del 25 novembre.
Licheri non ci trova niente di male. Ma lUnesco, in questi
giorni, sotto accusa per i costi della burocrazia e per la facilit con cui sceglie siti e beni intangibili dellumanit. Duro il Rapporto non richiesto sullUnesco di Wolfgang Kemp citato domenica dal Corriere.
La lista dei siti, denuncia il professore dellUniversit di Amburgo, cresce a gran ritmo ogni anno. Nel 2005, per dire,
ha compreso anche la danza delle reclute slovacca.
Il canto a tenore in quella lista. stata la stessa Unesco a
indicarlo come bene intangibile, mentre la provincia aveva
inizialmente puntato su un pi generico pastoralismo.
Carla Maurano, studio ad Agropoli (Salerno), ha svolto
bene il suo compito. Larchitetto competente. Risulta dalle
delibere della Provincia: relazioni importanti al Ministero
dei beni culturali, consulenze per lUnesco, lIcomos International (altro organismo Unesco)
e la World Bank, membro della Wcpa/Iucn, la Commissione
mondiale delle aree protette.
Altrettanto vale per altri componenti del gruppo di lavoro:
il maltese Ray Bondin membro dellIcomos e dellIccrom,
altro organismo Unesco; larchitetto slovacco Giora Solar
consulente dellUnesco e membro direttivo dellIcomos
International; leconomista dei Beni culturali Marina Galvani
consulente della World Bank. Del gruppo fanno parte
anche tre sardi: il giornalista Umberto Cocco, il documentarista
Massimo Tatti e Fabrizio Vella. Ma i primi due, dopo la
prima fase di indagine sul campo, escono dalla vicenda in disaccordo sulla gestione dei materiali
raccolti.
Loperazione Unesco costata circa 350mila euro, spesi per
lo pi in parcelle. Una prima delibera del 2003, fondata sui
contatti tra Licheri e vari organismi Unesco, assegna i primi
73mila euro (pi 18mila per spese) allarchitetto Murano.
Altri 250mila, per i quali viene acceso un mutuo, vengono assegnati ad agosto 2004: 15mila
euro pi contributi a ciascun componente del gruppo, pi
101mila euro per le spese. Tanto?
Poco? Licheri non ha dubbi: La scommessa stata vinta,
il canto a tenore patrimonio dellumanit.
Il gruppo di lavoro di Carla Maurano ha intenzione di partecipare
anche alla gestione del progetto. Larchitetto, lex
presidente della Provincia Licheri, Amal Bouchenaki, Ray
Bondin, Giora Solari e Marina Galvani sono indicati come
membri fondatori dellAssociazione onlus Centro per lo studio
e la gestione del pastoralismo, la cui costituzione stata
approvata dalla giunta provinciale il 13 settembre 2004. Il
centro, secondo quanto indicato nella proposta di candidatura
inviata allUnesco, avrebbe dovuto avere sede in piazza
Satta e un budget di 200mila euro per il 2005. Lassociazione
dice Licheri non stata costituita, era necessario indicarla
nel progetto. Lex presidente si dice amareggiato per
le polemiche: In genere si lamentano gli sconfitti, la Provincia
di Nuoro ha vinto.
Lattuale assessore alla cultura Peppino Paffi ha chiesto
la documentazione sulla vicenda al direttore generale dellente.
Poi scrive in un comunicato stampa riferir al presidente
della Provincia Roberto Deriu e a tutta la giunta.



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